“Se telefonando” da Mina a Nek/ Nata al telefono e musicata da Ennio Morricone

- Emanuele Ambrosio

Se telefonando è una delle canzoni più belle della musica italiana portata al successo da Mina e recentemente reinterpreta da Nek

Mina
La cantante Mina

Se telefonando è una delle canzoni più belle della musica italiana portata al successo da Mina e recentemente reinterpreta da Nek. Scritta da Maurizio Costanzo e Ghigo de Chiara, musicata ed arrangiata dal Maestro Ennio Morricone, la canzone è stata un grandissimo successo e ancora oggi è considerato uno dei brani senza tempo della musica italiana. Ma come è nata la canzone? A raccontarlo è stato proprio l’autore Maurizio Costanzo durante una trasmissione radiofonica condotta da Maria de Filippi e Rudy Zerbi. Costanzo e l’altro autore Ghigo De Chiara erano stati contattati per scrivere una canzone per il varietà “Aria condizionata”.

De Chiara non era nuovo ad una collaborazione con Ennio Morricone e per questo motivo contattò il Maestro per chiedergli di ri-collaborare insieme. Durante una telefonata tra i due fu proprio Ennio Morricone a suggerire a De Chiara di scrivere il testo pensando al suono della sirena della polizia di Marsiglia. Un rumore che in realtà stava già inspirando uno degli autori del brano.

Se telefonando autore: scritta da Maurizio Costanzo e Ghigo de Chiara

Maurizio Costanzo e Ghigo de Chiara per il testo di Se telefonando pensarono ad un telefono che, durante quegli anni, era un apparecchio che andava per la maggiore. Il conduttore e giornalista, una volta terminata la scrittura del brano, raggiunse Mina in Via Teulada a Roma per proporle di interpretarla. La voce della musica italiana incontrò entrambi gli autori con il suo impresario e in pochissimo tempo, una volta sentito il testo, decise di cantarla.

Ma non finisce qui, visto che Maurizio Costanzo ha rivelato che durante la registrazione del brano la parte “poi nel buio la tua mano d’improvviso sulla mia” era una parte che per l’epoca poteva essere oggetto di allusioni per la censura di quegli anni, ma si raggirò il problema utilizzando il plurale “poi nel buio le tue mani d’improvviso sulle mie”. Mina, già controcorrente, richiese di poter registrare entrambe le versioni.



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