SCUOLE CHIUSE NEL DPCM?/ 2 novembre, tutti i casi: Dad 100% terza media e superiori

- Niccolò Magnani

Scuole chiuse nel nuovo Dpcm? Ecco dove si “rischia” la Dad: 11 Regioni con indice Rt sopra 1,5. Gli scenari e le ipotesi dopo vertice Governo-Regioni: cosa succede il 2 novembre

Conte e Azzolina
Conferenza stampa sulla ripresa della scuola: la ministra Lucia Azzolina e il premier Giuseppe Conte (LaPresse)

Mentre Regioni e Governo si aggiornano nella giornata di lunedì mattina sulla possibilità di modificare l’assetto anche del tema scuola nel nuovo Dpcm in arrivo da martedì, è per la giornata del 2 novembre che si assommano diverse situazioni “particolari” e diverse da regione a regione in base alle ordinanze Covid ancora attive e alla giornata di Commemorazione dei Defunti che cade come sempre ogni 2 novembre. Dunque, in attesa di capire se avverrà una didattica a distanza nelle Regioni eventualmente “chiuse” dai lockdown mirati e locali, per la giornata di lunedì si strutturano così le chiusure regionali: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Bolzano, Trento tengono le scuole chiuse per la Commemorazione del 2 novembre. Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia mantengono le ordinanze Covid con le rispettive differenziazioni tra didattica in presenza e Dad (a casa gli studenti delle superiori, in classe elementari e medie) mentre Campania e Puglia tengono in Dad al 100% ogni ordine di scuola ed età.

SCUOLE CHIUSE NEL NUOVO DPCM?

Si è concluso in un nulla di fatto il vertice stamane tra Regioni e Governo per valutare le nuove misure da inserire nel Dpcm in arrivo domani (ma attivo dal 3 novembre prossimo), con il tema delle scuole chiuse/aperte che resta uno dei punti di massima discussione. La curva dei contagi cresce sempre di più e il dibattito tra territori e Governo centrale riguarda l’eventuale serrata totale di alcune province o comuni all’interno delle Regioni, mentre tornano i divieti di spostamento tra una regione e l’altra: sulla scuola però l’ipotesi di un ritorno alla didattica a distanza non solo per le superiori (come imposto dall’ultimo Dpcm al 75%) rischia di evolversi in 11 Regioni in tutta Italia, ovvero quelle con indice di contagio Rt superiore a 1,5. Secondo quanto riporta Orizzonte Scuola, al tavolo tra i Ministri Boccia e Speranza assieme ai Governatori collegati in videoconferenza è emersa la possibile norma da inserire nel nuovo Dpcm da martedì: Dad per tutte le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse che saranno (forse) istituite dal Governo e dai territori locali sull’indice Rt di diffusione del Covid-19 (se superiore a quota 1,5, come evidenziato dall’ultimo monitoraggio di venerdì scorso).

SCUOLE CHIUSE ANCHE ALLE ELEMENTARI? ECCO DOVE SI RISCHIA

Tra le Regioni che “rischiano” sarebbero 11 in tutta Italia: oltre a Campania, Molise e Puglia che già hanno implementato tale misura nelle ordinanze regionali, possibile Dad al 100% anche a elementari e medie per Lombardia, il Piemonte, la Campania, la Liguria, l’Umbria, Sicilia e Calabria. Per tutte le altre Regioni invece la possibilità è una didattica a distanza per le superiori e la terza media al 100%, in presenza per le altre classi di età. Focus anche sulle eventuali zone rosse metropolitane, anche se le Regioni hanno al momento escluso questa ipotesi lanciata dal Governo: qualora fossero chiusure come lockdown Milano, Torino e Napoli allora anche qui potrebbero scattare le scuole chiuse anche nelle fasce inferiori di età. Da quanto emerge nella prima riunione Stato-Regioni sul nuovo Dpcm in arrivo, resterebbe comunque una “discrezione” lasciata ai Governatori sull’ipotesi di attivare la Dad dalla terza media in su. Il tema è dunque apertissimo e ancora nulla è stato deciso vista la divisione tanto tra Regioni e Governo quanto all’interno dello stesso esecutivo: alla fronda “aperturista” (Azzolina e Italia Viva), fa da contraltare l’ala di Pd e LeU identificata oggi dalle parole di Speranza al Corriere della Sera «necessità di salvaguardare la scuola nella pandemia, ma che questa non è intangibile con una curva di contagi terrificante».



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