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FINANZA/ La "geometria" che spiega la crisi e Beppe Grillo

Pubblicazione:lunedì 4 marzo 2013

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Sono passate le elezioni e, dopo aver lasciato decantare l’ondata di trasmissioni e giudizi sull’evento, alla fine rimane l’amaro in bocca. Si ha la spiacevole sensazione che pure questa volta non cambierà nulla. Ed è un giudizio confermato dal fatto che l’unico tema che poteva starci a cuore, il ripristino della sovranità monetaria, seppur si sia affacciato timidamente in qualche discorso all’interno del Movimento Cinque Stelle, ora è scomparso dall’orizzonte politico. Ho pure la sensazione che tornerà fuori ogni tanto, per mettere un po’ di sale alla discussione politica o alla polemica politica, ma nulla di più.

Continua il quadro desolante di una totale mancanza di un piano strategico, di una visione politica. Tale mancanza è figlia di un’ignoranza culturale. L’altro elemento caratteristico di queste elezioni è infatti il successo di un partito che fino a ieri a livello nazionale non esisteva, insieme al record di astensionismo, su cui i commentatori hanno poco insistito. Magari perché normalmente i commenti erano in presenza di un politico e, qualsiasi fosse la parte rappresentata, l’alto astensionismo è un dato non certo positivo.

Ma dietro al successo del movimento di Beppe Grillo e al record di astensionismo c’è un altro elemento di grande rilevanza, che i miei lettori più fedeli hanno già iniziato a conoscere. Il dato evidente, soprattutto politicamente, è che vi è stata una clamorosa sottovalutazione delle potenzialità di successo elettorale del Movimento Cinque Stelle. E da cosa può essere dipesa questa valutazione errata? Dal fatto che il sistema elettorale, come tanti altri sistemi umani e tanti elementi presenti in natura, è frattale, cioè si comporta da elementi la cui rappresentazione ricade nella geometria frattale.

Ripeto per chi fosse a digiuno della materia (e giustamente sono tanti, con i frattali mica si mangia, fino a oggi!). Il frattale è un elemento geometrico. La caratteristica del frattale è quella di essere “fratto”, rotto, una discontinuità che interrompe una continuità. Come un gradino. Come un interruttore di luce: acceso o spento, non esiste una via di mezzo. In qualche modo, il frattale è il contrario del continuo, del cambiamento graduale. I frattali hanno tre elementi caratteristici di notevole importanza, ai quali aggiungiamo un’osservazione che viene dalla realtà.


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COMMENTI
14/03/2013 - chiarezza (Paolo Facchini)

sarà che un frattale nella mia vita l'ho visto, ma l'articolo mi pare chiaro. Ad esempio capisco che se la legge lo permettesse, sarebbe meglio andare a votare potendo distribuire, ad esempio, 10 voti a testa: così ne darei 6 a Tizio perchè mi piace il suo programma economico 3 a Caio per l'attenzione alle fasce deboli e 1 a Sempronio per la simpatia! E così facendo tutti l'esito di una elezione corrisponderebbe maggiormente alla volontà del popolo votante (che invece è costretto a sceglierne uno solo di partito anche se non gli aggrada al 100%)

 
04/03/2013 - don Ferrante (Mario Magni)

L'articolo non mi pare "strampalato". Propone una interpretazione un po' ardita di una realtà che si fa fatica ad affrontare perché i modelli esistenti e collaudati non funzionano più. Trovo indispensabile sforzarsi di provarne altri e lodevole lo sforzo. Solo "dopo" sapremo quali sono i modelli che funzionano. Relativamente allo "stile", trovo spiacevole (molto più di un noi maiestatico)che chiunque non capisca la tesi e l'argomentazione di un altro, magari relativa ad un argomento non banale e un po' specialistico, si senta autorizzato a montare in cattedra e a dargli del cialtrone ("neanche lui ci capisce molto ma fa finta ...). Anche l'arroganza intellettuale è vecchia quanto il mondo. Ricordate don Ferrante, di manzoniana memoria, che muore di peste dicendo che la peste non esiste, ma che sono solo influssi della luna?

 
04/03/2013 - Azzeccagarbugli (domenico salerno)

Il primo commento che faccio è di stile, spero che le opinioni del Sig. Passali siano le sue e non del sussidiario quindi per piacere basta con il noi maiestatis, genera confusione! Nel merito è difficile raccapezzarsi in questo articolo decisamente strampalato. Faccio una domanda ai lettori: ma voi ci avete capito qualcosa? Dico veramente capito, sapreste argomentare una qualunque delle sue affermazioni tipo "il voto è un frattale" oppure dirmi quali sono "gli eccessi che non si vedono"? . Secondo me neanche lui ci capisce molto ma fa finta che tutto sia chiarissimo e così dice quello che vuole. Il metodo è vecchio come il mondo ricordate l'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria?