Raoul Bova e Maria Chiara Giannetta/ “Lavorare insieme è stimolante, facciamo…”

- Alessandro Nidi

Raoul Bova e Maria Chiara Giannetta si sono raccontati a "Verissimo": "I nostri genitori ci hanno supportato, anche se..."

Buongiorno mamma fiction 640x300 Raoul Bova e Maria Chiara Giannetta in "Buongiorno, mamma!"- Una scena della fiction

Raoul Bova e Maria Chiara Giannetta sono intervenuti in qualità di ospiti ai microfoni di “Verissimo”, trasmissione di Canale 5 condotta da Silvia Toffanin e andata in onda domenica 5 febbraio 2023. L’attore ha esordito dicendo che “lavorare con Maria Chiara è bellissimo, stimolante. Riusciamo a trovare complicità, divertimento, stimoli. Lei è molto imprevedibile e mi induce a ricercare nuove cose”.

Bova ha poi svelato che “mia madre non voleva che facessi questo lavoro. Facevo l’Isef e pretendeva che lo finissi. Anche dopo il primo film disse che ero fortunato, non bravo. Stessa cosa al secondo film, al terzo si è convinto. Papà Giuseppe, invece, mi dava fiducia: fu lui ad avvicinarmi allo sport, al nuoto. A dire il vero, si alternavano un po’ nei ruoli: erano il poliziotto buono e il poliziotto cattivo! Ho sempre voluto che i figli mi amassero e mi vedessero come io facevo con mio padre: sapevo che avevo le spalle molto coperte da lui”.

MARIA CHIARA GIANNETTA: “RAOUL BOVA? SPERO DI AVERGLI DATO QUALCOSA. I MIEI GENITORI MI HANNO SEMPE SUPPORTATO”

Nel prosieguo di “Verissimo”, Maria Chiara Giannetta ha commentato: È stato bello rivedersi con Raoul Bova sul set di ‘Buongiorno, mamma!’. Dalla prima alla seconda stagione, avendo fatto tantissime esperienze diverse, penso di avere portato qualcosa in più anche a Raoul. La persona a cui mi ispiro e a cui comunico le cose belle o brutte, però, è sempre mia mamma”.

I suoi genitori l’hanno sempre sostenuta nelle sue scelte professionali, tanto che Maria Chiara Giannetta ha affermato: “Io credo di essere stata inconsciamente furba a coinvolgerli da subito in tutte le esperienze che facevo. Loro venivano a vedermi e capivano che recitare mi rendeva felice, dunque mi appoggiavano. Andai quindi a studiare a Roma al Centro sperimentale e per mantenermi facevo anche la babysitter. Ogni volta che faccio qualcosa in generale, i miei genitori sono sempre il mio primo pensiero, ci sono sempre loro nella mia mente. Loro sono speciali”.







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