Ricky Tognazzi/ “Barbara D’Urso ha copiato Caterina Balivo” (Vieni da me)

- Carmine Massimo Balsamo

Ricky Tognazzi oggi ospite a Vieni da me: da “La vita promessa” alla vita privata, ecco le parole dell’attore-regista nel salotto della Balivo. Con tanto di frecciatina…

ricky tognazzi
Ricky Tognazzi a Vieni da me

Ricky Tognazzi, ospite quest’oggi nel salotto di Caterina Balivo a “Vieni da Me”, ha lanciato una frecciatina alla conduttrice. Ma procediamo con ordine. Nel corso dell’intervista odierna, la conduttrice ha trasmesso uno spezzone della trasmissione “Dimmi la verità”, da lei condotta a cavallo del 2008 e del 2009, dunque ormai più di dieci anni fa, alla quale parteciparono proprio Ricky Tognazzi e sua moglie, Simona Izzo. Fu utilizzata, in tale occasione, anche la macchina della verità e proprio a tal proposito è giunta la stilettata del regista: “C’è qualcuno che ti ha copiato recentemente”. Inutile precisare che il riferimento, neppure troppo implicito, del figlio d’arte era al programma “Live – Non è la D’Urso”, che in questa stagione ospita spesso e volentieri la macchina della verità. Caterina Balivo, tuttavia, ha spento sul nascere ogni minima forma di polemica, precisando: “Anch’io l’avevo copiata. Da ‘Buona Domenica’, da Maurizio Costanzo”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

RICKY TOGNAZZI: “MIA MOGLIE MI HA COSTRETTO A SPOSARLA!”

Dopo aver parlato de La vita promessa e del rapporto con il padre Ugo, Ricky Tognazzi ha parlato dell’amore con Simona Izzo nel salotto di Vieni da me: «Se mi ha costretto a sposarla? Abbastanza (ride, ndr): io sono un figlio dei fiori, contro il matrimonio, poi mio padre ne ha fatti una dozzina. Lei ha insistito, siamo andati a trovare mia madre a Nizza: sull’Aurelia ha iniziato a dirmi che avrei dovuto dire a mia madre che ci saremmo sposati. Tale ha insistito, ho parcheggiato e non ho neanche salutato mia madre, le ho subito detto che ci saremmo sposati». «Come costumista è la migliore, come moglie così così (ride, ndr)», ha aggiunto Ricky Tognazzi, che ha poi rivelato: «E’ da 20 anni che vogliamo fare casa Tognizzo, ci sarà un produttore che ci farà fare questa stupidaggine?». C’è qualcuno a cui il regista deve chiedere scusa? «Ad una marea di persone, un po’ di peccatucci… Persone che non hai ringraziato a sufficienza ad esempio, non mi sono rivisto con Vittorio Cecchi Gori o con mia madre, che le devo tante. Ho tante piccole colpe, spero nessuna gravissima ma chi è che non deve chiedere scusa a qualcuno?». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

RICKY TOGNAZZI A VIENI DA ME

Ricky Tognazzi a tutto tondo nella lunga intervista a Vieni da me, dalle nuove puntate della fiction “La vita promessa” alla vita privata. Grande figlio d’arte, il 64enne non ha dubbi su cosa sia più difficile fare tra l’attore ed il regista: «Fare l’attore è più comodo, ti trattano bene, mentre fare il regista significa che ti fanno solo domande, alle quali non hai risposte. E’ molto più faticoso, ma alla fine da regista ti rimane l’opera: tra dieci-venti anni speriamo di rivedere La vita promessa tutti insieme». Quanti problemi comporta avere un cognome così importante? «Problemi? Me ne ha risolti un sacco, poco ma sicuro: tanti, tanti, tanti. E spero che ne risolverà tanti a mia figlia. Avere un cognome importante significa avere un padre con un cognome importante. E’ importante crearsi una propria identità. Mio padre mi ha voluto allontanare, è stato lui a stimolarmi a studiare da regista. Fortunatamente ha fatto in tempo a vedere i miei primi film e ad amarli».

RICKY TOGNAZZI: “MIO PADRE UGO E’ STATO PIUTTOSTO ASSENTE”

Ricky Tognazzi ha poi parlato di Ugo Tognazzi come padre: «Assolutamente sì, abbiamo avuto un rapporto molto amicale: eravamo quasi coetanei. Io son tornato in Italia a 16-17 anni, dormivo nel letto matrimoniale con lui. Era un padre piuttosto assente, lo definirei di salvataggio: quando necessita, è presente. Ogni volta che avevo bisogno di lui, mi ha sempre aiutato nei momenti difficili. Poi era in assoluto la persona più simpatica che abbia mai conosciuto, mi ha fatto tanto ridere». Il regista di Vite strozzate ha poi aggiunto: «Mi considero una persona realmente fortunata, anche per aver avuto un padre così brillante e curioso. Mi ha sempre insegnato tante cose, mi ha stimolato ad amare l’arte contemporanea».

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