Ue arranca su Covid, Uk vola/ +630% prenotazioni per estate: Londra, la vita riprende

- Niccolò Magnani

Ue arranca su Covid ed vaccini, Uk invece vola: +630% prenotazioni aree per vacanze estive. Londra, la vita può riprendere: in Europa invece…

Boris Johnson e Ursula Von der Leyen
Brexit, Boris Johnson e Ursula Von der Leyen (LaPresse)

Il giorno dopo la Brexit il commento unanime a livello europeo – tra media, politici e governi – era «sarà una catastrofe»: ecco, si intendeva un futuro nefasto per il Regno Unito, ma al momento è l’Europa a presentare il conto peggiore. Vaccini in estremo ritardo, economia a picco (e l’Italia tra le peggiori), negoziati con le Big Pharma che stentano e futuro nel turismo estivo da brividi: di contro, a Londra si attende un ritorno ad una pseudo-vita normale.

Gli ultimi dati in arrivo dalle compagnie aree certificano un indotto nettamente diverso nei prossimi mesi tra Regno Unito e altri paesi Ue: EasyJet ha spiegato che le prenotazioni di voli sono aumentate nel giro di pochi giorni del 337%, con punte del 630% per il periodo delle vacanze estive. Tutto esaurito a differenza di Spagna, Italia e Grecia che ancora non sanno come e se programmare qualcosa avendo una campagna di vaccinazione in atto e tutt’altro che scontata nel suo esaurirsi.

REGNO UNITO VOLA DOPO LA BREXIT

Boris Johnson ha presentato di recente il piano in “4 tappe” per un ritorno immediato alla libertà, con inevitabili vantaggi tanto per il settore turismo quanto per il commercio e le attività di ristorazione: il 21 giugno il “piano” inglese è fissato per la sua conclusione, ma già ora prima della riapertura delle scuole (fissato per l’8 marzo prossimo) l’economia dà segnali di ottima ripresa. Secondo la società di consulenza finanziaria Bovill, citata oggi dal focus di “Libero Quotidiano” ci sarebbero già «mille società finanziarie dell’Unione europea che stanno pensando di aprire per la prima volta un ufficio nel Regno Unito. Tra queste ci sarebbero 100 banche e oltre 400 compagnie di assicurazione».

Come ha fatto notare poco fa in Consiglio Ue lo stesso Premier Mario Draghi – davanti al rapporto sulla campagna di vaccinazione della Presidente Von der Leyen – non è il momento di presentare il modello europeo come quello vincente, «occorre fare di più e accelerare» proprio magari guardando al modello inglese, tanto vituperato mesi fa, quanto ora “osservato” con attenzione per provare a imitarlo pedissequamente.

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