INTERVISTATI / Massimo Cacciari

Massimo Cacciari è nato a Venezia nel 1944; laureatosi in Filosofia all'Università di Padova nel 1967, ha insegnato Letteratura artistica ed Estetica all’Università di Architettura di Venezia. Professore ordinario di Filosofia estetica dal 1985, nel 2002 diviene preside della facoltà di Filosofia dell'Università Vita e Salute San Raffaele di Milano. Dal 1998 al 2006 è stato inoltre direttore del Dipartimento di filosofia dell'Accademia di architettura dell'Università di Lugano in Svizzera. Deputato al Parlamento dal 1976 al 1983, deputato al Parlamento europeo nel 1999-2000, si è dimesso quando è stato eletto Consigliere regionale del Veneto (2000). Sindaco della città di Venezia dal 1993 al 2000, è stato rieletto nel 2005. Autore di numerosi volumi, molti dei quali tradotti in tutte le principali lingue europee, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra i quali l'Hannah Arendt-Preis per il pensiero politico, Brema 1999, la Laurea honoris causa in Architettura all’Università di Genova nel 2002; la Medaglia d'oro del Circulo di Bellas Artes di Madrid nel 2005. Feed Rss

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INNOVAZIONE POLITICA/ Cacciari: sì ai partiti organizzati, no a quelli mascherati da centri studi

ilsussidiario.net continua la riflessione sul rapporto tra fondazioni e partiti politici. MASSIMO CACCIARI, sindaco di Venezia, risponde a D’Alema e al suo rilancio di una rete di centri di ricerca e di riflessione per recuperare il rapporto con l’elettorato. All’interno gli interventi precedenti di EMMANUELE FORLANI, LEONARDO MORLINO e GIANFRANCO PASQUINO e il FORUM DELLE FONDAZIONI DEI DUE SCHIERAMENTI

Cacciari: “Stop alla finanza centralizzata”

“Occorre capire se federalismo fiscale significa semplicemente una contrattazione che lo Stato porta avanti con le Regioni, per vedere se attuare o meno dei trasferimenti, oppure partire dal gettito delle Regioni e in particolare dall’Irpef e, basandosi su quel gettito, calcolare quanto le diverse Regioni costino e, quindi, quanti servizi debba ancora gestire lo Stato e quanti invece possano essere gestiti dalle stesse Regioni autonomamente”