BENEDIZIONE URBI ET ORBI, MESSAGGIO PASQUA 2021/ Messa Papa: Gesù Risorto è speranza

- Niccolò Magnani

Benedizione Urbi et Orbi dopo la Santa Messa di Pasqua: video streaming, Papa Francesco annuncia la Resurrezione del Signore. Il messaggio del 2021

Papa Francesco, messa pasqua
Papa Francesco, Messa di Pasqua (LaPresse)

IL MESSAGGIO DI PASQUA E LA BENEDIZIONE URBI ET ORBI

«Gesù il crocifisso è risorto. L’annuncio di Pasqua non mostra un miraggio o una formula magica, non indica una via di fuga sulla difficile situazione di oggi», spiega il Papa nel messaggio della Santa Pasqua prima della Benedizione Urbi et Orbi, «la pandemia e la crisi sociale ed economica sono in pieno corso ma malgrado questo non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari, è scandaloso. Questo è lo scandalo di oggi». Nel messaggio di Pasqua, il Santo Padre fa riscoprire quella “speranza che non delude” ovvero il Crocifisso ucciso ma poi risorto: «ha un volto e un nome, Gesù. Morto per aver detto di essere il Figlio di Dio, risorto come aveva già predetto ai suoi discepoli. Il crocifisso è risorto, Dio Padre lo ha risuscitato perché ha compiuto fino in fondo la sua volontà di salvezza prendendo su di sé le nostre debolezze, i nostri dolori, le nostre iniquità e la nostra stessa morte».

I testimoni di quel tempo danno un particolare importante: aveva le piaghe nel suo corpo Gesù dopo la Resurrezione, «chiunque soffre oggi può trovare rifugio in quelle piaghe e ricevere la grazia della speranza che non delude. Cristo risorto può essere speranza oggi per tutti quelli che soffrono per la pandemia», prosegue Papa Francesco. Bergoglio lancia un appello di vicinanza a vittime, familiari, medici e sanitari: «tutti siamo chiamati a combattere la pandemia, i vaccini sono strumento essenziale per questa lotta. Serve internazionalismo dei vaccini, la comunità internazionale faccia di più per superare i ritardi e favorisca invece la condivisione con i Paesi più poveri». Il crocifisso risorto è poi anche speranza per chi ha perso il lavoro: «il Signore aspiri l’agire degli Stati per offrire gli aiuti necessari per il sostentamento». Il Papa cita poi il popolo di Haiti nella difficile condizione sociale e politica che sta attraversando, «vi sono vicino e vorrei che i problemi si risolvano per voi. Prego vicino a voi e per voi». Gesù risorto è poi speranza anche per i giovani che non hanno frequentato scuola, università e amici: «abbiamo bisogno di vivere relazioni umane reali e non virtuali, specialmente nell’età in cui si formano carattere e personalità, come abbiamo sentito nella Via Crucis dei bambini venerdì».

Il Papa poi cita anche la difficile situazione del Myanmar in piena guerra civile: «l’odio può essere dissipato solo dall’amore». La luce del Risorto «sia fonte di rinascita per migranti e rifugiati», continua il Papa paragonandoli al calvario compiuto dal Cristo, «ringrazio i Paesi che accolgono con generosità i sofferenti che cercano rifugio, specialmente Libano e Giordania» nonostante i loro “problemi interni”. Dal Libano allo Yemen e alla Libia, ma anche a Iraq, Israele e Palestina «scandaloso silenzio su quei popoli martoriati»: “fate cessare i conflitti”, intima ancora Papa Francesco prima delle benedizione Urbi et Orbi. Per lo Stato di Israele, il Papa torna poi sul tema dei due popolo e due stati, «per ritrovare la stabilità e la pace necessaria».

