Stefano D’Orazio, la moglie Tiziana Giardoni/ “Intubarlo ha significato ucciderlo”

- Alessandro Nidi

Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio, ha ricordato il marito a “Storie Italiane”: “Col senno di poi forse avrei dovuto tenerlo a casa con me”

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Tiziana Giardoni (Storie Italiane, 2022)

Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio, è intervenuta in qualità di ospite ai microfoni di “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno andata in onda oggi, venerdì 18 marzo 2022, e condotta da Eleonora Daniele. In data odierna si celebrano a livello nazionale le vittime del Coronavirus e tra queste, purtroppo, rientra anche lo storico batterista dei “Pooh”, venuto a mancare nel novembre 2020.

La sua consorte, in collegamento audiovisivo, ha dichiarato: “Sto bene, anche se oggi è una giornata un po’ particolare. Purtroppo la rabbia per la morte di Stefano c’è ancora ed è difficile che scompaia così, perché quando hai di fronte a te un’immagine che non riesci a elaborare e fare sparire dalla tua testa, è dura. Mi spiego meglio: quando ti svegli la mattina tutti i giorni della tua vita con un uomo accanto che ti regala sorrisi anche quando ci sono momenti negativi e una sera tutto d’un tratto te lo portano via, mentre ti osserva con uno sguardo perso, come se ti volesse dire ‘non mi lasciare’… Io quello sguardo ce l’ho di fronte”.

TIZIANA GIARDONI, MOGLIE DI STEFANO D’ORAZIO: “COL SENNO DI POI FORSE NON AVREI DOVUTO FARLO PORTARE IN OSPEDALE”

Nel prosieguo di “Storie Italiane”, Tiziana Giardoni ha ricordato non soltanto il marito Stefano D’Orazio, ma anche suo padre, deceduto poche settimane più tardi sempre a causa del Covid-19. La donna, in particolare, ha asserito: “Poco tempo dopo Stefano, ho perso mia padre nello stesso modo. Devo dire che anch’io, nonostante tutte le cure possibili dei medici, ho avvertito molta confusione. Non si sapeva come curare, cosa fare”.

Infine, la confessione legata al suo rimorso: “I pazienti in quel periodo venivano intubati e intubare pazienti come Stefano, che aveva una malattia autoimmune infiammatoria, significava decretarne la fine e, difatti, Stefano non ce l’ha fatta e si è spento dopo pochi giorni. Col senno di poi, lasciarlo a casa sarebbe forse stato meglio… Non lo so…”.





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