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Economia e Finanza

FINANZA/ La "favola" di fine anno per spiegare la crisi

La crisi finanziaria ci accompagnerà anche nel 2012. MARCO DI ANTONIO ci racconta una storia per provare a spiegarci come tutto è cominciato e continua ad andare avanti

Foto AnsaFoto Ansa

C’era una volta un cittadino americano, John Doe, che mentre faceva trekking in una foresta gettò a terra la sua sigaretta, quasi finita,ma ancora accesa. John non aveva né lavoro, né soldi; il trekking e il fumo erano le sue uniche occupazioni. Comprava le sigarette a credito, perché da un po’ di tempo il loro prezzo continuava ad aumentare, raddoppiando da una settimana all’altra. Quando arrivava a metà pacchetto, John lo restituiva a chi gli aveva fatto credito (le sigarette rimaste valevano il doppio ed erano sufficienti per rimborsare il debito) e si indebitava per comprare un nuovo pacchetto. Quella settimana, per la prima volta, il prezzo delle sigarette scese e John Doe capì che il gioco era finito. Decise di smettere di fumare, ma si concesse un’ultima sigaretta (proprio quella da cui è iniziata la nostra storia).

L’arbusto dove era caduta la sigaretta prese fuoco, solo qualche piccola fiamma, nulla di più. Siccome però la foresta in precedenza era stata cosparsa di liquido altamente infiammabile, e siccome gli alberi erano strettamente interconnessi, cioè i rami erano allacciati gli uni agli altri, l’incendio divampò rapidamente. Qualcuno preoccupato dalle fiamme chiamò i pompieri, che però stranamente si rifiutarono di intervenire. Sostenevano che la foresta era molto efficiente e in grado di autocorreggersi e che l’incendio si sarebbe spento da solo; anzi, ogni intervento esterno avrebbe peggiorato le cose impedendo alle libere forze della foresta di raggiungere il proprio equilibrio.

L’incendio però non si autospegneva, ma anzi continuava ad aumentare di intensità e stava ormai divorando l’intera foresta. Allora i pompieri decisero di intervenire (anche, se, dato il ritardo, adesso era ben più difficile domare le fiamme; dovettero radunare un maggior numero di uomini e spendere un sacco di soldi in pompe, camion, divise, caschi e protezioni varie).

Quando però arrivarono sul posto, furono fermati da una folla inferocita e anche da parecchi politici e alcuni professori universitari: “Non dovete intervenire! Sarebbe troppo comodo rimediare agli errori di chi ha sbagliato. Chi ha gettato la sigaretta deve pagare. Se fermerete l’incendio ora, domani tutti si metteranno a buttare sigarette accese provocando altri incendi” (i professori universitari usarono una lavagna per spiegare lo stesso concetto in modo un po’ più complicato, ma molto elegante e raffinato, illustrando ai pompieri perplessi e alla folla affascinata la “teoria del moral hazard”).

Alla fine, i pompieri risposero che se non fossero intervenuti subito, in futuro non ci sarebbe stato più nessun incendio da spegnere perché non ci sarebbe stata più nessuna foresta da salvare. Si fecero largo tra la folla e iniziarono a lottare contro le fiamme. Stanno ancora lottando...