Crisi governo “Salvini inaffidabile”/ Grillo strizza l’occhio al Partito Democratico

- Carmine Massimo Balsamo

Crisi governo “Salvini inaffidabile”. Il Movimento 5 Stelle pensa ad un’alleanza con il Partito Democratico di Zingaretti

Di Maio e Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Lapresse)

E’ ormai accertata la crisi di governo, con la Lega che si è scissa dal Movimento 5 Stelle. Negli ultimi giorni sono piovuti scambi di accuse reciproche, per ultime quelle di Grillo e dell’intero M5s che ha parlato di Salvini come di persona “inaffidabile”, stando a quanto riferisce Il Messaggero. Ed ora si inizia a ragionare in ottica elezioni e si medita su possibili nuove alleanze. Secondo il ministro dell’interno i pentastellati starebbero guardando al nuovo Partito Democratico di Zingaretti in ottica tornata elettorale: «Non facciamoci fregare di nuovo da Salvini – avrebbe riferito l’inventore del Movimento, Beppe Grillo, sempre in base a quanto raccolto dal Messaggero – dopo pochi mesi ribalterebbe tutto. Proviamo con il Pd. La cosa più importante è isolare Salvini». Obiettivo, provare a dialogare con il Pd di Zingaretti, ma anche con quella parte dei Democratici che si rispecchia nell’editoriale di ieri di Romano Prodi, ex presidente e consiglio. Una spaccatura definitiva con il governo gialloverde che si avvia verso un triste epilogo che lascerà spazio a nuove elezioni. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CRISI GOVERNO “SALVINI INAFFIDABILE”

Dopo averlo bollato come “inaffidabile” e “non credibile”, Salvini prova a replicare a distanza – neanche tanto, dalla villa livornese del vertice M5s ci si sposta sulla Versiliana per il comizio del vicepremier – annunciando di non volersi dimettere e attaccando il Governo che potrebbe nascere “di palazzo” tra Pd e M5s. «I 5 stelle sono pronti ad andare con Renzi e la Boschi e sarei io l’inaffidabile? Siamo in mano a una trentina di renziani. Ho fatto venire a galla in questi giorni che per qualcuno la poltrona vale seimila volte di più della democrazia. Martedì ci sono all’ordine del giorno le comunicazioni del presidente del Consiglio. Le ascolterò e vediamo cosa dirà. La via maestra la valuta Mattarella ma sarebbe folle mandare al governo minoranze bocciate alle elezioni. Il governo degli sconfitti sarebbe una truffa» attacca il Ministro dell’Interno», attacca il Ministro dell’Interno. Dopo gli attacchi fatti però tanto dai leghisti quanto dallo stesso Salvini, interviene anche Di Maio che considera del tutto ufficiale la crisi di Governo gialloverde: «Le offese di Salvini al M5s e al sottoscritto? Sta inventando di tutto, è il senso di colpa di chi ha tradito e non sa come uscirne. Mi dispiace perché con tutte le contraddizioni di questi giorni inizio a pensare che abbia perso la testa». Subito dopo però il vicepremier M5s chiarisce, «nessuno dei Cinque Stelle si siederà mai al tavolo con Renzi». (agg. di Niccolò Magnani)

VERTICI M5S “SALVINI NON È PIÙ CREDIBILE”

