Nicol Delago/ La nuova stella dello sci si racconta (esclusiva)

Nicol Delago: intervista esclusiva alla stella nascente della nostra nazionale di sci, dopo le finali di Coppa del Mondo ad Andorra per le velociste.

15.03.2019, agg. alle 17:51 - int. Nicol Delago
nicol delago lapresse
Nicol Delago (LaPresse)

Nel cuore delle Finali ad Andorra per la Coppa del mondo di Sci e nello squadrone azzurro, pronto a coprirsi di gloria, chiaramente troviamo Nicol Delago, stella nascente della nostra nazionale. Di certo ci attendiamo molto dalla bolzanina, specie dopo le belle cose fatte vedere in questa stagione: dal secondo gradino del podio nella Discesa in Val Gardena fino al sesto posto nella Discesa ai Mondiali di Are di poche settimane fa. Insomma Nicol Delago è davvero una promessa dello sci italiano che ha già confermato tutto il suo valore, tutte le sue grandi qualità tecniche di specialista della velocità. Abbiamo sentito proprio lei nella settimana delle Finali della Coppa del Mondo ad Andorra: eccola in questa intervista esclusiva a ilsussidiario.net.

Nicol un secondo posto nella discesa alla mitica Saslong: cosa hai provato dopo questo risultato? È stata una giornata indimenticabile e andando avanti, me ne rendo conto sempre di più. Da bambina sognavo di poter gareggiare in Coppa del Mondo e poterlo fare sulle piste di casa, dove ho imparato a sciare è stato davvero tutto per me. Per di più, riuscire a fare il primo podio, proprio a casa, davanti alla mia famiglia e a chi mi ha fatto crescere negli anni è davvero stato emozionante.

Che bilancio fai della tua stagione? Sono molto contenta della progressione e del percorso che ho intrapreso quest’anno. Credo di aver fatto un passo avanti verso la giusta direzione, anche se di passi ne vorrò fare ancora tanti. E’ importante però consolidare tutto ed essere pazienti. Il mio obiettivo era la discesa e sono contenta dei risultati raggiunti, anche se sono stata poco costante sbagliando troppo spesso. Ma so che questi errori mi stanno aiutando a crescere.

In particolare sei soddisfatta del sesto posto ai Mondiali in discesa? Sono molto contenta del risultato, anche se ai mondiali contano solo le medaglie. Dopo prove difficili sono riuscita a interpretare meglio la discesa nel giorno della gara, anche se si poteva fare di più. 13/100 da una medaglia alla fine sono pochi, però mi motivano ancora di più a migliorare e a curare i particolari che questa volta sono mancati.

Cosa ti attendi dalle prossime stagioni? Voglio rimanere serena e tranquilla proseguendo per questa strada. Continuando a crescere e a fare un passo alla volta per riuscire a dare più continuità alla discesa in se ma anche alla stagione intera. Sicuramente l’obbiettivo principale rimarrà la discesa, però voglio migliorare anche in SuperG e cercare la mia miglior prestazione personale in ogni gara indipendentemente dal risultato.

Quali atlete in discesa credi possano essere le tue maggiori rivali nei prossimi anni? Credo che noi del ’96 siamo una bellissima annata, con tante atlete di grande potenziale, Grenier, Weidle, Ortlieb…

Cosa pensi delle discesiste italiane? Penso che l’Italia abbia una squadra molto forte con delle grandissime campionesse che hanno già raggiunto parecchio. Hanno tutte tanta esperienza e io sto imparando tanto da loro, sono un bel traino e anche negli ultimi anni mi hanno aiutato molto a crescere. Mi è dispiaciuto tanto che si siano infortunate Hannah Schnarf e Elena Fanchini: loro sin da quando sono entrata in squadra mi hanno sempre accolto benissimo.

E di Sofia Goggia? Beh Sofia Goggia nonostante la sua giovane età, nonostante tutti gli infortuni ha già raggiunto veramente tanto. È una grande lavoratrice, molto ambiziosa e sicura di se stessa.

Come vedi la nazionale italiana di sci femminile per i prossimi anni? Che bilancio fare su questa stagione e quali atlete credi possano crescere ancora di più? Nella nostra squadra ci sono tante atlete forti e di grande esperienza, che sono d’esempio per le giovani. Potere allenarsi con atlete che dominano in Coppa del mondo è un vantaggio enorme ed aiuta un’intera squadra a crescere e a rendere competitive più atlete. Mi auguro che arrivi ancora qualche giovane e sopratutto che tornino presto quelle infortunate.

Vuoi mandare un messaggio a Elena Fanchini? Elena è una grande guerriera, ha superato tanti infortuni e anche una grave malattia senza mai lamentarsi o senza mai mostrare al di fuori il suo male , ha sempre affrontato tutto con serenità e con il sorriso.

Come vedi il palcoscenico dello sci mondiale attuale femminile? Mikaela Shiffrin resta inarrivabile o qualche atleta azzurra potrà strapparle la Coppa del Mondo nei prossimi anni? Mikaela Shiffrin è una fuoriclasse ed ha dominato le ultime stagioni: è cresciuta anno dopo anno aggiungendo sempre un’altra disciplina. Si gioca la coppetta in tre specialità molto diverse, e ciò dimostra che è veramente organizzata benissimo, fa tutto giusto nel momento giusto, non lascia niente al caso, tutto è programmato al meglio.

Sofia Goggia potrebbe stapparle la Coppa del Mondo? Sì io credo che Sofia Goggia potrebbe andarci vicino. Anche se, ora come ora, secondo me è più difficile per una velocista riuscire ad arrivare alla coppa Generale. Considerando che, ad esempio, quest’anno le slalomiste oltre ai 9 slalom hanno disputato anche i paralleli, le velociste a causa di maltempo hanno fatto tre gare in meno.

Un tuo pensiero su Lindsey Vonn. Sì, Lindsey Vonn ha fatto una carriera straordinaria. Io l’ho sempre tifata dal divano, davanti alla TV quando ancora si chiamava Lindsey Kildow. Poter gareggiare in questi ultimi anni assieme a lei per me è stato un onore. L’ammiro sicuramente tanto dal punto di vista sciistico ma forse quello che mi ha colpito di più è il suo lato umano. Con tutto quello che ha vinto, è sempre stata molto umile, una persona così “normale” con i piedi per terra e brava con tutte.

L’Alto Adige terrà di grandi discesisti, cosa pensi delle loro imprese? Sono sempre stati tanto forti e lo sono tuttora. Io ammiro tantissimo Dominik Paris, è un grande personaggio, molto simpatico e si è meritato la vittoria di una coppetta quest’anno.

Nicol Delago erede di Isolde Kostner? Isolde è stata grandissima, ha vinto davvero tanto ed è tuttora un grande esempio. Io però voglio andare per la mia strada e cercare di dare sempre il meglio di me.

Ci puoi raccontare i tuoi primi passi verso lo sci? Ho iniziato a sciare all’età di due anni, qui in Val Gardena assieme a mio papa. Lui è un grande appassionato dello sci e mi ha sin da subito trasmesso questa passione. Sono cresciuta nella Scuola Sci di Selva e poi nello Sci Club Gardena al quale devo tanto, mi hanno sempre permesso di allenarmi al meglio investendo tanto sui giovani. Mi ha sempre ispirato la discesa e la velocità, alla mia prima gara difatti ero scesa dritta per dritta senza nemmeno fare le porte.

Ci puoi raccontare qualcosa sulla tua esperienza olimpica? È stata un’esperienza molto bella, anche se mi è dispiaciuto tanto essere in qualifica con Hanna Schnarf, proprio con lei che mi ha sempre aiutato tanto. Era il mio primo grande evento, ho cercato di rimanere concentrata su me stessa e su quello che volevo fare, purtroppo ho sbagliato su un dosso, però è stata una lezione che mi ha aiutato a maturare quest’anno.

Come è la tua preparazione fisica? Come ti alleni per andare forte in discesa, utilizzi anche training o altre metodologie? Secondo me la preparazione fisica è fondamentale. Cerco di investire tanto e di curare bene questa parte. Punto molto sulla qualità, perché secondo me non importa, quanto fai ma come lo fai. Siamo tutti diversi e perciò necessitiamo allenamenti e programmi personali, che come primo ottimizzano i nostri punti di forza e portino a migliorare quelli di debolezza, perché infine noi vinciamo grazie ai nostri punti di forza. Vorrei ringraziare molto il mio preparatore atletico di casa Gunther Taschler, che ormai da anni mi ha aiutato a proseguire sulla giusta strada, programmando sempre tutto al meglio e curando anche i piccoli dettagli.

Come definiresti lo stile di sci di Nicol Delago? Secondo me ho una sciata abbastanza istintiva. Sicuramente sento un po’ più miei i tratti di scorrevolezza mentre voglio migliorare ancora tecnicamente. Soprattutto tatticamente devo ancora imparare molto.

Quanto sei legata all’Alto Adige? Mi credo molto fortunata potere vivere in questa provncia, su queste montagne e su queste piste che mi hanno sempre permesso di vivere al meglio il mio sogno. Torno sempre molto volentieri a casa, anche se solo per poco tempo, un Kaiserschmarren o un bel piatto di canederli ci stanno sempre.

Ci puoi raccontare come è la Nicol fuori dal mondo degli sci, quali sono le tue passioni e i tuoi hobbies? Sono molto legata alla natura, mi piace andare in montagna, in bici e a passeggiare soprattutto se accompagnata dal mio cane Mika. Ascolto molto volentieri la musica, gioco volentieri a carte e sto tanto con i miei amici. Di carattere sono molto sensibile, un po’ testona e poco equilibrata.

Cosa prometti a tutti i tifosi che ti seguono? Prometto di continuare a lavorare tanto, di dare sempre il meglio, di farvi divertire ed emozionare e di trasmettervi anche solo un pizzico di questa pazzia che ho in me.

 

(Franco Vittadini – Mauro Mantegazza)

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