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CASO CIPRO/ Ecco come i russi hanno "fregato" l’Europa

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Ma perché questo continuo rimandare la riapertura delle banche cipriote, ora che sono stati imposti controlli sul capitale in grado di frenare potenziali fughe di denaro? E perché ieri la Banca centrale cipriota ha reso noto che sta pianificando un ampliamento del credito di emergenza - quello attraverso il programma Ela della Bce - di 2,5-3 miliardi di euro? E perché il presidente della Bank of Cyprus si è dimesso, prontamente sostituito da un commissario governativo? Fonti cipriote parlano della necessità di istruire il personale e aggiornare i software dopo la chiusura forzata e le nuove condizioni di operatività, mentre sia il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, che il disastroso presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, gettano acqua sul fuoco. Il primo dicendo che non vi è motivo di allarme, ma anche che la Bce sta vigilando attentamente su spostamenti di capitali, il secondo - capace lunedì di affossare le Borse con la sua improvvisa sparata sul "modello" Cipro per futuri salvataggi - assicurando che non ci sono prove di trasferimenti di capitali dai Paesi periferici a quelli "core".

Il problema è un altro: chi ha detto che per spostare i loro soldi depositati a Cipro, i russi che si è voluto colpire con l'haircut forzoso, debbano operare presso gli istituti fisicamente sull'isola? Nonostante una settimana di chiusura, infatti, di capitali pare che da Cipro ne siano spariti. E non pochi. Ecco spiegato il protrarsi della chiusura forzata delle banche: c'è il rischio della cosiddetta bank-run e dell'insolvenza nell'arco di una giornata. Al centro della disputa ci sono infatti Bank of Cyprus, la banca con il maggior numero di conti correnti a cinque zeri e Laiki, disastrata e destinata allo smembramento tra good e bad bank: entrambe, riferimento per i depositi dei facoltosi russi che hanno fatto la fortuna dell'isola, sono state chiuse e i bancomat limitati prima a 260 e poi addirittura a 100 euro di prelevamento massimo giornaliero.

Peccato che le filiali londinesi di queste due banche non solo fossero aperte, ma anche totalmente operative nel corso della settimana di caos innescata dall'Eurogruppo e dalla sua proposta shock. Inoltre, Bank of Cyprus detiene l'80% della russa Uniastrum Bank, la quale non ha mai chiuso i battenti, né tantomeno posto limiti ai prelevamenti in Russia. Insomma, usando le sussidiarie o i rami esteri delle banche cipriote, molti russi hanno avuto almeno sei giorni lavorativi per ritirare la gran parte dei loro soldi, quando le autorità cipriote ed europee pensavano invece di averli blindati attraverso la chiusura degli istituti. Tanto più che nel caos dei giorni scorsi, funzionari dell'Ue hanno contattato i loro colleghi in Lettonia, mettendoli in guardia dall'accettare l'arrivo di denaro russo proveniente da Cipro, minacciando il Paese di forti difficoltà nell'aderire all'eurozona se avesse permesso il contrario (amici lettoni, datemi retta, prendete i soldi russi e dite addio all'euro!).



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COMMENTI
27/03/2013 - E' imperativo uscire dall'euro (Carlo Cerofolini)

Svalutati per svalutati e prima di venire strangolati da una Ue che assomiglia sempre più al Quarto Reich, almeno riprendiamoci la nostra autonomia e usciamo dall'euro e da lì riprendiamo così a crescere. Se non ora quando?