DIMISSIONI CONTE E CONSULTAZIONI/ Diretta crisi Governo: mosse dei partiti al Colle

- Niccolò Magnani

Dimissioni di Conte in Cdm e al Quirinale: crisi di Governo ufficiale. Ultime notizie in diretta, ora cosa succede, tutti gli scenari. Domani consultazioni in streaming al Colle

Conte e Mattarella
Premier Giuseppe Conte e Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (LaPresse)

Il Centrodestra ha prodotto una nota al termine del vertice convocato d’urgenza in vista delle consultazioni domani al Quirinale: «Nel corso del vertice, il centrodestra ha ribadito la necessità che l’Italia abbia in tempi rapidi un governo con una base parlamentare solida, una forte legittimazione e non, invece, un esecutivo con una maggioranza raccogliticcia. La coalizione è pronta a sostenere in Parlamento tutti i provvedimenti a favore degli italiani, a partire dai ristori e dalla proroga del blocco delle cartelle esattoriali».

A differenza di quanto emerso stamane, il Centrodestra si presenterà unito all’appuntamento con il Capo dello Stato dopo le dimissioni del Premier Conte: «Lega, FI, FdI, Udc, Cambiamo!, Idea, Noi con l’Italia, abbiamo chiesto al Presidente di partecipare alle Consultazioni con una delegazione unitaria […] Ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato». Italia Viva invece non farà nomi o veti al Presidente, ribadendo la necessità di tornare al dialogo costruttivo sui temi e le riforme da approntare: lo ha detto Ivan Scalfarotto a “Tagadà” su La7, «chiederemo un governo all’altezza». Nel frattempo, mentre impazzano le ipotesi e i “toto-Premier” con relativi ministri, dal Parlamento giunge notizia della prossima costituzione di un nuovo gruppo al Senato che comprende Maie (Italiani all’estero) e Centro Democratico (Tabacci): la conferma arriva dall’ex M5s Gregorio De Falco che avrebbe richiesto di aderire al gruppo ancora senza un nome ufficiale. Lo stesso ex comandante aveva già votato la fiducia a Conte la scorsa settimana, dunque non rientra nei “nuovi responsabili” ricercati dalla maggioranza per formare il Conte-ter.

CONSULTAZIONI NUOVO GOVERNO DOMANI AL QUIRINALE

Il segretario generale del Quirinale Bruno Zampetti ha letto poco prima delle ore 13 il comunicato ufficiale sulla crisi di Governo, al termine del colloquio Conte-Mattarella: «Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti».

Il Colle ha fatto sapere che le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio ma in modalità collegamento streaming per l’emergenza Covid-19: il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa. Nel frattempo viene deciso lo stop attività alla Camera, ammesso solo l’esame del Recovery Plan nelle commissioni; identica decisione verrà preso dal Senato, in audizione con la capigruppo dopo le ore 15. I partiti ora discutono sulla strategia da proporre al Colle, con una crisi di Governo a tutti gli effetti che non prevede il Conte-ter come unico possibile “sbocco” per chiudere l’emergenza politica nata dalle dimissioni di Italia Viva: secondo quanto riportato dalle agenzie, il Centrodestra si presenterà in forma separata con i gruppi che singolarmente parteciperanno al colloquio in streaming con Mattarella. Al netto di ciò, Salvini ha già fatto sapere che su una cosa la coalizione è compatta: «niente Conte-ter». Si discute dunque di Elezioni anticipate (scelte da Salvini e Meloni) e Governo di unità nazionale (Berlusconi, Toti, Lupi e Udc). Nell’ultimo Cdm da Premier dimissionario, Conte ha ricevuto il sostegno dei tre capidelegazione Franceschini (Pd), Bonafede (M5s) e Speranza (LeU).

