ANDREA CAMILLERI/ Il saluto di Salvini: “Narratore instancabile della sua Sicilia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Andrea Camilleri, è morto il “papà” di Montalbano: i messaggi di Mattarella, Luca Zingaretti e Salvini. Domani l’ultimo saluto al cimitero Acattolico

Andea Camilleri
Andrea Camilleri (LaPresse)

«Addio ad Andrea Camilleri, papà di Montalbano e narratore instancabile della sua Sicilia», così Matteo Salvini saluta Camilleri. Lo scrittore e il ministro dell’Interno, anche recentemente, hanno dato vita a uno scontro a distanza che ha diviso l’opinione pubblica e proprio per questo motivo non sono mancate le polemiche per il suo tweet di omaggio. Il segretario federale della Lega non è l’unico politico a ricordare l’autore di Porto Empedocle: da Luigi Di Maio a Matteo Renzi, passando per Laura Boldrini, tutti uniti per ricordare uno dei punti di riferimento della letteratura italiana del Novecento. Tantissimi, ovviamente, anche gli artisti che hanno commemorato il padre di Montalbano: «Per i sogni regalati alla mia adolescenza e a quella di tutti noi, per il coraggio e la tenacia che hai testimoniato, per la maturità e la capacità di osare di cui hai mostrato la non ovvia conciliabilità… grazie, Maestro Camilleri», le parole di Lino Guanciale. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LA SICILIA PIANGE IL SUO ANDREA CAMILLERI

La Sicilia piange il suo Andrea Camilleri, scomparso oggi all’età di 94 anni: continuano gli omaggi sui social network e la sua terra lo sta ricordando in queste ore con grande emozione. «Vorrei l’eutanasia, quando sarà il momento. La morte? Non la temo», le sue parole in una recente intervista, con lo scrittore di Porto Empedocle che non ha mai lesinato commenti netti su tutti i temi, caratteristica apprezzata anche dagli “avversari” e da coloro che non la pensavano allo stesso modo. Tra i più autorevoli protagonisti del Novecento italiano, il padre de Il commissario Montalbano è stato salutato così dal governatore siciliano Nello Musumeci: «Con Andrea Camilleri scompare uno dei migliori interpreti della cultura siciliana nel mondo. Scrittore sanguigno e prolifico, con i suoi romanzi ha regalato alla nostra Isola il più efficace spot turistico, promuovendone l’immagine in Italia e all’estero». Camilleri non c’è più, ma le sue opere resteranno per sempre nella storia. Lui, l’ultimo esponente di quella straordinaria corrente di intellettuali isolani composta da Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ANDREA CAMILLERI, ULTIMO SALUTO AL CIMITERO ACATTOLICO

L’ultimo saluto ad Andrea Camilleri sarà il 18 luglio a Roma, dalle 15 in poi, al Cimitero Acattolico per gli stranieri nel quartiere Testaccio (via Caio Cestio 6): lo ha comunicato la famiglia in un piccola nota per i tanti che chiedevano come poter dare l’estremo addio al geniale scrittore siciliano morto questa mattina. I funerali saranno comunque in forma privata per il “papà” di Montalbano, il motivo per cui ancora oggi tantissimi italiani ricordano con così tanto affetto un autore che prevalentemente scriveva in un mezzo dialetto siciliano; «Mi piacerebbe che ci rincontrassimo tutti quanti, qui, in una sera come questa, tra cento anni!». Lo diceva proprio Camilleri in conclusione della Conversazione su Tiresia ed è stato utilizzato dalla famiglia per invitare tutti all’ondata di saluti presso il cimitero non religioso per precisa scelta dello stesso Andrea. Non ci sarà camera ardente e i funerali pare che saranno sempre domani ma in forma privata presso il Cimitero Acattolico. Dopo Mattarella, cordoglio è stato pronunciato anche dal Premier Giuseppe Conte in un tweet: «Maestro di ironia e di saggezza. Con inesauribile vena creativa ci ha raccontato la sua Sicilia e il suo ricco mondo di fantasia. Perdiamo uno scrittore, un intellettuale che ha saputo parlare a tutti».

BELLOCCHIO, “SE FACCIO IL REGISTA LO DEVO A LUI”

La morte di Andrea Camilleri lascia un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e della letteratura. Si moltiplicano i messaggi di cordoglio e gli omaggi sui social network, tra chi lo ringrazia per aver regalato a tutti momenti indimenticabili e chi, invece, deve a lui l’inizio di una brillante carriera. Quest’ultimo è il caso del regista Marco Bellocchio: «Mi ha ricordato poco meno di un anno fa alla Casa del Cinema con alcuni aneddoti molto piacevoli. Se oggi faccio il regista, lo devo a lui», le sue parole ai microfoni dell’Huffington Post. Centinaia i post dedicati allo scrittore siciliano, che con Il commissario Montalbano è entrato nelle vite degli italiani con uno spaccato di vita vera. Laura Boldrini ha ricordato il grande scrittore ma anche l’uomo che ha sempre perseguito i principi della nostra Costituzione, mentre Marco Mengoni ha voluto citare una delle sue massime sul valore delle parole e il peso di queste. Infine, il messaggio di Fabio Fazio, che ha reso omaggio ad una «persona limpida la cui onestà ci ha fatto da guida e ci ha consolato». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ANDREA CAMILLERI, L’OMAGGIO DI SERGIO MATTARELLA