L’esito del vertice del Movimento 5 Stelle ha doppia valenza: Di Maio si vede di nuovo “riaccerchiato” dalle altre anime forti del M5s per far quadrato nelle difficoltà e soprattutto la tesi per il Governo che ormai sembra chiara: la Lega resta fuori dopo la crisi aperta da Salvini prima di Ferragosto. «Tutti si sono ritrovati compatti nel definire Salvini un interlocutore non più credibile», si legge nella nota ufficiale diffusa poco fa dopo il vertice a Marina di Bibbiona con presenti anche i capigruppo Patuanelli e D’Uva oltre a Paola Taverna e Davide Casaleggio. I grillini imputano a Salvini di aver staccato la spina al Governo del cambiamento «l‘8 agosto tra un mojito e un tuffo. Poi questa vergognosa retromarcia in cui tenta di dettare condizioni senza alcuna credibilità, fanno di lui un interlocutore inaffidabile, dispiace per il gruppo parlamentare della Lega con cui è stato fatto un buon lavoro in questi 14 mesi». Per questo motivo, conclude la nota 5Stelle, martedì prossimo l’intero Movimento sarà in aula al Senato «a fianco del Presidente Conte». Il Governo gialloverde è ufficialmente caduto, potremmo dire, e la contro conferma arriva anche dalla prima replica della Lega affidata ai capigruppo Romeo e Molinari: «Se i grillini preferiscono Renzi alla Lega lo dicano chiaro, gli Italiani sapranno chi scegliere». Non solo, i leghisti Borghi e Bagnai aggiungono «Riforma dell’Europa e delle banche a braccetto con Renzi, Boschi e Prodi? Sarebbe tradimento per salvare le poltrone». Pronto dunque un nuovo Governo “Ursula” all’orizzonte?

VERTICE M5S GRILLO-DI MAIO-FICO-DI BATTISTA

Crisi di Governo, Beppe Grillo riunisce a Marina di Bibbona i vertici del Movimento 5 Stelle: il comico genovese, fondatore M5s, all’ora di pranzo ha incontrato Luigi Di Maio, Davide Casaleggio, Roberto Fico e Alessandro Di Battista, oltre ai capigruppo M5S di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, e alla vicepresidente di Palazzo Madama, Paola Taverna. Lo riportano fonti pentastellate. Nelle ultime ore si è parlato molto di una possibile intesa tra Partito Democratico e grillini, con il possibile inserimento di Forza Italia, e, dopo Salvini, anche Giorgia Meloni ha detto la sua: «E’ uno scenario che fa venire i brividi e che riproporrebbe in Italia la stessa grande ammucchiata che in Europa ha portato all’elezione di Ursula Von Der Leyen alla presidenza della Commissione europea». E, nonostante l’apertura di Salvini, in casa Lega continuano le accuse nei confronti degli ormai ex alleati di Governo: «Se devo pensare a quello che è rimasto sul tavolo del contratto di governo direi che è traditore chi ha preso in giro gli alleati e il Paese. Penso alla riforma delle autonomie regionali, ma anche alla flat tax», le parole di Roberto Calderoli a Agi. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CRISI DI GOVERNO, SALVINI: “ELEZIONI O NUOVO CONTRATTO”

«Se qualcuno ha deciso ribaltoni e inciucioni lo dica ad alta voce: se non c’è governo la via maestra sono le elezioni, altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora»; le parole di Salvini confermano il nuovo “cambio di linea” del leader leghista dopo la minaccia di crisi di Governo prima di Ferragosto. Sondato il terreno su possibile effettivo accordo M5s-Pd-LeU e forse anche parte di Forza Italia, il leader della Lega teme di non avere il tempo tecnico concessogli da Mattarella per poter andare alle urne e così prova in extremis una nuova strategia: durante la lunga diretta Facebook di poco fa, il vicepremier dice testuale «Renzi e Boschi sono il passato, non perché lo dice Matteo Salvini ma perché lo hanno detto gli italiani in una, due, tre, dieci elezioni. Farò di tutto per evitare che gli italiani anneghino in un governo di sinistra che è stata bocciata a tutte le elezioni. Qua gli unici traditori saranno coloro che eventualmente dovessero tradire il voto popolare per riesumare mummie alla Renzi e Boschi». Dopo gli insulti ricevuti da Saviano e dopo che il caso Open Arms si arricchisce di novità ulteriori, la crisi tra Lega e M5s si fa sempre più acuta con il Pd in mezzo al guado ad attendere le nuove mosse: «Tante cose non andavano e non vanno ma l’ultima delle cose che faccio, non per me che sono l’ultimo dei fessi ma per il bene del popolo italiano, è riaprire le porte agli sciagurati del Pd e restituire le chiavi di casa e del conto corrente degli italiani a Renzi, Boschi, Lotti e compagnia: no», ribadisce Salvini che annuncia poi di voler parlare ancora in Senato martedì prossimo dopo l’informativa del Premier Conte. (agg. di Niccolò Magnani)

