Vaccini Covid, Italia poteva salvare 72% morti/ Villa (Ispi): “Campagna disastrosa”

- Alessandro Nidi

Vaccini Covid, Italia disastrosa nei primi mesi: migliaia di morti potevano essere evitate. La disamina di Matteo Villa, analista ISPI

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Vaccinazione anti-Covid nell'Ospedale Cardarelli di Napoli (LaPresse)

Matteo Villa, analista dell’Ispi, ha lanciato il sasso su Twitter, senza però nascondere la mano, come recita il noto proverbio: la campagna vaccini Covid in Italia è stata “disastrosa” e si sarebbero potute salvare molte più vite rispetto al numero dei morti totale. “Dall’inizio della campagna vaccinale in Italia abbiamo evitato la morte per Covid-19 di 10.600 persone – scrive l’esperto –, ma se avessimo vaccinato nella maniera più corretta possibile (pur vaccinando tutto il personale sanitario) avremmo salvato 18.300 vite. Il 72% in più”.

Lo dicono i dati, lo dicono le statistiche, che evidenziano come il nostro Paese abbia perso tempo prezioso e, ormai irrecuperabile, almeno per coloro che, purtroppo, sono stati uccisi dal Coronavirus. “A marzo 2021 avevamo le stesse dosi pro capite degli altri Paesi europei per le vaccinazioni dei soggetti over 80 – ha fatto notare ancora Villa su Twitter –. Eppure, fino a marzo siamo rimasti agli ultimi posti. Proprio mentre tutta Italia tornava in zona gialla”. Ecco dunque che migliaia di vittime avrebbero potuto essere evitate, se solo ci fosse stata un’organizzazione differente agli esordi della campagna.

VACCINI COVID, ITALIA: “DISASTRO ALL’INIZIO”

In merito alla campagna di somministrazione dei vaccini anti-Covid in Italia, Villa ha dunque fornito uno spaccato che consegna un’amara verità al nostro Paese: se si fosse prestata maggiore attenzione ai soggetti fragili nella fase iniziale delle inoculazioni (svolgendo parallelamente quelle sul personale sanitario, questo è ovvio), non ci sarebbero stati così tanti lutti e il tasso di mortalità sarebbe stato nettamente inferiore. Adesso il ritmo delle somministrazioni è decisamente aumentato, ma la strategia agli esordi della campagna è stata completamente errata ed è costata molte vite. Fino a questo momento l’Italia ha inoculato la doppia dose del siero vaccinale in oltre 8 milioni di persone, mentre coloro che hanno ricevuto almeno la prima dose sono 18.400.000. Numeri destinati a incrementare e a migliorare, per fortuna, ma il prezzo per il tempo perso in origine è davvero salato e costa lacrime, dolore, rabbia e indignazione. Nessuno è infallibile, certo, ma si poteva fare di più.



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