Simone Marchetti, chi è?/ “La moda? Una Musa che ti costringe a cambiare e imparare”

- Emanuele Ambrosio

Chi è Simone Marchetti? Il giornalista di moda e costume nella serata degli Home Visit di X Factor rivela: “una giacca definisce la tua vita”

Simone Marchetti

Chi è Simone Marchetti? Il giornalista di moda e costume ospite nella serata degli Home Visit di X Factor fortemente voluto da Mika. La moda per Marchetti è “una Musa che ti costringe a cambiare, imparare, scoprire”. Con queste parole Simone Marchetti, direttore di Vanity Fair parla della moda definendone il concetto. Non solo, recentemente Marchetti è stato anche giudice a Mix&Match, un’esperienza che ha raccontato così: “è stata un’avventura. È iniziata con diffidenza, perché è la mia prima volta in un programma televisivo. Ma è sfociata in un’esperienza che non mi sarei mai aspettato”.

Una vera e propria scommessa quella di portare nel piccolo schermo un format pop in cui sono stati inseriti contenuti sofisticati e di qualità della moda. La carriera di Simone Marchetti è cominciata da lontano come ha raccontato proprio il giornalista in una vecchia intervista rilasciata a cameramoda.it: “mi sono avvicinato al sistema moda entrando da diversi settori: ho iniziato seguendo per otto mesi il responsabile commerciale di Daniela Gerini, una piccola griffe, poi ho iniziato a lavorare per le agenzie di uffici stampa e lì ho scoperto la parte della comunicazione e dei testi”.

Simone Marchetti, chi è il direttore di Vanity Fair

La prima grande occasione arriva con Alessandro Calascibetta, direttore di “Uomo” che gli offre la possibilità di scrivere un pezzo. Poi Simone Marchetti approda a Donna Moderna:  la scuola di giornalismo migliore che ho avuto: Cipriana Dall’Orto e Patrizia Avoledo sono due donne esigenti e con un grandissimo intuito, da loro ho imparato a fare le didascalie che sono lo scheletro del mio mestiere”. Successivamente collabora per la sezione culturale domenicale  de “Il giornale” e dopo è stato direttore per due anni di “Victim”. Nel 2006 approda a “Velvet” e successivamente a Vanity Fair.

Infine parlando del suo mestiere ha precisato: “chi fa il mio mestiere deve essere mosso dall’umiltà di non saperne mai abbastanza, quest’attitudine ti deve spingere alla fuga assoluta dalla mediocrità e dal giudizio facile. Occorre evitare le polemiche sterili, io devo aprire dei mondi e spiegare che mondi apre un abito, perché da casa non esci indossando una poltrona, ma una giacca e la giacca definisce la tua vita. Devo essere la voce degli stilisti che si esprimono attraverso le loro creazioni e lo specchio in grado di riflettere i cambiamenti, chi ne rimane fuori è perduto”.

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