Conferenza stampa Conte, Decreto Coronavirus/ Di notte e con un giornalista: il video

- Niccolò Magnani

Conferenza stampa Conte sul Decreto Coronavirus alle 2.15 di notte e con una sola giornalista: il video, le misure e tutte le domande (insolute) della gente

Premier Conte
Conferenza stampa Premier Conte, emergenza coronavirus (LaPresse, 2020)

Il Decreto più importante della recente storia repubblicana – il Dpcm 8 marzo con le misure più drastiche contro il coronavirus che di fatto istituisce la chiusura di Lombardia e 14 provincie del Centro Nord – è stato dichiarato alle ore 2.15 nella conferenza stampa del Premier Conte in diretta video su YouTube e sugli account di Palazzo Chigi. Una sola giornalista in sala e le comunicazioni forse più importanti dell’intero periodo di emergenza Covid-19 dopo una giornata campale in cui la famosa “bozza del Decreto” è circolata in anteprima generando il panico nella popolazione del Nord Italia. Il Decreto è già attivo da oggi 8 marzo e specifica di «Evitare in modo assoluto ogni spostamento in Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Padova, Treviso, Venezia, Asti, Alessandria, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli»: i cittadini si stanno chiedendo cosa significhi quel tipo di vincolo e se da domani si potranno recare al lavoro se abitando ad esempio a Monza ma lavorano a Milano. Per il momento treni, aerei e pullman sono in regolare funzionamento e dunque non vi sono quei “controlli delle forze dell’ordine” invocati stanotte dal Premier Conte in conferenza stampa, ma potrebbero arrivare nelle prossime ore.

VIDEO CONFERENZA STAMPA CONTE: LE MISURE (E LE DOMANDE)

Con un collegamento “improvvisato” su Canale 5 e Rai News 24, la diretta della conferenza stampa è stata vista da un numero importante di persone ma non dalla stragrande maggioranza dei cittadini: una comunicazione del genere, in un momento così delicato e particolare nella piena lotta al coronavirus, era consigliabile avvenisse almeno nei Tg delle 20 per informare per bene i cittadini ma così non è successo. «Ci si muoverà solo per comprovate ragioni lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute. Fermo restando che è consentito il rientro presso il proprio domicilio o residenza per chi ne avesse necessità», questa è la parte del Decreto più ambigua e che sta scatenando domande su social, web e telefonate anche al 112 (oltre ad affollare le stazioni a Milano per fuggire dalla Lombardia). La sola giornalista in sala a Palazzo Chigi ha provato a rivolgere tutte le domande importanti che la gente vuole sapere ma tanto nel testo del Decreto quanto nelle risposte del Presidente del Consiglio, non vi sono arrivati chiarimenti inequivocabili. In attesa di risposte – come per esempio se ci saranno posti di blocco per controllare la non uscita da Lombardia e 14 provincie su aerei, treni, pullman e autostrade – va ricordato che in conferenza stampa Conte ha parlato anche di un secondo decreto valido sul resto del territorio italiano che impone «divieto di qualsiasi tipo di manifestazione che preveda affollamento di persone, sospendendo in tutto il Paese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati».



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