SONDAGGI POLITICI/ Salvini al 37% dopo caso Lega-Russia, ma il M5s è fermo

- Silvana Palazzo

Sondaggi politici, il presunto Russiagate italiano e lo stallo del M5s: i dati di Tecnè in esclusiva per il Sussidiario.net e le intenzioni di voto

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Matteo Salvini, sede Lega via Bellerio (LaPresse, 2019)

In una lunga e approfondita analisi rilasciata al nostro quotidiano, il Presidente dell’Istituto di sondaggi politici Tecnè Carlo Buttaroni ha provato a riassumere gli ultimi complicati giorni tra le crisi interne del M5s e soprattutto il presunto “Russiagate” italiano con la Lega di Matteo Salvini. «Adesso il partito di Salvini è al 37,2%, perché nell’ultimissima rilevazione abbiamo registrato una leggerissima flessione, probabilmente dovuta proprio a tutta la polemica sui rapporti con la Russia. Ma il traguardo del 40% potrebbe essere raggiunto, anche se molto dipenderà da quante misure, dalla flat tax all’autonomia, vedranno la luce nei prossimi mesi», spiega al Sussidiario.net il Presidente di Tecnè. Va però decisamente peggio al M5s, fermo ancora allo stallo post-Europee: «Non bastano più i temi “etici”, la gente ha fame, l’Italia è un Paese che soffre: un terzo della popolazione fatica ad arrivare a fine mese, basta un qualsiasi evento imprevisto – da una multa particolarmente cara, una cartella esattoriale, una malattia o una separazione – per scendere in un attimo di un gradino della scala sociale ed entrare nell’area della povertà o in quella grigia della vulnerabilità». Ancora Buttaroni al Sussidiario conclude, «Oggi il M5s galleggia intorno al 17%. Hanno perso la spinta propulsiva, diciamo così, “riformista”, quando si erano presentati come una forza in grado di garantire ristoro alle fasce sociali più disagiate e più colpite dalla crisi».

IPSOS (13 LUGLIO): PER IL 58% IL RUSSIAGATE È GRAVE

Le nomine europee e lo scoop di Buzzfeed sulla presunta trattativa tra la Lega ed esponenti del governo russo per finanziamenti al Carroccio dividono. È quanto emerge dagli ultimi sondaggi politici. Partiamo dalle nomine, che hanno deluso la maggior parte degli elettori: il 43 per cento le giudica negativamente, con un picco del 60 tra gli elettori leghisti, mentre il 31 per cento le valuta positivamente, con il 57% tra gli elettori di centrosinistra. Lo rileva il sondaggio di Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos Italia, per il Corriere della Sera. Per quanto riguarda invece la vicenda russa, ci riferiamo al caso Savoini, agli occhi dell’opinione pubblica si tratta di una vicenda grave: lo pensa il 58% degli intervistati contro un quarto che la considera marginale. Solo i leghisti e gli elettori di Forza Italia non le attribuiscono molta rilevanza, compresi i due terzi degli elettori del Movimento 5 Stelle.

SONDAGGI POLITICI (12 LUGLIO): “TRATTATIVA” LEGA-RUSSIA E NOMINE UE

Ma torniamo alle nomine europee. Dal sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera emerge anche un giudizio negativo degli italiani sull’operato di Conte: solo il 30 per cento dà un giudizio positivo contro il 45% negativo. Le perplessità sono consistenti anche tra gli elettori della Lega e del Movimento 5 Stelle. Gli ultimi contrasti sono visti come sintomi di un conflitto che potrebbe mettere a rischio la tenuta del governo (46 per cento), invece il 38 per cento li interpreta come una normale dialettica istituzionale. Un’opinione quest’ultima che è condivisa dalla maggioranza assoluta degli elettori Lega e M5s, ma in entrambi c’è una consistente minoranza che vede rischi di tenuta, a conferma che c’è una certa insofferenza da entrambe le parti per le relazioni all’interno della compagine governativa. Il 50 per cento degli intervistati inoltre ritiene che la Lega sia isolata in Europa: per questo l’esito della trattativa sulle nomine è stato sfavorevole al Carroccio.

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