EMERGENZA RIFIUTI/ Realacci: no al commissario, il problema di Roma è Malagrotta

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini sembra voler affrontare una volta per tutte un’emergenza rifiuti che ciclicamente torna a minacciare la capitale. Ne parliamo con ERMETE REALACCI

31.10.2012 - int. Ermete Realacci
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Foto: InfoPhoto

“La storia di Roma è questa: ogni proposta che viene formulata trova un’opposizione e nessuno si assume la responsabilità di scegliere. Poiché il ministro dell’Ambiente non può tollerare l’idea che dal 1 gennaio 2013 i rifiuti di Roma vadano per strada perché nessuno si è assunto la responsabilità di scegliere, sceglieremo noi. E le scelte purtroppo piacciono a qualcuno e non piacciono a qualcun altro”. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini sembra voler affrontare una volta per tutte un’emergenza rifiuti che ciclicamente torna a minacciare la capitale. Ma se le buone intenzioni avanzano, la situazione romana continua a vivere una perpetua fase di stallo: mentre la boccheggiante Malagrotta continua incredibilmente a mantenere aperti i propri cancelli, la raccolta differenziata procede ai soliti minimi storici e la ricerca del nuovo sito che dovrà accogliere i rifiuti dei romani appare sempre più una missione impossibile. “Sono otto mesi che ci stiamo occupando del problema rifiuti di Roma e per otto mesi abbiamo avuto il gioco dell’oca. Ogni volta che è venuta fuori una soluzione, non andava bene all’uno o all’altro. Adesso basta giocare”, ha tuonato Clini, il quale ha fatto sapere che il commissario, il prefetto Sottile, è stato incaricato dal governo di trovare una soluzione. Ed è proprio lui a spiegare con amara ironia ciò a cui la capitale potrebbe presto andare incontro: “L’’alternativa a Monti dell’Ortaccio (il sito dove probabilmente nascerà la nuova discarica ndr) sono i rifiuti a via Nazionale”, ha detto. IlSussidiario.net fa il punto dell’attuale situazione con Ermete Realacci, deputato del Pd e presidente onorario di Legambiente.

Realacci, cosa sta accadendo a Roma?

Il vero problema di Roma è la discarica di Malagrotta, un sito che negli anni ha impigrito la città e l’amministrazione. Cerroni (il patron di Malagrotta ndr) ha fatto il suo mestiere di imprenditore, offrendo alla città un servizio per lo smaltimento dei rifiuti in discarica fin troppo economico che attualmente costa la metà, se non un terzo, di quello pagato dalle altre città.

Questo che cosa ha prodotto nel tempo?

Per un tempo lunghissimo questo ha prodotto in maniera drammatica e irresponsabile una situazione in cui le varie amministrazioni hanno scelto di non fare nulla. Roma presenta un livello di raccolta differenziata basso e di pessima qualità, proprio perché organizzarla al meglio richiederebbe buona amministrazione e scelte adeguate che però non sono state mai prese. Ci avviciniamo dunque alla chiusura di Malagrotta senza che la città abbia un degno livello di raccolta differenziata e senza un valido sistema di impianti tecnologici. Trovo poi inaccettabile la scelta di chiedere il commissariamento per l’emergenza rifiuti, una mossa che ha solamente deresponsabilizzato l’amministrazione capitolina.

Ci spieghi meglio.

Non c’era alcun motivo per chiedere il commissariamento: che cosa è accaduto di così straordinario che prima invece non si sapeva? Sono anni che Malagrotta è in fase di esaurimento, quindi perché nominare Sottile? Oltretutto le proposte avanzate, talvolta anche discutibili, non hanno mai trovato il consenso per essere portate avanti. Nel frattempo, mentre ogni soluzione si scontrava contro un muro di polemiche, non è stato fatto nulla per migliorare la raccolta in città. Vorrei poi ricordare che anche a Napoli il commissariamento non ha affatto risolto il problema, permettendo solamente a Regione, Comune e Provincia di non dover cercare una soluzione.

Adesso il governo sembra davvero convinto. Cosa avrà mai intenzione di fare?

Non saprei, però spero che almeno a Roma venga risparmiata la ridicola idea di portare i rifiuti urbani fuori dall’Italia, come è accaduto a Napoli (vennero spediti in Olanda ndr). Questo perché, oltre ai costi che un’operazione del genere comporterebbe, verrebbe confermata l’incapacità di un Paese nel gestire un problema che in realtà è assolutamente affrontabile.

Come?

Le soluzioni sono sempre le stesse che, nonostante vengano ripetute, a Roma non sembrano voler prendere piede: riduzione dei rifiuti inutili, una maggiore e migliore raccolta differenziata e la possibilità di trattare i rifiuti mandando in discarica solo la parte residua, quella che crea meno problemi. Sono azioni che un Paese civile come l’Italia deve essere in grado di fare, tanto più nella sua capitale. Non so quale bacchetta magica abbia a disposizione adesso il governo, ma senza dubbio dovrebbe tornare a responsabilizzare le amministrazioni.

C’è da dire che quelle attuali non se la passano così bene…

Certo, la situazione della Regione la conosciamo bene e anche il Comune ha i suoi problemi, ma sono anni che si parla della crisi di Malagrotta e dello scarso livello di raccolta dei rifiuti. Infine vorrei ricordare che l’emergenza rifiuti non ha riguardato solamente Napoli o il Meridione: molti anni fa un caso analogo si verificò anche a Milano a seguito della chiusura di una discarica. La città si riempì di rifiuti ma in poco tempo sia i cittadini che le amministrazioni si rimboccarono le maniche, vennero prese scelte adeguate e la città fece un notevole balzo in avanti nella raccolta differenziata. Ecco, lo stesso può e deve accadere senza dubbio anche a Roma.  

 

(Claudio Perlini)

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