UDINESE-YOUNG BOYS/ Pizzul: il girone è equilibrato, serve una vittoria (esclusiva)

BRUNO PIZZUL presenta in esclusiva Udinese-Young Boys: i friulani hanno bisogno di una vittoria sugli svizzeri per avvicinare la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League.

08.11.2012 - int. Bruno Pizzul
UdineseYoungBoys
Foto Infophoto

Un’Europa League ancora tutta da giocare. Bisognerà rifarsi della sconfitta di Berna per 3-1. Nel terzo turno di questo girone dove è impegnata l’Udinese, la formazione friulana è uscita sconfitta con questo punteggio contro la squadra svizzera dello Young Boys. Ora ci vorrebbe un successo per guadagnare punti preziosi per la qualificazione al prossimo turno di questa competizione. E’ nelle possibilità della squadra diretta da Francesco Guidolin, che potrebbe anche approfittare dello scontro diretto tra il Liverpool e l’Anzhi. Insomma la situazione non è del tutto negativa, nonostante gli alti e bassi a cui ci hanno abituato i bianconeri friulani in questo inizio di stagione. Ci sono gli infortunati, un gioco non ancora al livello delle scorse stagioni, alcuni calciatori nuovi che non si sono ancora inseriti al meglio, ma l’Udinese parte favorita contro lo Young Boys, se non altro per il divario tecnico esistente tra le due formazioni. Per parlare di quest’incontro abbiamo sentito Bruno Pizzul. Eccolo in questa intervista esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net.

Udinese-Young Boys che partita sarà? Sarà una partita che l’Udinese dovrà vincere per forza, per sperare ancora nella qualificazione al prossimo turno.

Una squadra friulana non all’altezza delle altre stagioni, ma che comunque ha sempre 14 punti in campionato… Sì, l’Udinese non sta facendo poi così male; e bisogna ricordare che due anni fa era partita peggio in campionato, aveva raccolto 1 punto in 6 incontri, e alla fine della stagione si era qualificata per i preliminari di Champions League. Ora sta anche pagando il fatto che mancano diversi giocatori, ha diversi infortuni.

Quindi l’obiettivo per questa stagione quale potrebbe essere? Quello di raggiungere una salvezza tranquilla, magari di ottenere un posto in Europa League, di disputare un buon campionato. In fondo l’Udinese ogni stagione vende i suoi giocatori migliori e ha la capacità di rimpiazzarli con calciatori sconosciuti sempre di buon valore tecnico. I tifosi ogni tanto si lamentano per tutto questo, ma poi capiscono le decisioni della società, che mantiene l’Udinese sempre ad ottimi livelli calcistici.

Una società modello, esempio di come gestire e programmare un club calcistico? C’è un’ottima organizzazione, una rete molto valida di osservatori che consente all’Udinese di essere sempre in serie A e fare spesso ottime cose, grazie anche alla presidenza Pozzo. Non è cosa da poco per una città di 100.000 abitanti.

A livello tecnico l’Udinese dipende spesso dal suo miglior giocatore, forse è DiNatale-dipendente? Già, forse questo dovrebbe essere evitato, alla lunga può costituire un limite.

Intanto il girone di Europa League è equilibrato e può succedere di tutto… Sì, è un girone equilibrato; ma serve la vittoria, per poter sperare ancora nella qualificazione e prendere punti importanti.

Ci sarà da fermare Bobadilla, il protagonista della partita d’andata: secondo lei è un giocatore pronto per il campionato italiano? 

E’ forte, ma ormai è difficile che i giocatori di buon livello tecnico vengano a giocare in Italia. Bisogna ammettere che il nostro campionato è sceso verso il basso. Non è così scontato che i migliori calciatori vengano da noi, per tanti problemi, ingaggi più bassi rispetto all’estero, qualità delle squadre minore, situazione del calcio italiano complicata, a cominciare dagli stadi troppo vecchi.

Qual è il suo pronostico per Udinese-Young Boys? Credo che l’Udinese abbia tutte le possibilità per vincere.

Com’è il suo “rapporto” con l’Udinese? Non sono tifoso, seguo il calcio più come appassionato, l’ho vissuto come giocatore professionista, poi come telecronista e giornalista. Certo l’Udinese è la squadra della mia terra d’origine, quindi un po’ di simpatia c’è per questa squadra.

 

(Franco Vittadini)

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