Bollettino coronavirus Protezione Civile/ Conferenza stampa 31 marzo: 12428 morti

- Niccolò Magnani

Bolletino coronavirus Protezione Civile 31 marzo, diretta video conferenza stampa Borrelli: 12428 morti (+837), 77635 contagi (+2107)

bollettino coronavirus protezione civile
Giuseppe Conte e Angelo Borrelli (Foto: LaPresse)
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I contagi calano ma in maniera molto meno veloce di quanto si poteva sperare con gli aggiornamenti di lunedì: l’ultimo bollettino coronavirus stilato dalla Protezione Civile e annunciato in conferenza stampa vede +837 morti (ieri erano stati 812), +2107 contagi (ieri erano 1648) e +1109 guariti (ma ieri erano state 1590). I dati sono dunque positivi ma non così “rapidi” come ci si aspettava e in controtendenza con la curva in discesa della giornata di lunedì: sul fronte di bilancio totale, il bollettino della Protezione Civile vede 77635 casi positivi di coronavirus al giorno d’oggi, 12428 morti e 15729 guariti con dunque nel totale dei casi dall’inizio dell’emergenza che tocca quota 105792 (aumento del 4% rispetto al giorno precedente).

«Bisogna seguire le indicazioni del Governo. Se vogliamo sconfiggere il virus dobbiamo tenere i corretti comportamenti e il distanziamento sociale» ha spiegato il Capo della Protezione Civile Borrelli in conferenza stampa, mentre a fianco a lui il medico del Policlinico Gemelli Roberto Bernabei ha fatto il punto sul rapporto tra decessi e malattie presenti «52% dei morti ha 3 patologie associate, 25% da 2 patologie, 21% ha 1 pattuglie, 2% non ha patologie. Ci sono 23 deceduti sotto i 40 anni, ma 15 hanno patologie associate: chi ha malattie è bene che le tratti al massimo dell’attenzione per ridurre i rischi».

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BOLLETTINI LOMBARDIA, TOSCANA E VENETO

In attesa del bollettino nazionale della Protezione Civile, come sempre in diretta dalle ore 18 con la conferenza stampa di Borrelli, i dati che arrivano dalle altre Regioni sono finalmente “positivi” in pianta stabile: calano i contagi dalla Lombardia al Veneto fino alla Toscana e anche il numero delle vittime – seppure ancora drammaticamente alto – inizia a calare rispetto agli aumenti degli scorsi giorni. Il bollettino della Lombardia (QUI LA NOTIZIA) recita +381 morti (ieri erano 456) e +1047 positivi (ieri il dato saliva di 1154), una curva in netto “miglioramento” rispetto solo a qualche giorno fa: i dati generali si aggiornano così con 7199 vittime lombarde e 43208 infettati dal coronavirus Covid-19 dall’inizio della pandemia.

In Veneto il Governatore Zaia ha letto nel bollettino aggiornato al 31 marzo (QUI LA NOTIZIA) che vi sono 12 nuovi decessi (448 totali) e +258 contagi sui 8159 totali, anche qui con una discesa della curva che seppur lenta si può osservare come trend. Da ultimo, in attesa dei dati completi e aggregati della Protezione Civile nazionale, la Regione Toscana vede frenare il Covid con 196 casi e 13 morti in più rispetto alla giornata precedente: restano 4.226 i contagiati attualmente positivi ma si ha il miglior dato di aumento percentuale dei contagi dall’inizio dell’emergenza, “solo” +4,4% rispetto al giorno precedente.

VERSO IL NUOVO BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE

Si attendono con forte ansia i nuovi dati che oggi la Protezione Civile diffonderà nel consueto bollettino delle ore 18 (rigorosa diretta video streaming su YouTube del Dipartimento Nazionale) – nella speranza che anche per oggi si possa esistere a quella frenata decisa dei contagi (ieri “solo” +1648) e che dunque faccia auspicare una fine non troppo lontana di quarantena e chiusura di quasi tutte le attività lavorative del Paese. I numeri del contagio diffusi ieri nella conferenza stampa del Commissario Borrelli raccontano una “doppia” velocità del coronavirus: da un lato i contagi che diminuiscono di giorno in giorno (bilancio totale è ora a 75528), dall’altro i decessi che purtroppo ancora ieri ha visto aumentare di 812 morti il bilancio già tremendo di 11591 vittime dall’inizio dell’epidemia Covid-19. Una curva scende, l’altra ci mette ancora tanto e resta un problema nazionale (ma è prevista dagli esperti in quanto ha bisogno di un arco temporale maggiore rispetto alla velocità dei contagi): i dati sui guariti parlano poi di 14620 persone dimesse/guarite (+1590, dato record dall’inizio del coronavirus in Italia) e +75 ricoverati in terapia intensiva sui 3981 attualmente in reparto.

L’aumento della curva è del 4,1% rispetto ai primi giorni quando la diffusione del contagio contava punte del 10-11%: la strada è quella buona ma non è il momento ora di “abbassare la guardia” come ribadito ieri dal presidente Css Locatelli «stiamo vedendo i risultati, non sarebbero avvenuti senza le misure di contenimento. Questa è la ragione per continuare a fare i sacrifici: quanto verranno prolungati lo decideranno Conte e CdM, proroga ci sarà, ma l’intervallo lo decideranno loro». Nella conferenza stampa del pomeriggio sarà poi l’occasione per approfondire i dati choc pubblicati stamani dallo studio Imperial College di Londra che parla di almeno «6 milioni di italiani contagiati dal Covid» contestando dunque i numeri del contagio diffusi fino ad oggi dalla Protezione Civile e dall’Iss (QUI LA NOTIZIA).

PROTEZIONE CIVILE, IL PUNTO DEL COMMISSARIO ARCURI

Fronte regionale, il bollettino coronavirus della Protezione Civile prima del 31 marzo vede 25.006 persone infette in Lombardia, 10.766 in Emilia-Romagna, 7.564 in Veneto, 7.655 in Piemonte, 3.251 nelle Marche, 4.050 in Toscana, 2.383 in Liguria, 2.497 nel Lazio, 1.739 in Campania, 1.357 nella Provincia autonoma di Trento, 1.585 in Puglia, 1.109 in Friuli Venezia Giulia, 1.098 nella Provincia autonoma di Bolzano, 1.408 in Sicilia, 1.169 in Abruzzo, 834 in Umbria, 518 in Valle d’Aosta, 622 in Sardegna, 602 in Calabria, 208 in Basilicata e 107 in Molise.

Stamattina dalla sede della Protezione Civile, il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri ha tenuto una conferenza stampa dove ha ribadito lo stato attuale degli acquisti e di dispositivi di protezione individuali diffusi in tutto il Paese: «Abbiamo attivato l’incentivo Cura Italia, con 50 milioni per chi vuole avviare la produzione nazionale di mascherine: in 10 giorni sono arrivate 350 proposte, e oggi sono state approvate le prime 14», spiega il n.1 di Invitalia. Sul tema delle mascherine ha poi aggiunto lo stesso Arcuri «Abbiamo acquisito 300 mln di mascherine che arriveranno progressivamente e verranno puntualmente distribuite con un criterio che abbiamo concordato con le regioni destinatarie. Già ieri è stata consegnata una quantità sufficiente di mascherine all’ordine nazionale dei medici».

IL BOLLETTINO DEL 30 MARZO



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