La forza del Risorto produca speranza anche sui popoli africani nel Sahel e in Nigeria, «continuino gli sforzi per trovare pace, diritti umani e sacralità della vita». Il Papa quasi ‘sbotta’ quando dice «troppe guerre in questo mondo! Il Signore ci aiuti a vincere la mentalità della guerra», come in Nagorno-Karabakh e in Ucraina e in tutti gli altri luoghi citati nel messaggio di Pasqua: «noi siamo sanati dalle piaghe del Cristo, oggi come allora, nelle guerre e nella pandemia, nei lockdown e nei sacrifici […] nell’abbracciare la Croce Gesù ha dato senso alle nostre sofferenze, ora preghiamo che gli effetti benefici di questa guarigione si diffondano in tutto il mondo». Al termine del messaggio, il Papa ha imposto la Benedizione Urbi et Orbi concedendo a tutti l’indulgenza plenaria come tradizione nel giorno della Pasqua.

QUI IL VIDEO E IL TESTO DEL MESSAGGIO DI PASQUA DI PAPA FRANCESCO

L’ATTESA PER IL MESSAGGIO DI PASQUA

L’attesa per il messaggio dopo l’annuncio della Resurrezione e la benedizione Urbi et Orbi: Papa Francesco tra pochi minuti tornerà in San Pietro per collegarsi spiritualmente con l’intera cristianità. Non ci sarà purtroppo come fino al 2019 la folla straripante nella Piazza del Colonnato del Bernini, bensì poche anime in rappresentanza però dell’intero popolo di Dio collegato in diretta tv e video streaming per ricevere la Benedizione Urbi et Orbi del giorno di Pasqua.

Al termine della Santa Messa, resta in risonanza la musica sacra dell’organo centrale della Basilica che accompagna il cristiano al messaggio pasquale che Papa Francesco impartirà assieme alla Benedizione “alla città e al mondo”: un suono di “Alleluia” per celebrare la vittoria di Cristo sulla morte per sempre, come diceva il Papa Emerito Benedetto XVI nel messaggio per la Pasqua 2012 «Se Gesù è risorto, allora – e solo allora – è avvenuto qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell’uomo e del mondo. Allora Lui, Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perché il Risorto non appartiene al passato, ma è presente oggi, vivo».

NIENTE OMELIA, CI SARÀ MESSAGGIO DOPO URBI ET ORBI

Come da tradizione per Papa Francesco, nella Santa Messa del giorno per la Pasqua del Signore non viene formulata l’omelia: il Santo Padre ha infatti tenuto ieri la lunga omelia nella Veglia della Notte Santa mentre per oggi il suo messaggio lo darà dopo la Benedizione Urbi et Orbi (diretta video streaming, qui a fondo pagina, a partire dalle ore 12).

Con la Santa Messa solenne che volge verso il termine, ci rifacciamo alle parole che solo qualche ore fa Papa Francesco presentò al termine dell’omelia della Veglia: «Gesù, il Risorto, ci ama senza confini e visita ogni nostra situazione di vita. Egli ha piantato la sua presenza nel cuore del mondo e invita anche noi a superare le barriere, vincere i pregiudizi, avvicinare chi ci sta accanto ogni giorno, per riscoprire la grazia della quotidianità. Riconosciamolo presente nelle nostre Galilee, nella vita di tutti i giorni. Con Lui, la vita cambierà. Perché oltre tutte le sconfitte, il male e la violenza, oltre ogni sofferenza e oltre la morte, il Risorto vive e il Risorto conduce la storia». In un mondo attraversato da paure, depressioni e guerre, il messaggio del Risorto è più attuale che mai: «Le tue attese non resteranno incompiute, le tue lacrime saranno asciugate, le tue paure saranno vinte dalla speranza. Perché, sai, il Signore ti precede sempre, cammina sempre davanti a te. E, con Lui, sempre la vita ricomincia».

