RIFORMA PENSIONI/ Orlando: confronto coi sindacati tra 2 settimane

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Orlando ha proposto in Cdm di riavviare il confronto con i sindacati tra due settimane. Le richieste dell’Anp-Cia

andrea orlando
Andrea Orlando (Lapresse)

LE RICHIESTE DELL’ANP-CIA

L’Associazione nazionale pensionati di Cia ritiene che vadano apportati dei miglioramenti alla Legge di bilancio in tema di riforma pensioni. Come riporta agricultura.it, per l’Anp c’è “la necessità di aumentare gli assegni al minimo dagli attuali 515 a 780 euro mensili, oltre alla revisione dei criteri di accesso per la pensioni di cittadinanza, che hanno impedito alla stragrande maggioranza dei pensionati di beneficiarne”. Per l’Associazione, “aver dimenticato le pensioni minime ancora una volta appare molto grave, soprattutto in un momento in cui l’inflazione riparte al galoppo e incide sui beni di prima necessità, insieme ai consistenti aumenti (dal 30 al 50%) delle bollette di gas e luce. Viene, invece, considerato da Anp solo un mero palliativo l’indicizzazione che porterà a un aumento di poco più di 9 euro mensili. Unico risultato positivo, il riconoscimento del lavoro agricolo usurante agli agricoltori, tale da permettere l’anticipo pensionistico senza penalizzazioni”. Intanto, come riporta Ansa, “il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha proposto in Consiglio dei ministri di avviare il tavolo di riforma delle pensioni che sarà convocato tra due settimane”.

I RILIEVI DEL RAPPORTO CENSIS

Nel Rapporto Censis presentato oggi, come riporta il sito del Secolo d’Italia, si parla anche di pensionati, evidenziando che “le coppie di pensionati con figli sono aumentate del 2,7% e sono diventate complessivamente 1,2 milioni. Mentre nel periodo 2010-2019 si era registrata una variazione negativa, pari a -26,7%. Tra il 2019 e il 2020 si contano 443.000 nuclei mono-genitoriali con almeno un pensionato, aumentati in dodici mesi di 18.000 unità (+4,1%). A fronte di un calo nel periodo 2010-2019 di 36.000 unità (-7,8%)”. Inoltre, dal Rapporto emerge che il 69,7% degli italiani pensa che “gli anziani siano il bancomat di figli e nipoti”. Per questo motivo nel tempo, sottolinea il Censis,” andrà valutato l’impatto economico delle misure di anticipo del pensionamento introdotte in questi anni: nel 2020 si registrano 291.479 pensioni anticipate contro le 269.528 pensioni di vecchiaia, mentre nel 2019 le prime erano state 299.416 e quelle di vecchiaia 155.625”. Intanto, come riporta estense.com, Fiom e Uilm dell’Emilia Romagna sciopereranno il 10 dicembre anche “per il riconoscimento dei lavori gravosi e usuranti in materia pensionistica”.

L’INTERVENTO IMPORTANTE SUL RISCATTO DI LAUREA

Tra le proposte di riforma pensioni ce n’è anche una per rendere gratuito il riscatto della laurea in modo da aiutare i giovani ad aumentare il loro monte contributi. Un intervento del genere appare importante se, come ha scritto recentemente Pierfrancesco Malu su formiche.net, “in molti, soprattutto giovani disoccupati o inoccupati, anche in tempi recenti, hanno provato” a presentare domanda di riscatto della laurea, “attratti dall’idea di dover pagare cifre apparentemente contenute. Eppure, sono andati a sbattere contro la realtà delle richieste che ammontano a diverse migliaia di euro, talvolta nell’ordine delle decine. Decisamente troppo per tutti quelli (e non sono pochi) che vivono in una situazione lavorativa, spesso frammentata o saltuaria, ai limiti della sussistenza e che, inevitabilmente, hanno desistito. Ma c’è di più. Una volta fatta richiesta del riscatto questa non può essere sospesa, ovvero pagarne una rata ogni volta che questo è possibile come una sorta di ‘piano di accumulo’, ciò che crea un ulteriore ostacolo”.

VERSO INNALZAMENTO NO TAX AREA PENSIONATI

Oggi ci sarà un Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il pacchetto di misure fiscali per le quali sono stati stanziati 8 miliardi di euro con la Legge di bilancio. Come spiega Repubblica, dopo l’incontro di ieri con i sindacati, il Governo ha messo sul piatto “un taglio da 1,5 miliardi ai contributi previdenziali – una limatura di 0,5 punti – per alleggerire le buste paga dei lavoratori fino a 47 mila euro, ma solo per un anno. E 500 milioni contro il caro-bollette”. L’esecutivo si è detto anche disponibile a innalzare la no tax area per i pensionati a 8.500 euro. Maurizio Landini, Segretario generale della Cgil, ha fatto sapere che dal suo punto di vista “tutti gli 8 miliardi a disposizione devono andare a pensionati e lavoratori, senza interventi anche sull’Irap”. Oggi è in programma il diretto della Cgil, vedremo se verranno annunciate iniziative dopo che nella giornata di ieri, a Genova, la Fiom ha scioperato anche per protestare contro le scelte in materia di riforma delle pensioni dell’esecutivo.

RIFORMA PENSIONI, L’ANALISI DI PENNISI

Secondo quanto scrive Giuseppe Pennisi in un articolo pubblicato su formiche.net, tra gli anziani, soprattutto donne, ci sarebbe “il timore che nel maxi-emendamento che il Governo presenterà prima dell’approvazione del disegno di legge di Bilancio, Tridico riesca a fare inserire una sua vecchia idea: l’aumento della tassa sulla vedovanza, ossia una riduzione delle pensioni di reversibilità, quelle per i superstiti (come definiti dalla normativa)”. L’economista ricorda che il Presidente dell’Inps aveva già un progetto simile ai tempi del Governo Conte-1, ma venne fermato dall’allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio, per il timore delle proteste che sarebbero seguite a una mossa simile di riforma delle pensioni. A rinfocolare ora questa “idea” di Tridico ci sarebbe “il commento della Commissione europea al disegno di legge di bilancio sulla eccessiva spesa di parte corrente”.

LA SCELTA DA FARE PER ORLANDO

Pennisi evidenzia che tagliare le pensioni di reversibilità non porterebbe grandi risparmi e che spesso queste somme finiscono per aiutare figli e nipoti dei beneficiari in difficoltà. “Che farà il ministro Andrea Orlando? Ha studiato giurisprudenza a Pisa, anche se l’impegno politico gli ha impedito di conseguire la laurea. Dirigente di quella che allora si chiamava “la gioventù comunista, ha frequentato la Fondazione Gramsci. Quindi, conosce la storia anche perché nelle sue ultime lettere al figlio Gramsci gli suggeriva di studiare la storia. Forse, Orlando conosce anche i forconi”, è la conclusione di Pennisi.

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