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Economia e Finanza

FINANZA/ La nuova moneta per salvare Cipro (e Italia)

La situazione critica di Cipro, spiega GIOVANNI PASSALI, è solamente figlia di un sistema bancario ancora malato nonostante il tempo passato dallo scoppio della crisi

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Quella che qualcuno ha definito “la più irresponsabile decisione bancaria presa nel mondo avanzato dal 1930” è stata temporaneamente fermata (la tassa sui conti correnti di Cipro). Ma per quanto? Il danno ormai è fatto: la credibilità delle istituzioni europee è clamorosamente incrinata, chissà se in modo irreversibile, e la fiducia dei cittadini europei deve essere ai minimi storici. Ma pure qui si attendono aggiornamenti al prossimo incidente o alla prossima notizia negativa.

I dubbi ci possono essere solo sulla percezione dei cittadini, mentre ben pochi dubbi possono lasciare i numeri relativi alla situazione della finanza mondiale. Come ricordato altre volte, il Pil mondiale è circa 60mila miliardi di dollari, ma il nozionale sui derivati Otc è circa 700mila miliardi di dollari. Una montagna di derivati pari a circa 12 volte il Pil del mondo. E si tratta comunque di titoli a rischio. Molti di questi sono scommesse sui titoli di Stato, cioè scommesse vinte fino a quando uno Stato non va in default.

Dall’inizio della crisi nell’agosto del 2007 non è cambiato nulla. Sono passato sei anni, una cifra importante in tempi di globalizzazione e alta finanza, ma non è sostanzialmente cambiato nulla. Non ci sono nuove regole sostanziali: le banche a rischio sono a rischio come prima (quelle che non sono fallite), gli Stati ne hanno salvata qualcuna e quindi gli Stati sono diventati a rischio (pure loro hanno scoperto che mettono i soldi in banca) e il rischio è rimasto li, come una presenza ingombrante e ineliminabile.

E cosa ha prodotto questo cinque anni fa? Ricordate il fallimento della Lehmann Brothers? Dopo una serie di contatti frenetici, le autorità americane decisero di non intervenire, di non rischiare soldi pubblici, di lasciarla fallire anche per non rovinare il buon nome del libero mercato. Oggi, dopo i numerosi e pesantissimi interventi della Federal Reserve, la banca centrale americana, e della Bce, la foglia di fico del “buon nome del libero mercato” non c’è più. Ma la situazione è identica. Del resto, se per ogni dollaro che possiedi, ne chiedi in prestito fino a 30 e li investi è sufficiente che il tuo investimento abbia un calo del 4% per aver bruciato più di tutto il denaro in tuo possesso (30 x 0,04 = 1,2). Questo è quello che è accaduto alla Lehmann, che aveva un leverage (questo è il nome tecnico) di 30 a 1 (aveva prestiti in corso pari a 30 volte il proprio capitale). E qual è la situazione corrente del sistema bancario europeo? Il leverage delle banche europee è di circa 26 a 1. Capite? 26 a 1 !

Capite perché la piccola, insignificante dimensione della finanza cipriota sta facendo tremare l’Europa? Non perché un buco da 10 miliardi sia un elemento preoccupante, ma perché tutte le banche europee sono nella stessa condizione. E sono tutte nella stessa condizione di 5-6 anni fa. Non è cambiato nulla, non sono stati in grado di cambiare nulla. Quello che hanno fatto in questi anni è solo “comprare tempo”, fare nuovi prestiti per rimborsare quelli vecchi e fare finta che tutto va bene.


COMMENTI
24/03/2013 - Nuova moneta (Renato Mazzieri)

L'articolo è perfetto nell'analisi ma non serve un'altra moneta a corso legale senza valore. Bisogna sostituire la moneta a corso legale degli stati e delle banche con una moneta a valore reale dei popoli (che non vanno confusi con gli stati), una moneta universale del lavoro (www.dhana.org) e, per iniziare, bisogna adottare un nuovo sistema di credito (www.ekabank.org).

RISPOSTA:

La moneta si deve poggiare su un'idea, su un ideale, ma deve pure riferirsi a una situazione concreta. L'utilità di una moneta mondiale mi sfugge (a parte l'utilità per pochissime aziende mondiali). Oltretutto la moneta proposta pretende di avere come valore di copertura una materia prima. Ma io sono contrario a ogni forma di copertura, poiché questo implica che non vi è alcuna fiducia in quella moneta. Inoltre, una moneta coperta da una materia prima (il platino in questo caso) è inevitabilmente soggetta a fenomeni speculativi, come lo è quella materia prima. Questo implica inoltre la impossibilità di creare moneta in caso di necessità, poiché potrebbe mancare la materia prima di garanzia. In altre parole, la moneta garantita da materia prima ha troppe limitazioni e difetti per poter essere utile per la moderna economia reale. (Giovanni Passali)

 
24/03/2013 - Discariche di titoli tossici (luca barbieri)

innanzitutto grazie per l'articolo perfettamente esplicativo. la domanda da porsi è dove mettere tutta quella massa di cosidetti "titoli tossici" l'approccio americano è stato quello di alzare la posta, facendo investimenti ancora più azzardati per tentare di ripianare le perdite con i nuovi guadagni quello europeo di diluire i titoli tossici nelle attività "normali" in modo da rientrare nei "limiti di legge". spesso sono state scelte le banche più piccole come deposito poichè sono di solito fuori dai riflettori e perchè la germania,solo l'anno scorso, ha impedito che fossero poste sotto la vigilanza della BCE, come invece quelle grandi. il problema è che se ci si imbatte in un ente connivente e gestito in modo losco, come Cipro questo viene usato come discarica abusiva fino ad intossicare l'intera economica... metafora azzardata?

 
24/03/2013 - Moneta (Diego Perna)

Egr. Dott. Passali, io leggo sempre con molto interesse i suoi articoli e Le posso anche assicurare che non hanno molto seguito perché si tratterebbe di cominciare a cambiare troppe certezze acquisite e sopratutto una fede assoluta su modi stantii e falsi cui la gente che vuole essere soltanto governata , non ha nemmeno la lontana volontá di tentare di cambiare. Se ha visto ieri il Pdl in piazza, anche se ovvio non era tutta l'Italia, si puó poco sperare in un popolo di questo tipo e a me tra l' altro che ho molti amici che hanno votato per il Pdl, mi mette tristezza, anche se é ovvio che persone per bene e oneste ci sono dovunque. Peró quello che mi scoraggia é proprio la mancanza della capacitá di un punto di vista nuovo, nuovo come novitá , ma anche buona novella. Possiamo peró sperare in Papa Francesco, che forse ci aiuterá a guardare tutto diversamente e a rompere i pregiudizi su cosa deve essere il potere, cosí come ha anche dimostrato Benedetto XVI , dobbiamo liberarci del fardello delle ns presunte certezze. Certo il giovane ricco se ne andö triste, e di tristi ricchi ce né sono molti anche tra i cattolici . Poi un' altro fatto per cui ha poco seguito é perché forse anche Grillo accusa violentemente la finanza e il potere che essa genera, e sará anche un matto dispotico, ma alcune volte ci ha azzeccato, avrebbe solo bisogno di tagliarsi i capelli e mettersi giacca e cravatta, gridare meno e sarebbe accolto anche lu dai potenti. Buona Domenica delle Palme