IL VANGELO DELLA MESSA DI PASQUA

Prima in latino e poi in greco, la lingua dei Vangeli: così Papa Francesco ascolta il Vangelo della Santa Messa di Pasqua declamata in canto nelle due lingue storiche, apprestandosi all’omelia di Resurrezione. Prosegue la diretta tv (anche in video streaming) di questa Domenica di Pasqua, imperniata sulla scoperta di quel “sepolcro vuoto” fatta da Maria di Magdala e delle altre due donne che poi corrono ad avvisare Simon Pietro per annunciare la Resurrezione: il Vangelo di Giovanni (20, 1-9) mostra meravigliosamente il cambio di prospettiva degli Apostoli che finalmente, davanti a quel sepolcro vuoto, si accorgono di quanto Gesù aveva detto loro. «Morirò e risorgerò a vita nuova».

Ecco dunque il testo integrale del Vangelo di questa Domenica di Pasqua, nella Santa Messa del giorno: “Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti”.

LA GIOIA E LE MACERIE

Nella gioia della Pasqua e nella certezza che solo la Resurrezione del Signore può donare, la Chiesa si appresta a celebrare la Domenica di Pasqua con la Santa Messa dalla Basilica di San Pietro, guidata da Papa Francesco dopo la lunga Veglia del Sabato Santo. Il Vangelo riprende gli attimi appena successivi a quel “Sepolcro vuoto”, con le tre donne intente a cercare il corpo senza vita di Colui invece aveva appena dimostrato al mondo la sconfitta della morte.

«Il Risorto sta dicendo loro: “Ripartiamo da dove abbiamo iniziato. Ricominciamo. Vi voglio nuovamente con me, nonostante e oltre tutti i fallimenti”. In questa Galilea impariamo lo stupore dell’amore infinito del Signore, che traccia sentieri nuovi dentro le strade delle nostre sconfitte. E così è il Signore: traccia sentieri nuovi dentro le strade delle nostre sconfitte. Lui è così e ci invita in Galilea per fare questo», sottolineava nell’omelia della notte Santa ieri il Pontefice. Il Cristo Gesù precede sempre l’uomo – ribadiva ancora Papa Francesco nell’annunciare la Santa Pasqua – «anche dalle macerie del nostro cuore Dio può costruire un’opera d’arte […] nella croce della sofferenza, della desolazione e della morte, così come nella gloria di una vita che risorge, di una storia che cambia, di una speranza che rinasce. E in questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza».

SANTA MESSA DI PASQUA IN DIRETTA STREAMING: CI SARÀ IL PUBBLICO

Una conclusione che è un nuovo inizio di speranza: con la Santa Messa del giorno di Pasqua 2021 e la Benedizione Urbi et Orbi Papa Francesco ‘chiude’ il Triduo Pasquale e la Settimana Santa per il secondo anno contraddistinta dalla pandemia e dalle regole anti-Covid. A differenza di 12 mesi fa però, una lieve presenza di pubblico è garantita nonostante la zona rossa vigente a Roma e in tutto il Paese per la Pasqua: «Colui che era stato crocifisso è risorto! Tutte le domande e le incertezze, le esitazioni e le paure sono fugate da questa rivelazione. Il Risorto ci dà la certezza che il bene trionfa sempre sul male, che la vita vince sempre la morte e la nostra fine non è scendere sempre più in basso, di tristezza in tristezza, ma salire in alto. Il Risorto è la conferma che Gesù ha ragione in tutto: nel prometterci la vita oltre la morte e il perdono oltre i peccati», così ribadiva Papa Francesco nell’ultima Udienza Generale prima della Pasqua.

Si rinnova l’invito della Chiesa a seguire – in diretta tv e video streaming – la compagnia di Cristo e dell’Eucaristia nel giorno della Resurrezione: dopo la Veglia di ieri sera, Papa Francesco torna a celebrare la Domenica di Pasqua alle ore 10 (senza l’omelia, sostituita da momenti di preghiera e riflessione in silenzio); a seguire, alle ore 12, la lettura del messaggio Urbi et Orbi a tutta la cristianità. Il duplice momento che conclude la Settimana Santa sarà trasmesso dalla diretta tv su Rai 1 e Tv2000 e dalla diretta in video streaming su RaiPlay e il canale YouTube di Vatican News.

