Singapore, problema asintomatici/ Metà dei nuovi casi Covid-19 non presenta sintomi

- Claudio Franceschini

Singapore ha il problema degli asintomatici: la metà dei nuovi contagiati da Coronavirus non presenta i comuni sintomi come tosse o starnuti, per questo è difficile arginare la pandemia.

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Singapore (Foto LaPresse)

Dopo quasi due mesi di lockdown da Coronavirus, il governo di Singapore ha deciso di riaprire le scuole e alcune delle sue aziende e dunque lanciarsi verso la Fase 2 della pandemia: tuttavia il Paese del Sudest asiatico sta affrontando numeri di contagi che sono davvero alti. Sono oltre 38000 a livello totale, e nelle ultime due settimane i dati ufficiali parlano di 6294. Una larga fetta di questi infetti da Coronavirus sono lavoratori migranti, che spesso sono sistemati a gruppi in vari dormitori adibiti ad alloggi; un problema dunque serio e concreto, del quale ha parlato Lawrence Wong, ministro dello Sviluppo Nazionale. Non solo, Singapore deve affrontare un caso ancora più problematico: almeno la metà di questi nuovi malati risulta essere asintomatica, e questo chiaramente induce a rinforzare la decisione del governo di allentare molto gradualmente le misure anti-Coronavirus.

SINGAPORE, PROBLEMA ASINTOMATICI

“Partendo dalla nostra esperienza, per ogni caso sintomatico dovrebbe essercene almeno uno asintomatico” ha infatti confermato Wong, che nei mesi precedenti non aveva mai scoperto quanti asintomatici da Coronavirus fossero presenti nel Paese. Sicuramente, il fatto che queste persone positive non presentino i comuni sintomi dell’infezione riduce anche i rischi di contagio, perché non si andrebbe incontro a colpi di tosse o starnuti; tuttavia le trasmissioni asintomatiche a Singapore ci sono state, specialmente tra pazienti che vivono in quartieri limitrofi. Il ministro ha inoltre rivelato che, dopo questa scoperta sul numero degli asintomatici, il governo ha deciso di favorire ancora il lavoro da casa e concesso ai soli parenti (o “congiunti”, termine che abbiamo sentito più volte e sul quale si è creata parecchia confusione) la possibilità di vedersi fisicamente, oltre appunto alla volontà di mantenere attive le principali restrizioni e misure sanitarie.

Molte persone, come affermato dallo stesso Wong, si chiedono ora perché l’economia di Singapore non possa ripartire più velocemente; anche qui dunque le domande e i problemi sono gli stessi che ancora oggi stiamo affrontando nel nostro Paese. “Dobbiamo avere un approccio più cauto” ha commentato in merito il ministro dello Sviluppo Nazionale. “All’interno della comunità potrebbero esserci ancora casi asintomatici che non abbiamo rilevato”, un tema dunque complesso soprattutto nel modo di affrontarlo, che pone un bel quesito sul governo di Singapore come già è successo in tutti gli altri Paesi che sono stati colpiti dal Coronavirus in maniera massiccia.



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