BOLLETTINO LOMBARDIA 6 APRILE/ Diretta video conferenza stampa: +1089 casi 297 morti

- Silvana Palazzo

Bollettino Lombardia coronavirus 6 aprile e conferenza stampa in diretta video streaming: +1089 casi 297 morti, dati e aggiornamenti su epidemia dell’assessore al Welfare Giulio Gallera

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Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia
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La conferenza stampa di oggi della Regione Lombardia è cominciata con i messaggi di ringraziamento di alcuni sindaci che hanno ricevuto le prime forniture di mascherine per l’emergenza coronavirus. I primi tre milioni sono stati infatti già distribuiti, ma il lavoro è in progressione. Si passa poi ai numeri: «La situazione è in miglioramento, anche se lento. Sono confortanti anche i dati di Milano. Li raccogliamo con soddisfazione, ma ricordando che non possiamo abbassare la guardia. Lo sforzo sta producendo dei risultati. Prepariamoci ad una Pasqua diversa, restando a casa», ha dichiarato l’assessore al Welfare Giulio Gallera. Il numero dei positivi è di 51.534, quindi l’incremento è inferiore rispetto a ieri: +1.089. In terapia intensiva ci sono più 26 persone (totale 1.343), ma calano i ricoverati non in terapia intensiva: -95 (totale 11.914). «Non c’è più una pressione importante», ha spiegato Gallera. I morti sono 297, per un totale di 9.202. La crescita c’è, ma per fortuna è contenuta. I dimessi sono 29.075, +851 rispetto a ieri. Di questi 13.863 con passaggio in ospedale (+437) e 15.212 senza alcun passaggio (+414).

Il bollettino della Regione Lombardia a livello provinciale conferma che la situazione è sotto controllo: a Milano ci sono 308 nuovi casi, per un totale di 11.538. «Sulle grandi città i numeri di crescita sono bassi, ma non c’è un crollo, quindi l’attenzione deve restare alta». A Bergamo ci sono 9.815 casi (+103), a Brescia 9.477 (+137), a Monza +111 per un totale di 3.157.

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BOLLETTINO LOMBARDIA: IL REBUS MILANO

I dati del coronavirus in Lombardia sono confortanti, ma preoccupano i numeri di Milano. Questo in sintesi quanto emerso dal bollettino di ieri della Regione Lombardia fornito dall’assessore al Welfare Giulio Gallera in conferenza stampa. Oggi è previsto un nuovo appuntamento per aggiornare i dati finora raccolti. Verrà trasmesso in diretta video streaming sui canali social della Regione Lombardia, in particolare sul suo canale YouTube e sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie Online. Per ora i dati a disposizione vedono i casi positivi a 49.118, 8.905 i morti e i guariti/dimessi a 28.224. I ricoveri in ospedale sono 12.009, in terapia intensiva ci sono invece 1.317 persone. La provincia più colpita, dicevamo, è quella di Milano: i casi sono passati a quota 11.230, c’è stata infatti una crescita di 411 contagiati. A seguire Brescia (9.340, +160), Bergamo (9.712, +124), Cremona (4.233, +79), Monza (3.046, +2.935). Invece Milano città registra 4.333 casi, quindi c’è stato un incremento di 171 casi.

BOLLETTINO LOMBARDIA: FONTANA E LE MASCHERINE

L’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ieri ha parlato anche dell’iniziativa regionale sulle mascherine, tema che in serata è stato affrontato anche dal governatore Attilio Fontana. «Credo che la mascherina sia la soluzione migliore, ridurrebbe il rischio del contagio del 95 per cento. Senza mascherina la percentuale è inferiore. Questa è una idea che hanno avuto anche altri Paesi. Sono tanti i medici che lo dicono», ha dichiarato a “Live Non è la D’Urso”. Questa la ragione per la quale con un’ordinanza ha introdotto l’obbligatorietà di coprirsi naso e bocca per proteggersi dal coronavirus. «Iniziamo anche un’operazione di distribuzione delle mascherine. Le lasceremo nelle farmacie e negli esercizi commerciali per abituare la gente ad usarle. Presto con una fornitura costante potranno servirsi. Ora le regaliamo, poi le venderemo a prezzo di costo più una percentuale per il negoziante». Non è mancata una piccola polemica riguardo la procedura di certificazione dell’azienda che le produce: «La procedura abbreviata che è stata studiata ha comportato un tempo maggiore di conclusione rispetto a quella ordinaria. C’era una buona fede del governo per accelerare i tempi, ma i burocrati sono più bravi dei politici».

IL BOLLETTINO DI IERI DELLA REGIONE LOMBARDIA



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