TULLIO SOLENGHI/ “Io, Lopez e Marchesini nel libro di scuola di mia figlia”

- Rossella Pastore

Tullio Solenghi protagonista de Il meglio di Da noi… a ruota libera: l’attore ricorda il percorso col Trio e dice la sua sui comici di oggi.

Tullio Solenghi
L’attore Tullio Solenghi

Tullio Solenghi ripercorre insieme a Francesca Fialdini i momenti salienti della sua carriera. Inevitabilmente ci si sofferma anche sul Trio, composto, oltre che da lui, da Massimo Lopez e Anna Marchesini. “Mi manca il divertimento con cui abbiamo scritto quei pezzi. Ci siamo scelti da soli, non c’era nessun committente dietro. Siamo diventati due fratelli e una sorella”. Ciò non significa che tutto sia sempre filato liscio: “Essendo stati autori di noi stessi, ci sono stati anche i momenti lacrime e sangue”. Momenti, cioè, in cui mancava l’ispirazione, oppure in cui il pezzo scritto non era all’altezza del loro ideale. La loro opera più famosa è senz’altro I promessi sposi: memorabile il momento in cui una delle sue figlie gli mostrò il suo libro di letteratura facendogli notare una foto del Trio stampata proprio al capitolo sui Promessi sposi (quelli originali): “Alla fine siamo finiti anche sui libri di scuola”, conclude Tullio. (agg. di Rossella Pastore)

Tullio Solenghi e i successi del Trio

Tullio Solenghi è uno dei protagonisti de Il meglio di Da noi… a ruota libera, il programma della domenica dedicato alle buone notizie e al racconto delle storie a lieto fine di vip e persone comuni. Solenghi, in particolare, ha avuto successo negli anni Ottanta facendo parte del famoso Trio con Massimo Lopez e Anna Marchesini, eccezionalmente ricostituitosi nel 2008 a 25 anni dalla fondazione del gruppo. Il Trio si è sciolto nel 2016 con la morte della Marchesini, avvenuta dopo anni di calvario dovuto a una malattia (l’artrite reumatoide). Nonostante l’epilogo drammatico, il bilancio della loro carriera e soprattutto di quella di Tullio resta positivo: “Sono riuscito a ritagliarmi una mia personalità, a non entrare in maniera generalizzata nel mondo dello spettacolo”, sostiene l’attore in un’intervista del 26 settembre a Super Guida Tv. “Il fatto che ancora oggi la gente che mi ferma per strada lo riconosca dicendo che la comicità del Trio è qualcosa che ha lasciato il segno è veramente il coronamento di una carriera”.

Tullio Solenghi: “Mia moglie e le mie figlie fondamentali nel mio percorso”

Tullio Solenghi è in attività precisamente dal 1982. Da allora, l’ex volto del Trio non si è concesso quasi nessuna pausa. Eppure sostiene di non avere rimpianti: “Non rimpiango nemmeno il fatto di aver trascurato la mia famiglia che per me è importante. Mia moglie, le mie figlie e oggi i miei nipoti sono stati importanti in questo percorso e hanno rappresentato una quadratura del cerchio”. Sostegno totale, insomma, anche da parte della moglie Laura Fiandra e delle sue due figlie Alice e Margherita, su cui ha sempre potuto contare sia nel privato sia come appoggio nelle sue scelte sul piano professionale.

Tullio Solenghi critica i comici di oggi

L’emozione più grande, in tutti questi anni, l’ha vissuta sicuramente all’indomani dello spettacolo televisivo I promessi sposi. “Ricordo il giorno dopo la prima puntata quando ci comunicarono il dato di ascolti. 14 milioni e mezzo di spettatori. Credo costituisca un record nella storia della televisione almeno per quanto riguarda la comicità. Quello è stato un momento davvero emozionante”. La comicità di oggi, dice, è molto diversa da quella di allora: “Io non ammetto la censura ma ci deve essere una sorta di auto vigilanza. Le cose fini a se stesse fatte solo per ricercare la volgarità non l’ho mai capite”. Poi spiega: “Noi come Trio abbiamo sempre avuto un’attenzione particolare alla trasversalità del pubblico. Quando ti esponi in TV devi anche pensare che il tuo spettatore potrebbe essere un bambino o un anziano che può avere un senso dell’etica e della morale diverso dal tuo. La satira deve essere fatta rispettando delle regole che ciascuno deve imporsi. Oggi è tutto molto mordi e fuggi. I social danno la possibilità a chiunque di affacciarsi in video anche se è quello d un cellulare. La comicità di oggi è molto meno ragionata e più epidermica. Ci sono talenti, non talenti e illusi come ai miei tempi”.

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