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Lavoro

SPILLO/ Naspi, la "rivoluzione" di Renzi per il sussidio di disoccupazione

GIANCAMILLO PALMERINI ci parla del Naspi, un nuovo tipo di sussidio di disoccupazione universale che il Governo Renzi sembra pronto a introdurre attraverso il Jobs Act

Matteo Renzi (Foto: InfoPhoto)Matteo Renzi (Foto: InfoPhoto)

Nella prospettiva della Strategia di Lisbona nel nostro continente si aprì una riflessione tesa alla definizione di un nuovo modello sociale “europeo”. Al centro di questo modello si poneva il concetto di flexicurity che cercava di coniugare, in particolare sulla base dell’esperienza danese, due dimensioni antitetiche: flexibility and security. Un’ipotesi, insomma, di un nuovo sistema che sapesse tenere in equilibrio efficienza ed equità, basandosi su un “triangolo d’oro”: un welfare generoso, flessibilità del mercato del lavoro e, ovviamente, efficaci politiche attive. La flexicurity diventò, quindi, il cuore di questo modello sociale e la base su cui costruire le misure per raggiungere gli obiettivi, perlomeno ambiziosi, delineati dalla Strategia di Lisbona.

Nello stesso periodo di tempo si sviluppò, anche nel nostro Paese, un percorso simile a quello delineato nella dimensione comunitaria che trova le sue radici nei lavori della Commissione Onofri, le cui conclusioni riecheggiano ancora nelle attuali proposte al vaglio di Governo e Parlamento. In quella sede non si proponevano, infatti, tagli, ma un complessivo ripensamento della spesa sociale: meno pensioni e più sostegno alla disoccupazione e lotta alla povertà. Un sistema, quindi, che presupponeva l’abbandono della tradizione logica lavoristico categoriale per abbracciare un approccio universalistico sebbene “selettivo”.

Sostanzialmente le medesime linee guida animarono il progetto riformista di Marco Biagi. Si pensi, a titolo meramente esemplificativo, alle proposte che tendevano a ridisegnare le misure di tutela e sostegno al reddito rispetto ai nuovi strumenti di flessibilità “marginali” che andavano ad affacciarsi nel nostro mercato del lavoro.

Su questa delicata materia la “Riforma Fornero” è intervenuta introducendo l’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego), una misura di sostegno al reddito che protegge i lavoratori dal rischio di perdita dell’occupazione e che è andata a sostituire e inglobare le precedenti indennità di disoccupazione (ordinaria, speciale edile) e di mobilità. L’ambito di applicazione della nuova forma di sostegno viene esteso, quindi, agli apprendisti e ai soci lavoratori di cooperativa in precedenza privi di tali tutela. La stessa legge enfatizza, allo stesso tempo, la necessità di un ulteriore sforzo per rendere effettivo quel principio di condizionalità che lega indissolubilmente la partecipazione a percorsi di politica attiva e il godimento delle misure di integrazione/sostegno al reddito.