Sabrina Paravicini “Radioterapia? È dura”/ Leonardo Pieraccioni “Quando ti leggo…”

- Silvana Palazzo

Sabrina Paravicini continua a combattere contro il cancro: “Radioterapia? È dura”. Leonardo Pieraccioni commenta: “Quando ti leggo tutto ritorna quello che è”

sabrina paravicini instagram
Sabrina Paravicini, Instagram
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Sabrina Paravicini continua la sua lotta contro il cancro. L’attrice, nota al pubblico per la sua interpretazione nella serie tv Un medico in famiglia, sui social annuncia di aver cominciato la radioterapia. «Questa è la sala d’attesa che mi ospiterà per le prossime 5 settimane», scrive nel post su Instagram. Poi parla della radioterapia. «Ti bombardano di radiazioni nei punti dove c’era la lesione tumorale. Nel mio caso seno sinistro, clavicola e ascella». Sabrina Paravicini spiega che il bombardamento di radiazioni distrugge i globuli bianchi provocando, tra le altre cose, stanchezza. E infatti l’attrice ieri si è messa a letto: «Mi sentivo come se avessi passato ore e ore in spiaggia». Poi racconta di essersi messa molta crema per evitare le ustioni sulla pelle. «Insomma non è una passeggiata». Ma a farle più male è la visione di un paziente pediatrico: «Quando è uscito ho avuto un tuffo al cuore. Avrà avuto 14 anni, rasato, alto come il padre che lo accompagnava. Vestiti quasi uguali. L’ho salutato e sono entrata. Le lacrime agli occhi».

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SABRINA PARAVICINI “RADIOTERAPIA? È DURA”. E LEONARDO PIERACCIONI…

Sabrina Paravicini ha poi scritto su Instagram di essere entrata nella stanza per la radioterapia, di essersi spogliata e poi attaccata al manubrio della macchina mentre i medici la sistemavano. «Deve stare immobile, siamo precisi al millimetro», le dicono. E l’attrice racconta: «Allora divento di porcellana, le mani si incollano al manubrio. Trattengo il respiro. Resterò immobile per venti minuti. Si comincia. Dopo passo in oncologia per il farmaco monoclonale». Si tratta di una iniezione nella gamba che dura 5 minuti, per lei «interminabili». Un racconto commovente, così come commovente è il commento di Leonardo Pieraccioni. «Ogni tanto son qui col pc che s’impalla, un’altra multa che arriva, una telefonata di lavoro lunga e noiosa: mi spazientisco… poi ti leggo. Tutto ritorna quello che è». Il regista aggiunge: «Con i tuoi racconti sei una riordinatrice di priorità. Leggerti e sapere che poi andrà tutto bene mi riallinea con le cose importanti e mi fa quasi divertire dei miei microscopici impicci quotidiani. Grazie».

 

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RADIOTERAPIA Questa è la sala d’attesa che mi ospiterà per le prossime 5 settimane. Ho iniziato ieri la radioterapia. Ti bombardano di radiazioni nei punti dove c’era la lesione tumorale. Nel mio caso seno sinistro, clavicola e ascella. Questo bombardamento di radiazioni distrugge i globuli bianchi e quindi provoca stanchezza. In effetti ieri mi sono messa a letto e mi sentivo come se avessi passato ore e ore in spiaggia. Si deve mettere molta crema per evitare le ustioni sulla pelle. Insomma non è una passeggiata. Mi hanno detto di aspettare perché c’era un paziente del pediatrico. Quando è uscito ho avuto un tuffo al cuore. Avrà avuto 14 anni, rasato, alto come il padre che lo accompagnava. Vestiti quasi uguali. L’ho salutato e sono entrata. Le lacrime agli occhi. Mi sono spogliata e mi sono attaccata al manubrio della macchina mentre mi sistemavano. “Deve stare immobile, siamo precisi al millimetro” allora divento di porcellana, le mani si incollano al manubrio. Trattengo il respiro. Resterò immobile per venti minuti. Si comincia. Dopo passo in oncologia per il farmaco monoclonale. Un’iniezione nella gamba che dura 5 minuti. Cinque interminabili minuti. #finoaquituttobene 💚

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