JUVENTUS-NORDSJAELLAND/ Chirico: attaccanti in crisi? Si allenino anche di notte… (esclusiva)

MARCELLO CHIRICO ci parla di Juventus-Nordsjaelland, quarta partita del girone di Champions League, in rapporto al momento non brillante della formazione bianconera.

07.11.2012 - int. Marcello Chirico
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Antonio Conte, coinvolto nello scandalo Calcioscommesse Cremona (Infophoto)

Partita sulla carta facile, ma decisiva per il cammino in Champions League dei bianconeri: questa sarà – in estrema sintesi- Juventus-Nordsjaelland, che si disputerà questa sera a Torino. Dopo tre pareggi consecutivi, la squadra di Antonio Conte ha a disposizione un solo risultato per continuare a lottare per la qualificazione agli ottavi di finale: la vittoria. Meglio ancora, una vittoria convincente anche sul piano del gioco, per risollevare una squadra che non sta vivendo un grande momento di forma, come testimoniano la dolorosa sconfitta di sabato scorso contro l’Inter, ma anche le precedenti prestazioni, mai convincenti anche quando si sono concluse con un successo. Urge ritrovare i gol degli attaccanti, punto debole dei campioni d’Italia in questa prima parte di stagione. Ne abbiamo parlato con il noto opinionista di TeleLombardia Marcello Chirico, in questa intervista esclusiva per IlSussidiario.net.

Come arriva la Juventus a questa partita? Il momento non è dei migliori… Spero che ci arrivi con la mente libera dall’angosciante sconfitta contro l’Inter, la cosa peggiore che possa succedere (parlando da tifoso): non ce la aspettavamo, ed è stata bruciante, brutta, difficile da digerire. Spero quindi che i giocatori abbiano ‘resettato’ la testa, non ci pensino più, e che abbiano riacquistato anche un po’ di brillantezza fisica. Nel secondo tempo non c’eravamo né con le gambe né con la testa: la Juventus è un’altra cosa da quella che abbiamo visto sabato.

Il problema è più fisico o mentale? Mi auguro che Antonio Conte riesca a ricreare lo spirito affamato e combattivo della scorsa stagione, possibilmente già prima del suo ritorno in panchina. La più grossa differenza è questa: i giocatori si sono montati la testa, pensando di essere ormai invincibili, e che tutto gli fosse dovuto. Non è così: bisogna tornare con i piedi per terra, magari con i discorsi ‘alla Al Pacino’ del mister.

La sconfitta contro l’Inter può essere salutare in questo senso? Se serve da lezione, sì. Ci ha riportato sulla terra, ci ha fatto capire che – pur essendo una ottima squadra – non tutti i giocatori della Juventus sono dei fenomeni. Ognuno di loro deve essere conscio dei propri limiti, non esaltarsi e lavorare con umiltà, che è il cemento di ogni vittoria. Questa era la forza dell’anno scorso, e speriamo che la sconfitta contro i rivali per eccellenza serva a ritrovare la compattezza, la voglia e la concentrazione della scorsa stagione.

Questi sono i requisiti fondamentali anche contro il Nordsjaelland, partita facile ma decisiva?

Il Nordsjaelland è una squadra di basso livello, al di là dell’impresa all’andata. Quindi la Juventus dovrebbe stravincere oggi, anche per scacciare i cattivi pensieri. Fondamentale è vincere, per la classifica del gruppo, ma sarebbe molto importante farlo in modo convincente per ritrovare le caratteristiche che ci hanno resi forti. Anche se è il Nordsjaelland, bisognerà affrontarlo come se avessimo davanti il Real Madrid…

Alessio ha annunciato che Matri sarà titolare. Cosa ne pensa? Matri è un buon attaccante, spero che giochi con serenità, non come all’andata. Probabilmente non ha soddisfatto del tutto le richieste di Conte, ma di certo è bravo a fare il centravanti, e i gol li sa fare. Non gioca con continuità, ma ora si deve liberare dai pensieri: gli attaccanti che giocheranno devono segnare, sfruttando la chance che hanno. Non sono dei brocchi, devono scuotersi ed uscire dal tunnel in cui sembrano essere entrati.

Quindi quello dell’attacco è un problema soprattutto psicologico? Diciamoci la verità: l’attacco della Juventus è un buon reparto, ma non è formato da top player. Ha dei limiti, e rispetto all’anno scorso non c’è più l’unico campione che avevamo, cioè Del Piero. Ora il migliore è Vucinic, tutti gli altri più o meno si equivalgono. L’importante è che diano un segnale, anche perchè penso che andremo avanti così fino alla fine della stagione.

Nessun acquisto in vista a gennaio, secondo lei? Sarebbe stupido spendere milioni per Llorente, che può arrivare gratis a giugno. Se si volevano spendere soldi, allora bisognava prendere Van Persie. Comunque, sono sicuro che Marotta non farà passare un’altra estate senza acquistare un grande attaccante. In questa stagione, dobbiamo fare di necessità virtù, senza affidarsi sempre ai centrocampisti. O magari riprendere Trezeguet a gennaio…

Cosa dovrebbero fare gli attaccanti per migliorare il loro rendimento? Allenarsi anche di notte, senza pensare alle Veline… Non saranno dei top player, ma la porta sanno come è fatta. Gente come Matri, Quagliarella o Giovinco – che a Parma segnava tantissimo – devono fare di tutto per ritrovare la via della porta…

 

(Mauro Mantegazza)

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