Pupo “criminale” per l’Ucraina/ “Mi ha inserito nella lista nera, ma non mi fermo”

- Silvana Palazzo

Pupo per l’Ucraina è un criminale: “Mi ha inserito nella lista nera, ma non mi fermo”, ha annunciato l’artista, al secolo Enzo Ghinazzi

Pupo nello studio di ‘Verissimo’
Pupo nello studio di ‘Verissimo’

Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, è un “criminale” per l’Ucraina. Lo ha rivelato lo stesso artista sulle colonne di QN. L’artista ha rivelato di essere stato informato in modo ufficiale di recente dal ministero degli Esteri italiano che «il governo dell’Ucraina mi ha inserito nella lista nera, quella degli indesiderati, dei “criminali”». Di fatto, se Pupo si presenta alla frontiera rischia grosso: «Rischio di essere arrestato». Pupo ha anche spiegato cosa c’è dietro questa clamorosa decisione. «Tutto questo perché, l’anno scorso, ho partecipato al Festival russo della canzone di guerra a Jalta, in Crimea».

Un peccato per l’artista, che non ha intenzione di fermarsi: «Continuerò a portare la mia musica in giro per il mondo. Dalla Russia all’Australia ed ovunque mi sarà data la libertà di cantare le mie innocue canzoni». Anche per questo il prossimo aprile Pupo tornerà nuovamente in Crimea. «Lo farò con convinzione e senza nessun timore». Non è comunque il primo artista italiano che finisce nelle liste di proscrizione di Kiev. Ad esempio, nel marzo 2019 era stato richiesto il divieto di ingresso a Toto Cutugno e Al Bano (quest’ultimo poi tolto dalla “lista nera”).

PUPO E LA RUSSIA: IL COMMENTO ALLO SHOW

La rivelazione è stata fatta da Pupo con un articolo sul Quotidiano Nazionale, dove tra l’altro ha una rubrica. In un recente articolo aveva parlato proprio della Russia e dello spettacolo di fine anno in italiano. Uno show parodia che ha fatto discutere, ma che Pupo ha visto in un altro modo. «Questo è il secondo anno che il potentissimo primo canale russo trasmette il suo divertente show del 1° gennaio. Lo spettacolo si intitola “Ciao…” seguito dalla cifra dell’anno appena finito», aveva scritto l’artista. Pur riconoscendo che in quello spettacolo si insisteva molto sui soliti sterotipi, come pizza, spaghetti, donne, spumante e mafia, aveva aggiunto che ciò «ci ha dimostrato quanto sia importante, in questo genere di intrattenimento, il lavoro degli autori. Un lavoro che era completamente assente nei due spettacoli di fine anno di Raiuno e Canale 5».

 

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