Schiaffi alla figlia 12enne per le foto hard, mamma assolta/ “Ha esercitato il potere di educazione”

- Chiara Ferrara

Dà schiaffi alla figlia 12enne per avere inviato delle foto hard ad un ragazzo più grande, mamma viene assolta: le motivazioni

instagram UNSPLASH 2022 640x300 Instagram (Unsplash)

Prese a schiaffi la figlia dodicenne per avere mandato delle foto hard ad un diciannovenne, a distanza di anni è stata assolta dall’accusa di maltrattamenti (almeno per questo episodio, dato che era imputata ed è stata condannata per altri). I giudici, come riportato dal Corriere della Sera, hanno infatti stabilito che “una volta sorpresa la figlia, la signora ha indubbiamente ritenuto di esercitare quel potere/dovere di educazione e correzione dei figli che deve essere riconosciuto in capo a ciascun genitore”. È in virtù di queste motivazioni che è stata esclusa la punibilità. 

I fatti risalgono al 2016, quando l’allora ragazzina si stava approcciando per le prime volte ad Instagram. La mamma, che stava crescendo da sola tre figli piccoli, si accorse che era intenta a chattare. Quando le strappò il cellulare dalle mani, vide le foto nuda inviate ad un ragazzo più grande. È in quel momento che partì il violento schiaffo, che le provocò un occhio nero e una ferita al labbro, che la costrinse a saltare la scuola per una settimana. 

Schiaffi alla figlia 12enne per le foto hard, mamma assolta: la sentenza

Non era la prima volta che la dodicenne riceveva degli schiaffi dalla mamma. La convivenza tra le due è sempre stata turbolenta, poiché caratterizzata da una condotta “aggressiva, violenta e prevaricatrice” da parte del genitore, come ricostruito dalla Procura. Anche nei confronti della nonna che viveva con loro. È per questo motivo che la vicenda è finita in Tribunale e la donna è stata condannata a un anno e sette mesi per maltrattamenti.

Nonostante ciò, è stata assolta per l’episodio in questione. “La madre ha ecceduto nell’impiego della forza nel redarguire la figlia, ma l’episodio risulta penalmente irrilevante, anche perché manca una querela per lesioni o percosse”, hanno spiegato i giudici. Anche la ragazza, oggi maggiorenne, infatti, ha compreso la reazione avuta dalla donna in quella occasione. “Forse vedere una figlia sbagliare in quelle condizioni… Non lo so, mi metterei anch’io nei suoi panni”, ha ammesso.







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