CHIARA APPENDINO/ “Pesce spada? L’ho mangiato a colazione per…” (#CR4, Chiambretti)

- Fabiola Iuliano

Chiara Appendino, ospite questa sera a #CR4 – La Repubblica delle Donne, ha chiesto il rito abbreviato per i fatti accaduti il 3 giugno 2017 a Piazza San Carlo

luca pasquaretta
M5s, Chiara Appendino (Facebook)

Sul palcoscenico de La Repubblica delle donne arriva il Ministro di Torino Chiara Appendino che parte sottolineando quanto questo lavoro le piaccia: “È un’esperienza straordinaria poter servire la propria città.” Quando Piero Chiambretti le sottolinea di elementi negativi del proprio partito con i quali sia lei che la Raggi hanno avuto a che fare, la Appendino dichiara “La cosa più difficile è scegliere le persone che ti stanno vicino e delegare è ancora più difficile. Quindi capita di scegliere le persone sbagliare”. In merito al paese invece dichiara “Io penso che il paese abbia bisogno di un governo e questo clima di campagna elettorale perenne non fa bene!” E sulla possibilità di fare il ministro “Prima c’è la città, penso prima a finire il mio compito qui poi si vedrà” ammette. Simpatico l’aneddoto sul pesce spada: “Io ho avuto una nonna che ha vissuto la seconda guerra mondiale. Io un giorno tornai a casa da scuola e trovai da mangiare il pesce spada che non mi piaceva. Mia mamma allora disse ‘o quello o niente’ e io niente. L’ho ritrovato poi a cena e ancora niente. L’ho poi ritrovato a colazione e l’ho mangiato”. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Chiara Appendino a La Repubblica delle donne

Chiara Appendino, attuale sindaco di Tornino, raggiungerà il salotto di #CR4 – La Repubblica delle Donne, per parlare del suo impegno politico e della passione calcistica che la lega alla Juventus. Le ultime ore, lo ricordiamo, sono state molto importanti per il Primo Cittadino del capoluogo piemontese, che all’udienza preliminare per la tragedia che si è consumata il 3 giugno 2007 in Piazza San Carlo, ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviato: “Con questa scelta è mia intenzione contribuire a favorire una più rapida conclusione del processo e la conseguente definizione delle responsabilità in sede giudiziaria”, ha detto la Appendino, così come riporta Sky Tg24. “Naturalmente – aggiunge la sindaca – sono convinta che qualunque sia l’esito in tribunale nulla potrà lenire il dolore di chi ha perso una persona cara e, per tutta la nostra comunità cittadina, niente riuscirà a cancellare definitivamente il ricordo di quella tragedia”.

Chiara Appendino: “ritengo importante che il giudizio…”

Nella tragica serata di Piazza San Carlo sono morte due persone e ne sono rimaste ferite oltre 1500; ed è a loro che Chiara Appendino rivolge il suo pensiero, alla luce del processo che dovrà ristabilire colpe e responsabilità: “per rispetto a coloro che sono state le vittime di quanto accaduto in piazza e, allo stesso modo, per rispetto a chi quella sera e nei giorni che l’hanno preceduta ha svolto compiti e ha avuto responsabilità nell’organizzazione di quell’evento, ritengo importante – spiega la Appendino – che il giudizio sulle responsabilità per me, che rivesto un ruolo pubblico, arrivi il prima possibile”. Anche altri imputati, fra i quali l’ex questore Angelo Sanna, avrebbero formulato la medesima richiesta. I reati a loro contestati sono di disastro, lesioni e omicidio colposo, anche se in una delle ultime udienze il pm Vincenzo Pacileo avrebbe aggiunto una nuova contestazione a carico della sindaca di Torino in merito a un’autorizzazione che sarebbe stata concessa – si legge su Il Fatto Quotidiano – senza il parere della Commissione di vigilanza.

“Torino indietro sull’integrazione”: Chiara Appendino risponde alle accuse di Eni Aluko

A un passo dalla sua ospitata a #CR4 – La Repubblica delle Donne, Chiara Appendino ha risposto a una piccola polemica scatenata negli ultimi giorni da Eni Aluko, ex calciatrice della JWomen che ha definito la città di Torino razzista. “Quando sono arrivata nell’estate del 2018, sono stata conquistata da un grande club e da un grande progetto”, ha scritto l’atleta in una lettera indirizzata al Guardian: “A volte Torino sembra un paio di decenni indietro sul tema integrazione. Sono stanca di entrare nei negozi e avere la sensazione che il titolare si aspetti che io rubi qualcosa”. Un clima irrespirabile, quello descritto da Eni Aluko, che si avvertirebbe sin dall’arrivo in aeroporto, dove ” i cani antidroga ti fiutano come se fossi Pablo Escobar”. Tuttavia, la replica del Primo Cittadino non si è fatta attendere: “Purtroppo, nel nostro Paese episodi di discriminazione sono tornati a diffondersi. Negli ultimi tempi qualcosa in Italia è cambiato”, si legge sul profilo social della Appendino. “Torino – aggiunge la sindaca – non è così. Ecco il motivo per cui vorrei dire a Eniola e a quanti, nel silenzio, hanno subìto episodi simili, che ad essere tornata venti anni indietro non è la Città, ma sono solo alcune persone. Che non rappresentano altro che loro stesse”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA