CORONAVIRUS ITALIA, BOLLETTINO SALUTE 14 SETTEMBRE/ 14 morti, 1008 casi, 80 ricoveri

- Niccolò Magnani

Bollettino Ministero della Salute, i dati del coronavirus in Italia di oggi 14 settembre 2020: 14 morti, 1008 nuovi casi, +80 ricoverati in 24 ore

Conte e Azzolina sulla scuola
Conferenza stampa su scuola: Conte, Azzolina, De Micheli, Speranza (LaPresse, 2020)

Sono purtroppo 14 le vittime registrate in Italia nelle ultime 24 ore, con aumento però decisamente ridotto rispetto agli ultimi giorni per nuovi contagi e attualmente positivi (anche perché si segnalano circa la metà dei tamponi, 45.309 contro gli oltre 90 mila di media degli ultimi giorni). Gli effetti come sempre inevitabili dei minor test durante il weekend portano il nuovo bollettino del Ministero della Sanità a contare 188.761 casi di coronavirus dall’inizio della pandemia, con aumento di 1008 unità rispetto a domenica: di quesi, 39.187 sono gli italiani ancora positivi al tampone (+678 rispetto a ieri), con 213.950 guariti-dimessi (+316) e per l’appunto 35.624 vittime (+14). Si contano inoltre in questo primo importante giorno di scuola in quasi tutta Italia, 36.868 persone ancora in isolamento domiciliare, 2.122 ricoverati in reparti Covid (+80) mentre sono 197 le terapie intensive occupate (+10). A livello di diffusione del contagio è il Lazio oggi capofila delle regioni con 181 nuovi casi registrati: segue l’Emilia Romagna con 127, Lombardia 125, Campania 90, Sicilia 65, Veneto 55. Oggi solo la Basilicata presenta la casella “0” dei nuovi contagi in 24 ore.

IL BOLLETTINO DI IERI

Sono ancora 1.458 i nuovi casi positivi in tutta Italia nell’ultimo bollettino coronavirus disponibile del Ministero della Salute: la pandemia non si ferma anche se resta stabile come crescita-trend in tutta Italia nelle ultime settimane. Il giorno dell’inizio scuola, con le incognite e i timori per possibili nuovi contagi nelle prossime settimane, il Ministero della Salute raccomanda prudenza e attenzione massima per giovani e operatori scolastici in modo da evitare il più possibile impennate del Covid-19 finora escluse. Dei 1.458 nuovi casi si segnalano 1006 unità di aumento “netto” di attualmente positivi (su 38.509 in tutta Italia), purtroppo 7 morti (35.610 totali) e 443 guariti-dimessi (213.634 a livello generale). Dall’inizio della pandemia sono in tutto 287.753 i casi di coronavirus registrati nel Paese, con 36.280 persone al momento in isolamento domiciliare, 187 terapie intensive occupate (+5) e 2.042 ricoverati in reparti Covid-19 (+91). Tra le Regioni più colpite dai nuovi contagi, si segnala ancora Lombardia capofila (+265), Lazio ed Emilia Romagna 143, Veneto 142, Campania 122 e Toscana 91.

CORONAVIRUS ITALIA: LE REGOLE PER LA SCUOLA

«Gli studenti hanno tanta voglia di tornare in classe e riappropriarsi della socialità. Questo sarà un anno complesso, lo sappiamo, ma abbiamo lavorato tanto e costruito una strategia di prevenzione che funzionerà se ognuno farà responsabilmente la propria parte. Essere a Vò è un segnale importante per un territorio che ha sofferto ma che non ha mai abbandonato gli studenti. Sarà una bellissima giornata», ha spiegato stamattina la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, intervistata ad Unomattina per la riapertura della scuola in quasi tutta Italia. In attesa del nuovo bollettino del Ministero della Salute oggi pomeriggio, è ovviamente la scuola il tema cardine di questa particolare ripresa post-lockdown: tra regole e nodi irrisolti, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli al Corriere della Sera lancia un appello a tutti i giovani e operatori scolastici in vista dei primi mesi di scuola in presenza. «Non apriamo per richiudere. Le lezioni in presenza devono ricominciare. Tutto il Paese e lo Stato hanno profuso il massimo dello sforzo per garantire la sicurezza sia in termini di dotazioni (banchi separati, mascherine) sia per arrivare a protocolli condivisi per gestire al meglio eventuali casi di contagio. Senza contare l’attenzione massima per i trasporti che dovranno sostenere un numero elevatissimo di passeggeri tra studenti e operatori».



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