Andrea Camilleri è morto. Aveva 93 anni lo scrittore padre de Il Commissario Montalbano e di numerosi altri romanzi di successo, fra i più grandi artisti italiani dell’epoca moderna. Svariati i messaggi di cordoglio per la scomparsa del poeta siciliano, a cominciare da quello del presidente Sergio Mattarella, che ha voluto ricordare Camilleri così: “Le traduzioni teatrali e televisive delle sue opere hanno conferito ulteriori dimensioni al suo patrimonio letterario, avvicinando, inoltre, al mondo dei libri un grande numero di persone. Andrea Camilleri – si legge nel messaggio inviato ai famigliari da parte del capo dello stato – lascia un vuoto nella cultura italiana, e nei tanti che si sono appassionati nella lettura dei suoi racconti e sono stati attratti dai personaggi modellati dalla sua creatività”. Camilleri era ben noto sia per il suo ruolo di scrittore e di artista, quanto per quello di attivista politico. Storica ad esempio la battaglia contro l’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, come ad esempio nel 2008, quando partecipò al No Cav Day a piazza Navona a Roma. “Egregio signor Andrea Camilleri – fu la replica all’epoca del Cavaliere – perché lo ha fatto? Perché non si è accontentato della fama travolgente che sta gratificando la sua opera letteraria, dei suoi deliziosi gialli che fanno la fortuna degli editori che li pubblicano per guadagnarci soldi a palate?”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ANDREA CAMILLERI E’ MORTO: IL SALUTO DI ZINGARETTI

Tantissimi i post che in questi minuti salutano, ricordano e abbracciano la famiglia di Andrea Camilleri sui social: ne scegliamo per il momento uno, forse il più significativo per quanto è identificato ormai lo scrittore siciliano – morto stamani alle 8.20 a Roma – nell’opinione pubblica. Luca Zingaretti, il Commissario Montalbano trasporto in fiction, ha perso un Maestro e un amico ed è rimasto come “spiazzato” come scrive nel suo lungo post su Instagram: «Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita’ che ha raccontato tutti noi e il nostro paese». Una lode sperticata di chi era Camilleri, ma anche un ringraziamento per quello che ha rappresentato nella vita dell’attore romano quella figura interpretata e divenuta ormai ben più di un ruolo: «mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive». Nell’ultima parte del post d’addio, Zingaretti ammette di avere adesso un senso incolmabile di vuoto, «ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa». (agg. di Niccolò Magnani)

CAMILLERI DICEVA “CHIUDERÒ LA MIA CARRIERA IN PIAZZA”

Andrea Camilleri è morto. L’amatissimo scrittore agrigentino aveva 93 anni (doveva compierne 94 a settembre), ed è spirato stamane al Santo Spirito di Roma, dove era ricoverato da esattamente un mese a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni fisiche. E’ morto in un letto d’ospedale Camilleri, a due giorni da un evento che si sarebbe dovuto tenere nella capitale, lui che non era mai riuscito ad abbandonare le scene: “Se potessi – raccontava lo scrittore in una recente intervista, giustificando il suo mancato pensionamento – vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto passare tra il pubblico con la coppola in mano”. Il maestro siciliano si è spento dopo una straordinaria carriera durante la quale ci ha regalato perle assolute, a cominciare dal Commissario Montalbano, amato sui libri quanto nella sua trasposizione sul piccolo schermo. “Con Camilleri se ne va un grande siciliano – le parole del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè – un letterato che ha contaminato la cultura del Novecento come Pirandello, Sciascia, Bufalino e tanti altri ancora; il padre di Montalbano, una figura davvero unica. Rivolgo alla sua famiglia il cordoglio mio e di tutto il Parlamento siciliano”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ANDREA CAMILLERI È MORTO: AVEVA 93 ANNI

Andrea Camilleri è morto. L’amato scrittore siciliano aveva 93 anni, ed è deceduto presso l’ospedale Santo Spirito di Roma attorno alle ore 8:20 di stamane. A comunicarlo è stato l’Asl Roma 1 “con profondo cordoglio”, precisando, sul padre dell’amatissimo Commissario Montalbano “Le condizioni sempre critiche di questi giorni – si legge nella nota ufficiale della struttura ospedaliera – si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del Maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio”. Camilleri era stato ricoverato in gravi condizioni e d’urgenza lo scorso 17 giugno, e a esattamente un mese di distanza ha esalato l’ultimo respiro. L’artista agrigentino era apparso fin da subito in gravi condizioni, ed era stato “attaccato” alle macchine per tenerlo in vita e respirare.

ANDREA CAMILLERI È MORTO

Dello scrittore, sceneggiatore e regista si erano perse notizie dal 21 giugno, da quando cioè il Santo Spirito di Roma aveva emesso l’ultimo bollettino medico. L’ospedale aveva infatti optato per il silenzio stampa a meno che le condizioni fisiche del paziente non fossero variate in maniera significativa, e così è avvenuto purtroppo nelle ultime ore. In questi trenta giorni migliaia di fan hanno mostrato il proprio affetto sui social nei confronti di Camilleri, attraverso numerosi messaggi di augurio, incoraggiamento e in bocca al lupo, facendo sempre sentire la propria vicinanza. Non sono comunque mancati momenti tristi e di tensione, soprattutto quando alcuni hater hanno approfittato della situazione facendone una questione politica, e riferendosi alla nota diatriba fra lo stesso scrittore e il ministro dell’interno Matteo Salvini. Camilleri avrebbe dovuto tenero il suo spettacolo “Autodifesa di Caino” alle Terme di Caracalla di Roma due giorni fa, il 15 luglio, ma ovviamente lo show è stato annullato. Se ne va un grandissimo della letteratura moderna, un artista a tutto tondo che ha affascinato con le sue storie milioni di italiani.

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