SFOOTING/ Us Space Force, il vulcanico Trump pensa al vulcaniano Spock?

- Comic Astri

Trump ha presentato su Twitter il logo della Us Space Force. Peccato che assomigli di brutto al logo della serie tv Star Trek

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Donald Trump (LaPresse)

Ce li ha sempre tutti contro, il povero Donald Trump. Eppure va capito… Impegnato per mesi in un braccio di ferro, duro e senza esclusione di colpi, con Xi Jinping, che ha avuto al centro del contendere la guerra dei dazi. Mica noccioline, per Mr. President. Inizialmente, venuto a conoscenza che dall’altra parte non si sarebbero certo tirati indietro e che, anzi, il Capo di Stato cinese di natura è un tipino che tende a ribattere colpo su colpo (anzi, tariffa su tariffa, dal momento che si parla di dazi), The Donald si è lasciato scappare un sarcastico “Ma Xi si crede di essere!”.

Ben presto, però, si è dovuto ricredere, perché Jinping (o Pingping, come lo chiamerebbe il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio) si è dimostrato davvero quell’osso duro che già lasciava trasparire di essere. Con queste premesse, la battaglia commerciale si è protratta per mesi, in un’escalation di minacce di ulteriori e reciproche gabelle, finché alla fine i due hanno trovato una tregua. Reggerà? Xi vivrà, vedrà…

Altro giro, altro regalo. Scavallata la burrasca cinese, avanti con l’Uragano Impeachment. I Democratici hanno accusato Trump addirittura di essere un pericolo della democrazia, se non un dittatore. E tutto ciò, solo per una telefonata con la sua richiesta di rimozione dell’ambasciatrice Usa in Ucraina… Noccioline (per Mr. President). E pensare che la pubblicità diceva: una telefonata allunga una vita. Oggi in America l’adagio potrebbe recitare: una telefonata ti accorcia la presidenza? Chi telefonerà, vedrà…

E adesso? Il presidente americano – che ama passare il (poco, immaginiamo) tempo libero twittando ossessivamente e compulsivamente (ben 140 cinguettii al giorno: Salvini al confronto è un dilettante…) – si è infilato dentro l’occhio di un ciclone, e stavolta i cinesi non c’entrano. E i Democratici neppure. Anzi, visto l’argomento in questione, si è infilato dritto dritto dentro un buco nero.

Ecco come stanno le cose. “Il presidente americano Donald Trump annuncia su Twitter il nuovo logo della Us Space Force, ma scatena immediatamente le risate della Rete”. Com’è possibile che l’uomo più potente della Terra sia stato travolto dal ridicolo, scivolando su una buccia di banana… spaziale? L’ennesimo “cinguettio” gorgheggia e fa luce sui possibili perché: “Dopo essermi consultato con i nostri grandi leader militari, disegnatori e altri, sono felice di presentare il nuovo logo per la United States Space Force, la sesta branca delle nostre magnifiche forze armate!”.

Apriti cielo! Immediatamente dopo il tweet si è scatenata la prevedibile tempesta social e sulla testa di Trump si è catapultata una fittissima pioggia, composta di risate sarcastiche e pesanti come asteroidi. Il motivo? Il logo concepito da “grandi leader militari, disegnatori e altri” (altri chi? l’imbianchino della Casa Bianca, il portinaio?  La stessa Melania? Chissà chi lo sa…) assomiglia di brutto a quello di Star Trek, la fortunata e longeva serie di fantascienza andata in onda per la prima volta nel lontano 1966.

Che il presidente Trump abbia voglia di scherzare sulla Us Space Force, nata lo scorso mese di dicembre con il compito di “proteggere gli interessi degli Stati Uniti nello Spazio”? Si direbbe di no, poiché, stando ad alcune carte segrete del Pentagono, i piani sono davvero stellari.

Il vulcanico Trump, infatti, pare sia deciso – nonostante le reiterate e ferme opposizioni di Segretario di Stato, Pentagono, Nasa, Fbi, Cia, Nsa, Ncis, Csi, Nba, Nfl eccetera eccetera – ad affidare il Comando Supremo della Us Space Force addirittura a due vulcaniani, il navigato Spock e la più giovane (ma non per questo meno esperta) T’Pol. Saranno loro a pilotare le due navi spaziali – già ribattezzate, con esercizio di estrema originalità, Enterprise e Voyager – che vigileranno sugli Stati Uniti da lassù. Dallo spazio profondo. Al loro interno verranno ospitate due squadre d’assalto spietate, una chiamata V-Visitors, l’altra Battlestar Galactica, pronte a essere catapultate sulla Terra per fronteggiare ogni pericolo di invasione. Di alieni? Magari quelli di Ufo, del comandante Straker, di “distruggete Base Luna”?

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