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SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti

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Mario Monti (Ansa)  Mario Monti (Ansa)

Il livello di disorientamento dell’opinione pubblica del nostro Paese ha raggiunto livelli inimmaginabili. È veramente stupefacente che un governo cosiddetto tecnico, che ha di fatto sospeso la democrazia, come ha scritto giustamente Galli della Loggia, e che ha introdotto misure inique e probabilmente inutili nell’economia del nostro Paese e nella vita delle famiglie, riscuota un consenso così ampio presso i cittadini italiani. È paradossale che un governo tecnico, che si sta di fatto limitando ad attuare le direttive della Comunità europea, già concordate col precedente governo, si presenti come il salvatore d’Italia chiedendo sacrifici che non sono condivisi da nessuno dei partiti dell’attuale maggioranza parlamentare e che, tuttavia, si impegnano a votare la manovra nonostante le differenze tra i diversi schieramenti che continuano ad accusarsi reciprocamente del disastro in cui ci troviamo.

Io non so quanto gli italiani stiano riflettendo sul fatto inconsueto che Pdl, Pd e Udc sostengono concordemente questo governo che non solo ha eliminato ogni spazio politico di discussione, ma che li costringe a votare controvoglia una manovra che impone solo sacrifici alle parti più esposte e deboli della società italiana. Le tre voci principali della manovra di risanamento riguardano infatti la riforma delle pensioni, l’inasprimento del prelievo sulla proprietà delle case e l’aumento dell’Iva: misure, cioè, che non solo continuano a incidere soltanto sulla parte della società italiana che lavora e produce ricchezza per tutti, ma che avranno probabilmente un effetto recessivo sulla cosiddetta crescita e che appaiono assolutamente inadeguate rispetto a un debito pubblico di circa duemila miliardi. È probabile infatti che ci sarà ancora un calo della crescita e un aumento della disoccupazione, un impoverimento del ceto medio e un vano tentativo di contrastare l’assalto speculativo sulla moneta europea.

Nonostante quindi la manovra appaia iniqua e inutile, gli italiani esprimono ancora un ampio consenso al governo Monti, e i partiti che costituiscono la cosiddetta classe politica inghiottono i rospi senza riuscire a proporre alcuna vera linea alternativa. Ci saranno forse ritocchi sull’impostazione della tassa sulla prima casa e sulla salvaguardia delle pensioni sociali rispetto agli effetti dell’inflazione, ma, nella sostanza, rimarrà una mediocre manovra di aumento delle tasse per i più deboli e per i lavoratori, e un vano tentativo di ritardare gli effetti della spaventosa crisi finanziaria che colpisce l’Europa e l’intero sistema occidentale. Palliativi di fronte a una crisi di sistema che sta mettendo a nudo le spaventose contraddizioni di un modello economico fondato principalmente sull’egemonia senza freni del capitalismo finanziario.

Luciano Gallino, che com’è noto non è un estremista rivoluzionario, in un bel libro dedicato alla crisi della civiltà del denaro, ha fatto vedere in modo inoppugnabile come si stia realizzando in tutto l’Occidente una redistribuzione della ricchezza a favore della finanza e a spese di altre fonti di reddito, attraverso una continua manipolazione dei prezzi a scopi speculativi, la flessione dei salari e la privatizzazione di tutte le prestazioni statali. Nella sua veste di megamacchina deputata a sfruttare il lavoro umano, il finanzcapitalismo ha utilizzato come strumento principale lo spostamento della ricchezza dal basso verso l’alto. Si è realizzato così che, mentre il rendimento del Capitale va dal 15% al 25%, la crescita del Pil non supera il 3%. Il che significa, in termini banali, che il sistema finanziario ricava a mezzo della produzione di denaro cartaceo un reddito decisamente più elevato rispetto alla produzione di denaro per mezzo di merci.


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COMMENTI
17/12/2011 - il motivo c'è! (Alberto Speroni)

c'è un solo motivo per continuare a mentire al popolo : SALVARSI LA TESTA! ps sottoscrivo tutto dell'analisi del prof. Barcellona!...complimenti per l'esposizione logica e capibilissima! NB:Dio guardi dall'ira del giusto!

 
15/12/2011 - speranza (Samuela Vercelli)

condivido appieno l'analisi, non so quanti italiani siano consapevoli di questa situazione ma credo che la cosa più grave sia che anche chi lo è non sa come uscirne, quali passi fare.Per quanto mi riguarda il consenso al governo Monti è solo legato alla speranza che tenga a bada i mercati per qualche mese dandoci il tempo di riorganizzarci - se questo non l'abbiamo capito allora siamo proprio messi male. Ma dove sono le persone che hanno le competenze per arginare lo strapotere del capitalismo finanziario? Come possiamo rinnovare il sistema dei partiti in tempi brevi, visto che nessuno dei partiti e dei politici attualmente disponibili è ancora votabile da chiunque abbia un grammo di buon senso? Come si può avviare un cambiamento dal basso? cosa può fare ognuno di noi? Speriamo di trovare rapidamente delle risposte...

 
14/12/2011 - Consenso ? (Diego Perna)

Dopo anni di politica che ci ha portato qui, con tutto un fardello di caste privilegi e corruzione, un cambiamento era auspicabile. Che il consenso continui, non lo darei per certo, già cominciano i dubbi, anche perché spread e mercati non ci corrispondono come ci si aspettava.

 
14/12/2011 - Eccezionale l'articolo del prof. Barcellona (vincenzo ioculano)

Condivido pienamente l'analisi del prof. Barcellona. Il problema è trovare il modo per ricominciare, non credo che la maggioranza degli italiani, sia convinta che attraverso questi sacrifici si può venire fuori.Intanto, questi chiarimenti aiutano a capire meglio, la reale situazione di crisi che stiamo attraversando. Bisogna lottare perchè prima o poi la verità si affermerà sulla menzogna.