Zdenek Zeman/ “Sarri alla Juventus deve scalare una montagna. Su Conte e Totti…”

Dal calciomercato ai nuovi allenatori delle big di Serie A, passando per il suo pupillo Totti: Zdenek Zeman a tutto tondo.

Zdenek Zeman
Zdenek Zeman

«Voglia di rimettermi al lavoro ne ho: posso garantirlo. Ho anche parlato con tante persone ma ho un difetto inguaribile: vorrei fare calcio come piace a me. E invece, qui in Italia, ci sono interessi di altra natura che prevalgono, interessi economici intendo»: Zdenek Zeman non è mai stato un personaggio banale e la lunga intervista rilasciata ai microfoni de Il Giornale non lascia spazio a dubbi. Il boemo ha affrontato i principali argomenti del momento e non poteva mancare il commento sul ritorno dei grandi allenatori in Serie A, a partire da Maurizio Sarri: «Sarri deve scalare una montagna. È arrivato in una squadra che è abituata a vincere in un modo completamente diverso dal suo e di recente ha dominato puntualmente la scena italiana. Se il nuovo tecnico non dovesse partire col piede giusto, immagino già i problemi, i rimpianti dei tifosi e le polemiche dei critici».

ZDENEK ZEMAN: “TOTTI ALLA ROMA SI SENTIVA INUTILE”

Parlato del nuovo tecnico della Juventus, Zdenek Zeman si è soffermato sull’approdo di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter: «Conte sta allestendo la nuova Inter utilizzando le proprie convinzioni e la sua idea di calcio. Ha un ostacolo da superare: deve riuscire a trascinare tutto l’ambiente, convincere il gruppo a seguire i suoi insegnamenti e i suoi metodi d’ allenamento. A sentire le voci che girano, dello spogliatoio interista non si parla benissimo in fatto di applicazione». Emozionato per l’arrivo di de Ligt alla Juventus e ottimista sul futuro di Marco Giampaolo al Milan, il boemo ha poi commentato l’addio tra la Roma e Francesco Totti, suo pupillo da sempre: «Sono rimasto molto dispiaciuto perché si è trattato di uno che ha vissuto una vita nella Roma e ne ha scritto le pagine più esaltanti. Mi viene perciò da pensare che, tutto sommato, ha fatto anche bene visto che non poteva decidere, non poteva incidere e in pratica si sentiva inutile».



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