Ricky Tognazzi: “Ugo era il più avanti”/ Gian Marco “Era assente ma sempre presente”

- Davide Giancristofaro Alberti

Bell’intervista di Ricky Tognazzi e Gian Marco, figli di Ugo, negli studi di Oggi è un altro giorno: le loro parole con Serena Bortone

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Ricky e Gian Marco Tognazzi a Oggi è un altro giorno

I fratelli Ricky e Gian Marco Tognazzi, figli del grandissimo Ugo, sono stati ospiti oggi pomeriggio su Rai Uno, al programma di Serena Bortone “Oggi è un altro giorno”. Hanno presentato il loro libro scritto a otto mani assieme ai fratelli Thomas e Mario Sole, dal titolo “Ugo, vita, amore e scherzi di un papà di salvataggio”. Ricky Tognazzi racconta come nacque in lui la voglia di seguire le orme di papà: “Andai sul set e vidi come si faceva il cinema, mio padre che gli mettevano il sangue, una controfigura vestita uguale, poi qualche mese più tardi mio padre mi portò al cinema, ci sedemmo di fronte allo schermo e ad un certo punto vidi lui vestito da federale riempito di botte: io vedo questa scena inizio a piangere e lui mi tiene la mano e mi dice che è tutto finto, allora guardavo lui, poi guardavo lo schermo e mi sono rimesso a piangere, era più convincete lo schermo che la realtà, ero inconsolabile”.

Sulla famiglia allargata: “Mio padre sognava un harem, una grande casa con moglie, ex mogli, mariti e cognati. Ugo era il più avanti degli attori dell’epoca – ha proseguito Ricky Tognazzi – sempre alla ricerca della verità, l’uomo medio ma eccezionale. Lui non recitava urlando e questo è stata una grande intuizione da parte sua”.

RICKY TOGNAZZI E GIAN MARCO, IL RICORDO DI PADRE UGO

Gian Marco Tognazzi ha aggiunto: “Io ho preso sempre ad esempio Ricky, a cominciare da come aveva costruito il rapporto con papà, ma era una questione di età ci voleva la maturazione che io ho raggiunto tardi. Ho avuto un rapporto conflittuale con tutti e quattro, il mio esempio è stato Ricky perchè lui ha raggiunto quella parità con papà, io cercavo di avere quel rapporto in un momento sbagliato. Un papà di salvataggio perchè molto assente – ha proseguito Gian Marco Tognazzi – ma quando c’era bisogno lo trovavi pronto a lanciarti una ciambella, c’era nonostante fosse iper-impegnato, era sempre contornato da ospiti, e anche a casa aveva sempre molto amici. È stato un padre divertentissimo, che portava un po’ i suoi personaggi a casa, che cambiava in continuazione, è stato generosissimo non solo come padre ma anche come uomo, una persona onesta, autentica e trasparente. Sulle donne? Quando conobbe la mia prima fidanzata le chiese perchè stava con me, ma lui giocava in continuazione, era una presa in giro continua”.



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