STADI CAPIENZA AL 50%/ Costa: “Chiusura? No nuove restrizioni per il momento”

- Michela Colombo

Stadi capienza al 50%: ridotta la capacità degli impianti sportivi all’aperto e al chiuso per contrastare l’aumento dei casi covid. Ampliato l’uso del green pass rafforzato.

stadio bandierina
(LAPRESSE)

AUMENTO CONTAGI COVID, STADI CAPIENZA RIDOATTA AL 50%: PARLA COSTA

Sulla misure del governo che impongono nuova capienza al 50% degli stadi e al 35% per gli impianti sportivi al chiuso è intervenuto nella giornata odierna anche il sottosegretario di stato del Ministero della salute Andrea Costa che hai microfoni di Sky ha fatto sapree che “non vi sono all’orizzonte ulteriori restrizioni”. Nello specifico Costa ha dichiarato che sulle chiusure agli stadi e impianti sportivi “Il nostro paese ha scelto un percorso graduale, in altre realtà europee gli stadi sono già chiusi. Molto dipenderà da quello che sarà l’andamento dei prossimi giorni, le prime evidenze scientifiche ci fanno capire che c’è una variante molto più contagiosa ma che gli effetti siano meno invasivi rispetto alla precedente. La riduzione di ieri credo ci permetta di affrontare le prossime settimane”.

Sempre sul tema, Costa ha pure aggiunto che il governo è consapevole “del sacrificio” chiesto allo sport, specie alle sue realtà più piccole: “Lo sport dev’essere aiutato, ci sarà la necessità di sostenere anche economicamente queste attività. Privarsi del gettito degli spettatori, per alcune realtà soprattutto quelle minori, rappresenta un sacrificio importante”. (agg Michela Colombo)

PER I PALAZZETTI SI PASSA AL 35%

Il drammatico aumento di contagi delle ultime settimane ha imposto un ulteriore stretta da parte del governo per quanto riguarda l’accesso del pubblico agli impianti sportivi. Il nuovo decreto varato dal Consigli dei ministri riporta una nuova diminuzione della capienza di stadi e impianti sportivi al chiuso, ora imposta rispettivamente al 50 % per le strutture all’aperto (prima fissata al 75%) e al 35% per i palazzetti, con disposizione a scacchiera.

La misura purtroppo non ci coglie di sorpresa: in pochissimi giorni abbiamo visto una vera e propria impennata di nuovi casi di positività al coronavirus, anche tra i vari club, che hanno imposto anche il rinvio di parecchi incontri previsti in questo giorni (dalla Serie B fino a basket e volley, solo per fare degli esempi). Secondo poi quanto si legge sulla Gazzetta dello sport, pare che prima di tale decisione siano state calde discussioni in seno al Consiglio dei ministri, dove era emersa anche l’ipotesi di una riduzione “alla francese” che fissava il tetto a solo 5000 spettatori in uno stadio.

STADI CAPIENZA AL 50%: AMPLIATO L’OBBLIGO DEL GREEN PASS RAFFORZATO

Ma  oltre alla ridotta capienza di stadi e palazzetti, misura che entrerà in vigore prima del prossima ripresa del campionato di Serie A, in programma il 6 gennaio 2022, vi è ancora altro. Per contrastare l’aumento di contagi da coronavirus emersi nelle ultime settimane, sono state infatti confermate le norme per accedere agli impianti sportivi e dunque obbligo di gran pass rafforzato (ciclo completo di vaccinazione o guarigione dal Covid da meno di sei mesi) e utilizzo della mascherina FFp2. Nel dettaglio si legge che dal 10 gennaio 2022 sarò ampliato “l’uso del green pass rafforzato per “  piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto; centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto”.

Di conseguenza a tale misura, si stabilisce di fatto anche l‘obbligo vaccinale, per tutte le discipline di squadra: come riferisce la Gazzetta dello sport, di fatto i no vax non potranno prendere più parte ad alcuna attività agonistica e non sono previste deroghe per i professionisti.





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