PAPA FRANCESCO, IL MESSAGGIO DELLO SCORSO ANNO NELLA MESSA DI PASQUA

«Oggi riecheggia in tutto il mondo l’annuncio della Chiesa: “Gesù Cristo è risorto!” – “È veramente risorto!”. Come una fiamma nuova questa Buona Notizia si è accesa nella notte: la notte di un mondo già alle prese con sfide epocali ed ora oppresso dalla pandemia, che mette a dura prova la nostra grande famiglia umana. In questa notte è risuonata la voce della Chiesa: “Cristo, mia speranza, è risorto!”»: si apriva così il messaggio Urbi et Orbi solo 12 mesi fa, nel pieno del primo lockdown per la pandemia Covid-19. Papa Francesco parlava di un “contagio” diverso da quello che si era tristemente venuti a conoscenza, quello che si trasmette da cuore a cuore della Buona Notizia: «Non si tratta di una formula magica, che faccia svanire i problemi. No, la risurrezione di Cristo non è questo.

È invece la vittoria dell’amore sulla radice del male, una vittoria che non “scavalca” la sofferenza e la morte, ma le attraversa aprendo una strada nell’abisso, trasformando il male in bene: marchio esclusivo del potere di Dio. Il Risorto è il Crocifisso, non un altro. Nel suo corpo glorioso porta indelebili le piaghe: ferite diventate feritoie di speranza. A Lui volgiamo il nostro sguardo perché sani le ferite dell’umanità afflitta». Papa Bergoglio mise “al bando” parole come “indifferenza, egoismo, divisione, dimenticanza” in quanto prevalenti nei primi momenti della pandemia: oggi però, 12 mesi dopo di chiusure, morti, limitazioni e libertà negate, al cuore dell’uomo occorre un annuncio “nuovo” che ribadisca la certezza della vittoria di Cristo sulla morte e sul dolore.

LA BENEDIZIONE URBI ET ORBI

Al termine della Santa Messa del giorno per la Pasqua del Signore, Papa Francesco procederà alla lettura del messaggio “alla Città e al mondo” accompagnato dalla benedizione che porta con sé come da tradizione anche l’indulgenza plenaria. «La crisi che stiamo affrontando non ci faccia dimenticare tante altre emergenze che portano con sé i patimenti di molte persone» ribadiva Papa Francesco in collegamento tv e video streaming solo 12 mesi fa. Le parole dette dal Santo Padre alla politica e ai governanti risuonano oggi come già profetiche di quello che ancora doveva essere fatto e che, un anno dopo, non sempre è avvenuto: «Incoraggio quanti hanno responsabilità politiche ad adoperarsi attivamente in favore del bene comune dei cittadini, fornendo i mezzi e gli strumenti necessari per consentire a tutti di condurre una vita dignitosa e favorire, quando le circostanze lo permetteranno, la ripresa delle consuete attività quotidiane».

Ecco qui di seguito il testo integrale della benedizione che Papa Francesco pronuncerà in latino davanti al mondo intero collegato in diretta video streaming: «I Santi apostoli Pietro e Paolo, nel cui potere e autorità confidiamo, intercedano per noi presso Dio / Per le preghiere e i meriti della beata sempre vergine Maria, del beato san Michele arcangelo, del beato Giovanni Battista, dei santi apostoli Pietro e Paolo, e di tutti i santi, Dio onnipotente abbia misericordia di voi, e, perdonati tutti i vostri peccati, Gesù Cristo vi conduca alla vita eterna / Dio onnipotente e misericordioso vi dia l’indulgenza, l’assoluzione e il perdono di tutti i vostri peccati, un periodo di pentimento genuino e fruttuoso, un cuore sempre penitente e una conversione della vita, la grazia e il consiglio dello Spirito Santo, e la perseveranza continua nelle opere buone / E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre».

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