Riforma pensioni 2022/ Bombardieri: da Decreto aiuti-bis un’elemosina

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Pierpaolo Bombardieri critica il Governo per gli interventi previsti nel Decreto aiuti-bis in favore di lavoratori e pensionati

Pierpaolo Bombardieri
Pierpaolo Bombardieri, Segretario generale Uil (LaPresse)

LE PAROLE DI BOMBARDIERI

Non usa mezzi termini Pierpaolo Bombardieri per commentare il Decreto aiuti-bis. “Avevamo concordato di smettere con i bonus e fare interventi strutturali, ma le risorse sono insufficienti e come Governo mi sarei vergognato di presentarle.

Quei fondi sono irrilevanti, un’elemosina. Chi guadagna 8 o 10 mila euro l’anno riceverà 6 o 7 euro lordi al mese. Lo stesso per i pensionati: ci era sembrato di essere arrivati a un punto importante con l’anticipo della rivalutazione e poi scopriamo che ogni 500 euro riceveranno 10 euro lordi per un intervento da 3 mesi. È veramente una vergogna”, spiega il Segretario generale della Uil in un’intervista al Fatto Quotidiano. “Il nostro obiettivo era quello di non perdere altro tempo e gli interventi approvati oggi per i lavoratori, i pensionati, le famiglie e le imprese vanno nella direzione di un maggior sostegno per fare fronte all’incertezza e al caro vita anche grazie all’anticipo della rivalutazione delle pensioni e ad un ulteriore taglio delle tasse sul lavoro”, sono state invece le parole del ministro del Lavoro Orlando, come riportato da Italpress.

LE PAROLE DI BERLUSCONI

Silvio Berlusconi, ospite di Radio Monte Carlo, è tornato a parlare di temi collegati alla riforma delle pensioni. L’ex Premier ha infatti spiegato, come riporta Adnkronos, che occorre intervenire “in primis sulle pensioni, oggi molti sono costretti a vivere di stenti.

Bisogna aumentare tutte le pensioni, di anzianità e invalidità, portarle almeno a mille euro al mese per 13 mesi, non si può vivere con meno. La vecchiaia deve essere dignitosa e serena. La stessa attenzione va riservata ai giovani, con contratti di praticantato e primo impiego ad almeno mille euro”, con una “totale detassazione per i datori di lavoro”. “I signori della sinistra hanno sempre in testa la patrimoniale, noi non l’accetteremo mai, né sulla casa né per la tassa di successione, vogliono solo tassare chi ha onestamente guadagnato con il proprio lavoro. Con noi al governo ci sarà la lotta all’oppressione fiscale, noi introdurremo la flat tax per rimettere in moto l’economia”, ha aggiunto Berlusconi.

LE MISURE A FAVORE DEI PENSIONATI NEL DECRETO AIUTI-BIS

Come ricorda Repubblica, nel Decreto aiuti-bis sono previste “due misure a favore dei pensionati. Viene anticipato al 2022 il conguaglio sull’inflazione che era previsto a inizio dell’anno prossimo: vale lo 0,2%, ha spiegato il ministro dell’Economia Daniele Franco.

Inoltre, per l’ultimo trimestre dell’anno, (mensilità di ottobre, novembre, dicembre e tredicesima) l’importo delle pensioni fino a 35 mila euro viene rivalutato del 2%: anche in questo caso si tratta di una anticipazione, mentre poi dal prossimo anno scatterà una nuova rivalutazione che terrà conto del salto dell’inflazione di quest’anno. Le misure valgono circa un miliardo e mezzo, ha precisato Franco”. Il Corriere della Sera evidenzia che l’anticipo della rivalutazione verrà “riconosciuto qualora il trattamento pensionistico mensile sia complessivamente pari o inferiore all’importo di 2.692 euro”. “Per i pensionati inoltre, oltre che per studenti e lavoratori, viene rifinanziato con 101 milioni il Fondo per il bonus trasporti, che sarà disponibile a partire da settembre”, aggiunge il quotidiano romano.

RIFORMA PENSIONI, LA DIVISIONE SU QUOTA 41

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, non c’è piena sintonia tra gli alleati del centrodestra in tema di riforma delle pensioni. “Va bene maggiore flessibilità in uscita, ma mandare a casa chi ha lavorato per 41 anni non è la priorità, perché si tratta appunto di persone che hanno avuto la fortuna di lavorare per tanti anni consecutivi – è il ragionamento che gli sherpa meloniani (il senatore Giovanbattista Fazzolari e l’europarlamentare Raffaele Fitto) hanno fatto con i loro colleghi di Lega (Massimiliano Romeo e Siri Armando Siri) e Forza Italia (Alessandro Cattaneo e Andrea Mandelli) -. Noi dobbiamo mostrare grande attenzione alle categorie più in difficoltà , alle marginalità, a chi dal ’95 in poi ha fatto lavori saltuari e ha una storia contributiva non omogenea e non continuativa”.

LE PAROLE DI FAZZOLARI

A conferma di quanto scritto dal quotidiano di Confindustria sono arrivate anche le dichiarazioni dello stesso Fazzolari proprio a Radio 24. Il Senatore di Fratelli d’Italia ha spiegato infatti che in tema di riforma delle pensioni “i punti condivisi nel centrodestra sono la flessibilità in uscita, un meccanismo che consenta con maggiore facilità di andare in pensione a chi vuole. Come realizzarla è argomento di dibattito. A nostro avviso, il limite di quota 41, di cui possiamo parlare, è che va a intervenire su una fascia di persone, quelle che hanno almeno 41 anni di contributi, appunto, che non sono le categorie problematiche e di sofferenza che abbiamo nel Paese. Abbiamo sempre più persone con una vita lavorativa discontinua, che non hanno sempre avuto regolari contributi”.

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