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IL CASO/ I "capponi" dell’Ue che frenano gli Stati Uniti d’Europa

Pubblicazione:sabato 18 maggio 2013

Francois Hollande (Infophoto) Francois Hollande (Infophoto)

Francoise Hollande lancia la sfida della creazione degli Stati Uniti d’Europa, con la formazione di un “governo economico” unito per l’eurozona, un presidente a tempo pieno e un sistema fiscale armonizzato. Il presidente francese ha aggiunto che una politica europea più integrata sarà decisiva nei prossimi anni del suo mandato. “Se l’Europa non farà passi avanti, finirà per cadere o addirittura per essere spazzata via dalla mappa mondiale. Il mio dovere è quello di portare l’Europa fuori dal suo stato di letargo, per ridurre il disincanto dei cittadini nei suoi confronti”. Ilsussidiario.net ha intervistato Carlo Secchi, Professore di Politica economica europea alla Bocconi.

 

Che cosa ne pensa del cambiamento di prospettiva della Francia sull’unione politica tra gli Stati europei?

 Hollande ha scoperto l’acqua calda. Il presidente francese mette insieme i pezzi di tutta una serie di richieste o posizioni assunte in precedenza, che riguardano le grandi questioni che si stanno via via definendo. Tra queste ci sono l’unione fiscale, cioè il coordinamento delle politiche di bilancio, l’unione bancaria, cioè una vigilanza unica affidata alla Bce perlomeno per le grandi banche, e l’unione economica, cioè una maggiore enfasi sui temi delle risorse e dello sviluppo da destinare a ciascuna finalità. A monte ci sono gli accordi già presi in materia di bilanci pubblici.

 

L’Europa quindi è già sulla buona strada?

Sì, ma l’attuazione di queste misure richiede anche un importante miglioramento nella governance complessiva del sistema. Occorre intervenire sulle attuali istituzioni e in particolare su Ecofin, Consiglio europeo, Commissione e Parlamento. Questi organismi vanno potenziati, migliorati e riformati, in quanto la complessità degli impegni da attuare, relativi all’unione fiscale, economica e bancaria, implicano istituzioni adeguate allo scopo.

 

Quali sono i limiti delle attuali istituzioni europee?

Si tratta di un problema di governance, che richiede di andare oltre l’attuale situazione che vede il Consiglio europeo con prerogative di carattere politico, cui si aggiungono Ecofin, Parlamento e Commissione. Occorre prendere atto della logica conseguenza di decisioni già prese e in fase di attuazione. A quel punto sarà chiaro che l’unione politica è nello stato naturale delle cose.

 

Con la mancanza di solidarietà dei Paesi Ue ha davvero senso parlare di Stati Uniti d’Europa?


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COMMENTI
06/06/2013 - ma Hollande e la Merkel avranno mai letto Manzoni? (Emilio Colombo)

suggerimento per Letta e i ministri più saggi che interagiscono al vertice con la truppa del condominio--> portare una 50ina di copie del Promessi Sposi e volantinarli magari in formato iPad... saluti dall'india e buon lavoro da uno che partecipa come può all'export made italy