RIFORMA PENSIONI/ Salvaguardia esodati, Ragioneria Stato stralcia norma in Manovra

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Paolo Capone, Segretario generale dell’Ugl, chiede la reintroduzione di Ape volontaria e aziendale oltre che l’ampliamento di quella social

coronavirus focolaio camera
Camera dei deputati (LaPresse)

RAG. STATO STRALCIA NORMA SU SALVAGUARDIA

Le perplessità diventano effettive e la Ragioneria dello Stato chiede ufficialmente al Governo lo stralcio di 14 emendamenti alla Manovra approvati dalla Commissione Bilancio, compresa la nona salvaguardia per gli esodati. In attesa di una strutturazione più solida della riforma pensioni in atto dal 2022, la Ragioneria nel documento inviato alla commissione della Camera precisa che l’emendamento in questione «comporta maggiore spesa pensionistica e che non si tratta di esodati ma di salvaguardati». Sempre la stessa Ragioneria di Stato, in attesa che la Manovra di Bilancio arrivi in Aula nella giornata di domani per le prime votazioni attese tra domani sera e giovedì, richiede alla fine la correzione di oltre 60 modifiche approvate in Commissione: inevitabile l’allungamento ulteriore dei tempi per l’approvazione, con lo spettro dell’esercizio provvisorio che dovrà essere scongiurato con una votazione di fatto “blindata” al Senato dopo Natale. (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE RICHIESTE DELL’UGL

La Legge di bilancio sta per essere approvata dalla Camera e per Paolo Capone “appare evidente lo stato di confusione e l’assenza di pianificazione a lungo termine da parte del Governo. Non è possibile agire sull’onda dell’emergenza con provvedimenti spot la cui portata economica è insufficiente, soprattutto, a sostenere imprese e lavoratori. Auspichiamo quindi, un tavolo di confronto tra il Governo e le parti sociali. Come UGL chiediamo in primis trasparenza e responsabilità affinché prevalga l’interesse dei cittadini”. Secondo il sindacalista bisognerebbe “introdurre alcuni correttivi alla Manovra di bilancio per migliorare e risolvere i problemi che riguardano, fra le altre cose, la sanità, la scuola, il trasporto pubblico locale, il lavoro e le pensioni”. In questo senso “è necessario avviare alcune grandi riforme, come quella del fisco, per ridare potere d’acquisto ai redditi da lavoro dipendente, autonomo e da pensione, la reintroduzione dell’Ape volontaria e dell’Ape aziendale, da affiancare all’allargamento della platea dei potenziali beneficiari dell’Ape sociale”.

PENSIONATI “RICHIAMATI” AL LAVORO IN CALABRIA

Dal sindacato Csa-Cisal calabrese arriva la segnalazione di alcuni ex dipendenti della Regione che sono stati “richiamati” al lavoro “con contratti di collaborazione a titolo gratuito (salvo il rimborso spese) perché non c’è nessun altro in grado di svolgere determinate funzioni”. In particolare, a oggi “sono sedici i contratti di collaborazione stipulati con il personale che già era andato in pensione (a volte richiamati dopo mesi di fermo, in altri casi senza soluzione di continuità) che prevedono, a seconda degli accordi, un rimborso spese massimo fino a 6 mila euro all’anno”. Una situazione che richiama l’importanza di misure come quella della staffetta generazionale mirata a cercare di trasmettere conoscenze dal personale più anziano ed esperto a quello più giovane. A proposito di misure di riforma pensioni, la Fondazione studi consulenti del lavoro, rispondendo a una domanda posta all’esperto pensioni del sito di Repubblica, ricorda che chi è disoccupato non può detrarre gli oneri derivanti dal riscatto agevolato della laurea ai fini previdenziali. Conviene quindi effettuare il riscatto una volta che si è ripresa l’attività lavorativa.

CGIA: “IL DISASTRO DELLE BABY PENSIONI”

Mentre il Governo si appresa nei prossimi mesi a valutare una nuova riforma pensioni che possa superare Quota 100 e sistemare i tanti problemi strutturarli previdenziali, la Cgia di Mestre “denuncia” il disastro negli anni passati delle baby pensioni, “aumentato” anche dalla riforma targata M5s-Lega. «Le pensioni baby sono uno degli esempi più clamorosi di come l’Italia, dopo la crescita registrata nei primi decenni del secondo dopoguerra, abbia successivamente abbandonato l’idea di fondare il proprio futuro sulla solidarietà intergenerazionale», spiega il segretario Cgia Roberto Mason. In materia previdenziale, «fino agli inizi degli anni ’90 abbiamo scambiato il benessere raggiunto in diritto acquisito, scaricando i costi sulle nuove generazioni. I giovani di oggi, infatti, spesso lavorano con contratti a termine, percependo buste paga molto leggere. Nonostante ciò, sono chiamati a dare il loro contributo per coprire gli assegni generosi versati alle vecchie generazioni andate in quiescenza con il sistema retributivo, mentre la propria pensione, strettamente legata ai contributi versati, quasi certamente avrà dimensioni economiche molto contenute», conclude il membro Cgia citato dal focus di Financecue.it. che si sofferma sul nodo della spesa pensioni nell’anno in confusione, «Appare chiaro che il picco raggiunto dalla spesa pensionistica nel 2020 è dovuto fondamentalmente a due fattori: la forte contrazione dei livelli del PIL dovuti all’impatto dell’emergenza sanitaria che ormai ci tiene nella morsa da febbraio, e da Quota 100».

IL PAGAMENTO ANTICIPATO A GENNAIO E FEBBRAIO

Ora c’è anche la comunicazione ufficiale dell’Inps: per i mesi di gennaio e febbraio è confermato il pagamento anticipato delle pensioni “al solo scopo di consentire a tutti i titolari delle prestazioni di recarsi presso gli ufficio postali in piena sicurezza, nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19”.  “In particolare, per il mese di gennaio, il pagamento avrà luogo dal 28 dicembre 2020 al 2 gennaio 2021 mentre per il mese di febbraio verrà effettuato dal 25 al 30 gennaio 2021 secondo un calendario che sarà pubblicato da Poste italiane”, aggiunge l’Istituto nazionale di previdenza sociale. Intanto, intervistato da Repubblica, l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ricorda come quest’anno la sua azienda sia riuscita ad andare oltre ai servizi ordinari. Ad esempio, “abbiamo anticipato la data di ritiro delle pensioni, istituito elenchi alfabetici per scaglionare i ritiri e fatto un accordo con i Carabinieri perché possano ritirare la pensione di chi ha più di 75 anni portandogliela a casa”.

NONA SALVAGUARDIA ESODATI A RISCHIO?

L’approvazione dell’emendamento sulla nona salvaguardia degli esodati tra le misure di riforma pensioni della Legge di bilancio è stata salutata con grande favore, anche dal sindacalista Roberto Ghiselli. Tuttavia, secondo quanto riporta oggi Il Sole 24 Ore, con un nuovo passaggio stamani in commissione Bilancio della Camera l’emendamento in questione potrebbe saltare dato che “i tecnici della Ragioneria Generale dello Stato avrebbero manifestato più di una perplessità”. Tuttavia, evidenzia ancora il quotidiano di Confindustria, “gran parte della maggioranza sembra pronta a difendere questo intervento”. Anche la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, ieri aveva salutato con favore l’approvazione della nona salvaguardia per 2.400 esodati con un post su Facebook ricordando che si tratta di un intervento che “rimette a posto le conseguenze dannose di provvedimenti adottati” in passato. Tenuto conto anche dell’emendamento in questione, il pacchetto pensioni nella manovra varrebbe 1,4 miliardi nei prossimi tre anni, una cifra sicuramente inferiore rispetto al passato.

RIFORMA PENSIONI, LA RICHIESTA SUI PAGAMENTI

Si avvicina la data di pagamento della pensione di gennaio, che sarà anticipato e spalmato su diversi giorni a cavallo tra dicembre e gennaio presso gli uffici postali. Il Sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiente, evidenzia però come ci siano troppe code agli sportelli del suo comune “con disagi e sofferenze in particolare per le persone anziane. Una città di diciottomila persone, in espansione e riferimento del territorio, non può avere servizi postali così risicati e inefficienti. Tre sportelli postali all’ufficio centrale e uno sportello e mezzo al succursale di Acquamela non sono sicuramente sufficienti, malgrado il grosso impegno e la grande disponibilità degli operatori sportellisti”.

L’EMENDAMENTO SUL PAGAMENTO DELLA PENSIONE DI CITTADINANZA

Per questo, come riporta salernotoday.it, Valiante sollecita Poste Italiane a rafforzare gli organici. “Saremmo felici di ospitare i vertici aziendali postali  qui a Baronissi – magari anche il prossimo 28 dicembre giorno di pagamento delle pensioni – affinché si rendano conto di come i cittadini siano costretti. Chissà!”, ha aggiunto il primo cittadino del comune salernitano. Intanto, come riportato da Adnkronos, i deputati del Movimento 5 Stelle Tiziana Ciprini e Niccolò Invidia, fanno sapere che “con un emendamento approvato alla legge di Bilancio, e per il quale ringraziamo il ministero del Lavoro per l’impegno e la collaborazione, vogliamo semplificare le modalità di pagamento della Pensione di cittadinanza, in modo che possa essere erogata direttamente dall’Inps laddove ci sia già un beneficiario di un’altra prestazione pensionistica e divisa in parti uguali per il nucleo famigliare”.

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