TURISMO/ Il bilancio positivo rovinato dal rialzo dei prezzi

- Alberto Beggiolini

L’Isnart ha fornito dati molto interessanti sulla partenza della stagione estiva, anche per quel che riguarda i timori degli operatori

Vacanze mare
Vacanze in spiaggia (LaPresse)

Primo bilancio di mezza estate, riferito al mese di giugno: +26% le camere vendute rispetto al 2021; ripresa delle città d’arte; ritorno dei turisti stranieri (+32% dalla Germania); aumento dei prezzi per il 36% delle strutture, per far fronte all’incremento dei costi; difficoltà nel recruiting del personale per il 27,6% degli operatori. Sono i dati principali forniti dall’Isnart, l’istituto nazionale di ricerche turistiche, società nata dal sistema camerale, sulla base di interviste a titolari di imprese ricettive italiane nel periodo 15-30 giugno.

Le camere

Gli operatori hanno dichiarato di aver venduto il 50% delle stanze, sul totale di quelle disponibili: un valore prossimo a quello registrato nel 2019. Per il periodo che va da luglio a settembre ci si attende un assorbimento dell’offerta pari, in media, al 48% delle camere disponibili (che sostanzialmente raddoppia quella registrata nel 2021), con un picco nel mese di agosto del 62% di prenotazioni già effettuate, contro il 33% registrato nello stesso periodo dello scorso anno.

Le città

Recuperano le città d’arte italiane, anche se mare e montagna rimangono la prima scelta, coerentemente con la stagionalità. Le strutture ricettive nelle località di mare registrano le prenotazioni più elevate (71,2% per agosto). Trend positivo anche per le località di montagna: gli operatori segnalano il 51,7% delle camere prenotate per luglio e il 61,9% per agosto. Il recupero più significativo è però quello delle città d’arte: rispetto al 2021 si registrano prenotazioni pari a poco più della metà delle camere disponibili per i mesi luglio (54,5%) e di poco inferiori ad agosto (45,7%), contro appena il 18% circa dello scorso anno.

Gli stranieri

Il 40% degli operatori intervistati dichiara un aumento della clientela straniera, mentre solo la metà ne prevede un calo. Si tratta, prevalentemente, di turisti provenienti dalla Germania (+31,9% rispetto al 2021), mentre trovano sostanzialmente conferma e potenziale di crescita i flussi provenienti da Svizzera, Austria, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Di segno opposto le previsioni relative alle prenotazioni dalla Russia, per il 60% degli operatori sono attese in diminuzione e per il 38% sono stabili.

Costi-prezzi

Gli effetti dell’inflazione si fanno sentire anche nel comparto turistico, aumentando le difficoltà di gestione delle imprese. Per il 65,5% degli operatori uno dei principali problemi incontrati nel gestire l’attività questa estate è la definizione del prezzo del servizio offerto a fronte dell’aumento dei costi. Secondo quanto emerso dall’indagine, la quasi totalità delle imprese intervistate ha riscontrato aumenti dei costi generali che solo in parte vengono scaricati sui prezzi di vendita. Poco più di un terzo delle strutture, il 36%, ha dichiarato di aver aumentato le tariffe.

Gli imprenditori restano fortemente preoccupati dei riflessi di difficile previsione rispetto alla gestione finanziaria: il 41% degli operatori teme di dover chiudere il proprio bilancio in perdita. Questo orientamento appare più diffuso tra le strutture alberghiere e relativamente più concentrato nelle località lacuali e termali del Bel Paese. Altra importante difficoltà segnalata è quella relativa al reperimento del personale, un problema per il 27,6% degli intervistati.

Prenotazioni

L’emergenza sanitaria ha colpito maggiormente il comparto alberghiero, rispetto a quello extralberghiero perché agevolato dall’ampia varietà di strutture ricettive che vanta, tra cui quelle all’aria aperta che favoriscono il distanziamento sociale. Nelle prossime settimane però si dovrebbe assistere a un recupero relativamente più intenso del comparto alberghiero: il settore aveva già aperto positivamente il 2022, riportandosi nei primi mesi dell’anno su livelli superiori a quelli pre-pandemici. L’indagine, inoltre, sottolinea il continuo trend positivo del mercato alternativo rappresentato dagli alloggi privati in affitto su Airbnb che a maggio 2022 indicava oltre 11 milioni di notti prenotate tra giugno e agosto, 3,5 milioni in più rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2021 (+ 32%).

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