L’AGENDA DELLA CRISI DI OGGI

Dalle ore 12 è atteso il Premier Conte al Quirinale per formalizzare le dimissioni annunciate nel Cdm di stamane: si tratta a questo punto di una crisi di Governo “al buio”, senza ‘pilotaggi’ o ‘pre-incarichi’ ma con tutte le opzioni possibili sul tavolo del Presidente della Repubblica. L’agenda di oggi dovrebbe prevedere dopo le dimissioni formali tra le 12 e le 12.30, la visita di Conte dai Presidenti delle Camere Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati: alle 12.30 la Capigruppo della Camera è convocata per capire come si evolveranno i lavori parlamentari, tecnicamente fermi fino a nuovo Governo.

Alle 14 ci sarà un nuovo vertice del Centrodestra per stabilire le posizioni da porre domani alle Consultazioni al Quirinale, mentre alle 22.30 è confermata l’assemblea dei parlamentari di Italia Viva. Nel frattempo, fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che non dovrebbe tenersi una conferenza stampa del Presidente dimissionario bensì è in preparazione un video messaggio o una breve dichiarazione da rilanciare sui social una volta concluso il vertice al Quirinale per le dimissioni.

CDM CONCLUSO: CONTE SI È DIMESSO

È terminato attorno alle ore 10 il Consiglio dei ministri dove Conte ha rassegnato ufficialmente le dimissioni da Presidente del Consiglio: «Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme», è il messaggio dato da Conte ai propri Ministri secondo quanto filtrato da Palazzo Chigi. L’auto presidenziale si è diretta pochi istanti fa al Quirinale dove avverrà l’incontro decisivo con il Capo dello Stato per capire cosa potrà accadere dopo le dimissioni formali appena presentate.

Come ultimo atto del Governo Conte-2 in CdM è stato approvato il Decreto Cio sull’autonomia del CONI: il passaggio divenuto obbligato nelle ultime ore per evitare che l’Italia si presentasse alle prossime Olimpiadi di Tokyo senza tricolore e inno di Mameli. Viene di fatto “scoperchiata” la riforma dello sport del Ministro Spadafora dopo le forti contestazioni del Comitato Olimpico Internazionale sul legame tra CONI e Stato italiano.

È INIZIATO IL CDM A P. CHIGI

È iniziato alle ore 9.30 il Consiglio dei Ministri numero 94, l’ultimo del Governo Conte-bis, non per forza l’ultimo per il Premier Giuseppe Conte: la piena conferma delle dimissioni arriva dallo stesso portale del Governo, «In corso la riunione del Consiglio dei Ministri nel corso della quale il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, comunicherà ai ministri la volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni. A seguire, il Presidente Conte si recherà dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».

Sarà dunque il Colle a definire lo scenario della crisi di Governo formalizzata 13 giorni dopo il vertice al Quirinale tra Conte e Mattarella dove il Premier venne “incalzato” sul risolvere in breve e con una maggioranza solida la crisi: da mercoledì pomeriggio dovrebbero scattare le consultazioni (qui tutti i passaggi formali necessari nei prossimi giorni, ndr) per poter sciogliere in pochissimo tempo le riserve su cosa accadrà dopo il Governo Conte-2. Gli scenari rimangono gli stessi: Conte-ter (con centristi, europeisti e “volenterosi” al posto di Italia Viva); nuova maggioranza di Centrosinistra, con rientro di Renzi e nuovo Premier; Governo tecnico-istituzionale per affrontare il nodo del Recovery Fund. Se però le tre strade dovessero essere impraticabili per Mattarella, allora il ritorno alle urne in giugno sarebbe la strada obbligata per ristabilire al Paese un Governo con piena legittimità e governabilità (con l’incognita però della legge elettorale da ultimare).

CONVOCATO IL CDM ALLE ORE 9

È stato convocato per questa mattina alle ore 9 il CdM nel corso del quale il Premier Giuseppe Conte comunicherà ai Ministri la volontà di recarsi al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni. Alla fine la crisi di Governo ha preso la direzione ‘accelerata’ nelle ultime ore per l’estrema fragilità dei numeri al Senato in vista del delicatissimo passaggio in Parlamento della relazione sulla Giustizia del Ministro Alfonso Bonafede: Pd e M5s hanno consigliato Palazzo Chigi di prendere la via delle dimissioni per poter ottenere subito dopo dal Colle un nuovo incarico per il Conte-ter.

«Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata. Un passaggio necessario all’allargamento della maggioranza. Noi restiamo al fianco di Conte, continueremo a coltivare esclusivamente l’interesse dei cittadini, puntiamo a uscire nel più breve tempo possibile da questa situazione di incertezza che non aiuta. Dobbiamo correre sul Recovery, seguire il piano vaccinazioni, procedere immediatamente ai ristori per le aziende più danneggiate dalla pandemia. Il MoVimento c’è, ed è pronto a fare la sua parte» hanno spigato i capigruppo di Camera e Senato, Davide Crippa e Ettore Licheri. Dal Pd invece il segretario Zingaretti ha ribadito la linea assieme al vice Orlando e al “ideologo” Bettini: «La scelta di Italia Viva rischia di portare a elezioni anticipate. Per evitarle il Pd sta lavorando per garantire una base parlamentare ampia, europeista e con un programma autorevole. Un governo per affrontare Covid, campagna vaccinale e stagione investimenti Recovery Plan».

CRISI DI GOVERNO: TUTTI GLI SCENARI

Nel Consiglio dei Ministri di questa mattina, oltre a presentare le dimissioni del Premier, si dovrà con ogni probabilità discutere della riforma dello Sport dopo la ‘minaccia’ del CIO in merito all’esclusione del simbolo italiano dalle Olimpiadi. Dopo aver però diramato gli ultimi provvedimenti pratici, il prosieguo della giornata verrà dedicato quasi unicamente alla crisi di Governo questa volta ufficializzata: Conte è tentato dalla “prova di forza” in Parlamento contro renziani e opposizioni in difesa di Bonafede, ma stavolta i numeri potrebbero mancare: per questo motivo Pd, M5s, responsabili e “pontieri” di Italia Viva consigliano la via delle dimissioni e la strada del Conte-ter con un rimpasto sostanzioso che potrebbe vedere ‘sacrificabili’ pezzi eccellenti dell’attuale maggioranza, a partire proprio dallo stesso Guardasigilli (Orlando al suo posto?, ndr).

UNITÀ NAZIONALE: C’È ANCORA MARGINE?

L’unica vera alternativa al Conte-ter resta alla fine il Governo di unità nazionale, progetto a cui lavora Forza Italia e parte del Centrodestra (oltre allo stesso Matteo Renzi): «La strada maestra è una sola: rimettere alla saggezza politica e all’autorevolezza istituzionale del Capo dello Stato – ha detto ieri Silvio Berlusconidi indicare la soluzione della crisi, attraverso un nuovo governo che rappresenti l’unità sostanziale del Paese in un momento di emergenza oppure restituire la parola agli italiani». Matteo Salvini invece, assieme all’altra alleata del FdI Giorgia Meloni, punta dritto per le Elezioni anticipate: «Si parla di dimissioni di Conte? Avrebbe già dovuto darle. C’è un piano vaccinale fermo, le scuole sono aperte in una città sì e una no, ci sono due milioni di posti di lavoro a rischio, e noi stiamo in ballo sugli umori di Conte, Di Maio, Zingaretti, e sulle trattative di Tabacci e Mastella. È irrispettoso, disgustoso, volgare, deprimente». La crisi è ancora molto “lunga” ma entra oggi nella sua fase quantomeno più ufficiale: la parola al Quirinale, con lo stesso Conte che da diversi retroscena viene descritto come tutt’altro che certo di riottenere subito l’incarico visti i numeri ancora fragili al Senato. Si lavora infatti per un clamoroso rientro di Renzi (o meglio, dei parlamentari di Italia Viva) in maggioranza: i pontieri sono al lavoro, con un filo sempre diretto con il Colle…

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