“Signorini rivelò a mio fratello di essere gay”/ Sorella card. Martini: “Soffriva…”

- Alessandro Nidi

La sorella del cardinale Carlo Maria Martini ha rivelato che Alfonso Signorini parlò della propria omosessualità con suo fratello: “Lui gli disse che…”

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Alfonso Signorini (Foto: web)

Maria Stefania Martini, sorella del cardinale Carlo Maria Martini, ha rivelato un retroscena su Alfonso Signorini, direttore del settimanale “Chi” e conduttore del Grande Fratello Vip, che si appresta a tornare in prima serata su Canale 5 a partire da metà settembre. Nel corso di una lunga intervista su suo fratello concessa ai colleghi del “Corriere della Sera”, la donna, detta Maris, ha voluto precisare un passaggio contenuto nel suo libro, “L’infanzia di un cardinale”, nel quale parla proprio dell’incontro tra il giornalista e suo fratello Carlo Maria.

“L’argomento – ha precisato – era l’omosessualità di Signorini, che confidò a mio fratello le proprie sofferenze. Quale fu la reazione del cardinale di fronte a quella “confessione”? “Lui rispose che ‘saremo ricordati per quanto avremo amato’. Una frase in cui non riconosco il suo stile; ma l’aveva trovata in San Giovanni della Croce, su cui stava lavorando per un ciclo di esercizi spirituali”. Parole in grado di scaldare il cuore e che indubbiamente avranno consolato anche quello, all’epoca in subbuglio, di Alfonso Signorini.

ALFONSO SIGNORINI CONFIDÒ AL CARDINALE MARTINI LA PROPRIA OMOSESSUALITÀ. LA SORELLA DEL RELIGIOSO: “MIO FRATELLO NON EBBE MAI FIDANZATE”

Il cardinale Carlo Maria Martini, che così facendo “abbracciò” idealmente Alfonso Signorini, in gioventù non ebbe mai una fidanzata, come ha raccontato la sorella Maris al “Corriere della Sera”. Aggiungendo: “Quando Indro Montanelli gli chiese se avesse avuto tentazioni, rispose: lei pensa che interessi ai lettori? Lo ricordo nel 1940, al lido di Camaiore, fermarsi a pregare in un convento vicino alla spiaggia. Una grazia naturale, che sentiva di dover confermare con la propria vita. Il resto lo fecero i gesuiti. Un giorno, nel 1941, cominciò a gettare i libri di nostro padre nel Po…”.

Il motivo? Il cardinale Martini aveva portato a casa l’Indice dei libri proibiti e si era reso conto che la biblioteca di casa ne era piena, a cominciare da Balzac. Decise così di sbarazzarsene e di darli in pasto alle acque fluviali.





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