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FINANZA/ Germania e Ue, gli errori che condannano anche Berlino

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Angela Merkel (Infophoto)  Angela Merkel (Infophoto)

“La Germania non cresce più”, questo il dato eclatante degli ultimi giorni. Una cosa che avevamo previsto con largo anticipo senza essere particolarmente profeti: se un sistema economico lavora per distruggere costantemente i propri clienti, come poteva finire diversamente? Se la sostanza della propria crescita è il debito altrui, ci poteva essere una soluzione diversa? Ora i fatti stanno confermando quello che qualche tempo fa era una semplice applicazione di buon senso.

Marcel Fratzscher è l’economista che da oltre un anno è alla guida dell’Istituto tedesco per la ricerca economica. Recentemente ha pubblicato un libro dal titolo “L’illusione tedesca”. Per presentare questa sua fatica partecipa a incontri e convegni nei quali inizia il suo intervento con una sorta di indovinello: “Qual è il Paese che ha visto una crescita inferiore rispetto alla media tra i paesi della zona euro a partire dal cambio di millennio, dove la produttività è aumentata solo leggermente e dove due dipendenti su tre guadagnano meno oggi rispetto al 2000?”.

Il pubblico interviene dicendo: Spagna, Grecia, Portogallo oppure Italia. Invece, tra lo stupore dei presenti, la risposta giusta è: Germania. Oggi la Germania non fa altro che raccogliere i frutti maturi di questa politica economica dissennata. Euro o non euro, la Germania ha imboccato la strada del declino. Qualcuno si chiederà: come mai? Perché sono stati così miopi?

La risposta è semplice e viene da dati ormai stranoti: il numero dei miliardari, in tutti i paesi evoluti del mondo, è aumentato, prima della crisi e dopo la crisi. Non solo negli Usa e in Cina, pure in Italia i miliardari sono aumentati in un anno del 13% e la loro ricchezza è cresciuta del 18% nello stesso periodo. In Spagna i miliardari sono aumentati di oltre il 40%, mentre la loro ricchezza del 75%. E persino in Grecia la ricchezza dei miliardari è in salita del 13%. Il fenomeno è generalizzato: sulla terra vi sono circa 2300 persone (circa tre decimilionesimi della popolazione mondiale) che posseggono il 4% della ricchezza del mondo.

Sono stati miopi? Oppure è stato un piano ben eseguito? La cosa triste è che ci troviamo con una classe politica che di fronte a questa realtà è totalmente inerte. A cosa serve questa finanziaria? A rimescolare le carte, senza prendere alcuna azione decisiva per l’economia reale. Tentano di far risparmiare le famiglie, allora tagliano i contributi alle Regioni, che taglieranno loro i servizi alle famiglie.
In questo contesto, il recente intervento di Barroso appare davvero surreale. “Molti pensano che la situazione italiana sia il risultato di qualcosa che ha combinato Angela Merkel, o l’Ue, o Lehman Brothers. L’ho sentito anche a Napoli, in un convegno. E questo è ridicolo. Chi ha creato il debito pubblico italiano? La signora Merkel?”. Tanto per rispondere per le rime, potremmo allora dire che la Merkel e i tedeschi non c’entrano nulla, a questo punto potremmo considerare di non pagare i titoli in mano a investitori tedeschi. Barroso e la Merkel sembrano dimenticare un nodo cruciale: debito e credito sono due facce della stessa medaglia.


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