Matteo Marzotto, i genitori Umberto e Marta Marzotto/ Lei: “era il principe azzurro”

- Emanuele Ambrosio

Umberto Marzotto è stato il marito di Marta Marzotto. Un amore da cui sono nati i figli Matteo, Paola, Maria Diamante, Annalisa e Vittorio Emanuele

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Umberto Marzotto è stato il marito di Marta Marzotto. Un grande amore quello nato tra la regina dei salotti e l’industriale dei tessuti che si conoscono proprio grazie al mondo della moda. Marta è una giovanissima indossatrice quando incontra per la prima volta Umberto, conte e industriale in ambito tessuti. Una passione travolgente che li spinge a sposarsi il 18 dicembre del 1954 a pochi giorni dal Natale. Un vero e proprio regalo per entrambi con la Marzotto che in una vecchia intervista descrisse così il marito: “era il principe azzurro. Umberto arrivò come l’angelo salvatore. Aveva tutto quello che una ragazza può sognare: biondo, occhi azzurri, intelligente, colto, sportivo. Un nobile. L’uomo dei sogni”.

Un matrimonio longevo ed importante suggellato anche dalla nascita di cinque figli: Paola, Annalisa, Vittorio Emanuele, Maria Diamante, Matteo. Purtroppo Marta e Umberto si ritrovano a condividere non solo le gioie della vita, ma anche i dolori. Il più grande? La morte della figlia Annalisa scomparsa a soli 32 anni a causa di una fibrosi cistica a soli 32 anni.

Umberto Marzotto e Marta Marzotto: un grande amore

15 anni d’amore fra Umberto Marzotto e Marta Marzotto. La coppia vive la favola d’amore in una villa di 7.000 metri quadrati a Portogruaro, nel vicentino, con gli amati figli. La storia finisce quando la Contessa diventa la regina dei salotti romani dove incontra, sul finire degli anni ’70, l’uomo che le fa perdere la testa: il pittore Renato Guttuso. La vita di Marta e Umberto è stata indubbiamente segnata dall’amore, ma anche dal dolore per la perdita della figlia Annalisa.

Proprio la figlia Diamante ha raccontato quanto sia stato doloroso per la mamma Marta: “ha pianto tantissimo quando è scomparsa Annalisa, ma il dolore se lo portava dentro da quando era nata perché ancora non si conosceva la fibrosi cistica. In quella circostanza è stata un drago: ha pianto per un anno intero e poi si è rimboccata le maniche ed è ripartita. Da anziana credo piangesse per la frustrazione di non sentirsi le forze come un tempo e di non riuscire a fare tutto quello che voleva. Lei mangiava la vita”.



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