GOVERNO, M5S CHIUDE ALLA LEGA

«Chi ha tradito una volta lo farà ancora. E a questo punto, la porta della Lega io non la riaprirei»: così la M5s Elisabetta Trenta chiude al dialogo con Salvini e all’eventuale ricucitura dopo la crisi di Governo. Pentastellati compatti sulla caduta dell’esecutivo gialloverde, mentre proseguono le trattative con il Pd: Matteo Renzi ha invocato «un governo istituzionale» e giungono nuovi aggiornamenti sui possibili volti della nuova maggioranza. Secondo Il Messaggero, i dem avrebbero detto no al possibile Conte-bis e il nome nuovo è quello di Mario Draghi: molto apprezzato dal capo dello Stato Mattarella, il presidente della Bce potrebbe accettare il mandato da premier prima di essere eletto presidente della Repubblica nel 2022, secondo un altissimo esponente del Partito Democratico vicino a Renzi. Una cosa è chiara, ha aggiunto il dem: «I 5Stelle devono capire che bisogna andare su un premier autorevole e terzo. Pensiamo a Raffaele Cantone, che piace anche ai grillini». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CRISI DI GOVERNO, M5S VS SALVINI: “SI DIMETTA”

Crisi di Governo, continua il botta e risposta tra Lega e Movimento 5 Stelle. Dopo lo scontro a distanza tra Conte e Salvini sulla Open Arms, i grillini continuano a ‘stuzzicare’ il leader del Carroccio. Ritenuto il principale responsabile della crisi della maggioranza gialloverde, il ministro dell’Interno dovrebbe dimettersi: «Ma come, non dovevano mollare tutti la poltrona? Hanno aperto una crisi di governo in pieno agosto annunciando di essere pronti a dimettersi in blocco e invece ancora sono lì, incollati alla poltrona. Senza pudore!», si legge sul Blog delle Stelle. E fonti pentastellate hanno rincarato la dose a Repubblica: «Salvini parla da ministro di quale governo? Salvini ha fatto cadere il governo e pretende ancora di fare il ministro. Parla da ministro, ma per conto di chi e di cosa se ha detto che vuole sfiduciare il governo? Si dimetta se ha un briciolo di coerenza». E, nel frattempo, prosegue la trattativa tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico

CRISI DI GOVERNO, TRATTATIVA M5S-PD: CONTE-BIS?

«Salvini ha provato a fregarci tutti, ma alla fine di è fregato lui», il giudizio del Movimento 5 Stelle sul leader della Lega, con i grillini ora al lavoro per cercare di raggiungere un’intesa con il Pd per scongiurare un ritorno alle urne. Dopo l’accordo raggiunto sulla calendarizzazione dei lavori al Senato, i due partiti trattano su volti e programma di un possibile nuovo esecutivo. Nonostante le smentite di facciata, Di Maio e Zingaretti – senza dimenticare Matteo Renzi – provano a limare le distanze tra i due mondi e c’è qualche novità degna di nota sui nomi del possibile nuovo governo: torna di moda l’ipotesi Contebis, con il giurista affiancato da un vice-premier vicino al mondo dem. Qualora invece la poltrona di primo ministro venisse affidata ad una personalità neutra come il già citato Raffaele Cantone, Luigi Di Maio sarebbe il suo unico vice. Conferme su Gabrielli come possibile ministro dell’Interno. Salvini però non molla: il capo del Viminale continua a dirsi pronto a tutto affinchè non tornino «Renzi e i suoi» al potere…

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