ULTIMO/ Da Sanremo allo Stadio Olimpico: “la periferia è stata la mia salvezza”

- Emanuele Ambrosio

Ultimo si racconta a Tv Sorrisi e Canzoni a pochi giorni dall’evento live allo Stadio Olimpico di Roma: “sarà una cosa bellissima”

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Ultimo è pronto per il suo primo concerto allo Stadio Olimpico di Roma. Una favola diventata realtà quella del giovane cantautore romano, che si è raccontato a Tv Sorrisi e Canzoni in una lunghissima intervista. “Mamma è una fan scatenata di Renato Zero, mi faceva sentire le sue canzoni. Ho dei video di quando già a 6 anni cantavo i suoi pezzi. Li tengo per me…”. La musica è entrata molto presto nella vita di Ultimo che al settimanale Sorrisi ha raccontato: “in prima elementare mia madre mi chiese ‘cosa vuoi fare oltre alla scuola?’. Io risposti non so. Allora mi propose la musica. A scuola tra chitarra e pianoforte scelsi il pianoforte. Ho cominciato a studiare dagli 8 ai 10 anni ho fatto i corsi preaccademici al Conservatorio di Santa Cecilia e ho continuato a studiare fino ai 19 anni”.

Ultimo: “la periferia è stata la mia salvezza”

Ultimo si racconta a cuore aperto al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni rivelando: “io sono cresciuto al parcheggio della mia scuola media a San Basilio. Dopo le lezioni passavo il mio tempo lì con gli amici: sono cinque, ma buoni”. San Basilio è un quartiere della periferia di Roma, una realtà che ha giocato tanto nella sua crescita personale ed artistica: “è stata la mia salvezza. Noi ragazzi avevamo semplicemente la voglia di stare insieme e la nostra era amicizia vera. Gli amici sono la parte più importante della vita”. Il cantautore romano ha sempre sognato di fare musica e vivere di questo nonostante i genitori gli chiedessero sempre: “si va bene la musica, ma poi nella vita che vuoi fare?”. L’idea di chiamarsi Ultimo è nata durante gli anni dell’adolescenza: “a scuola sono stato bocciato due volte al liceo e quando ero in seconda i miei amici erano già in quarta. Mi sentivo indietro rispetto agli altri, ma avevo il mio sogno: la musica”. 

Ultimo: “amo la solitudine e non mi piacciono i posti affollati”

Parlando di musica, Ultimo ha raccontato come nasce una sua canzone: “mi metto al piano, comincio a suonare e ci metto delle parole in un inglese inventato. Poi seguendo l’assonanza le traduco in italiano”. Dopo la vittoria a Sanremo Giovani con “Il ballo delle incertezze” la sua vita è cambiata; oggi è uno dei giovani cantautori più famosi con concerti sold out in tutta Italia. “Ringrazio le persone perché se riesco a fare tutti questi concerti è grazie a loro” dice Ultimo a Sorrisi, che precisa: “non si riduce tutto ad una foto da postare come trofeo sui social. C’è gente che non sa neppure chi sono, ma chiede una foto solo perchè hanno visto un altro che se la faceva. Ecco, questo mi sembra una presa in giro, anche se non mi tiro mai indietro”. A differenza di tanti suoi coetanei, Niccolò è un ragazzo semplice che ama trascorrere il suo tempo con gli amici a guardare un film oppure a giocare a carte: “amo la solitudine e non mi piacciono i posti affollati”. Il 4 luglio 2019 Ultimo sarà in concerto allo Stadio Olimpico di Roma davanti a 53mila persone: una vera e propria favola. “E’ una cosa bellissima: il mio primo stadio li dove ho visto un miliardo di partite della Roma”.

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