STORIE DEL GUSTO/ Corti, un cognome e un destino. Nel segno del bello

Corti. Un cognome, un destino. Nel segno del bene e del bello. È una sorte curiosa, quella di tre famiglie briantee, una di Besana Brianza, le altre due di Bellusco. Le racconta MARCO GATTI

02.10.2014 - Marco Gatti
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Bar Valentino

Corti. Un cognome, un destino. Nel segno del bene e del bello. È una sorte curiosa, quella di tre famiglie briantee, una di Besana Brianza, le altre due di Bellusco. Identico il cognome, Corti, appunto, identità che svela un, seppur remoto, legame di parentela. Differenti i percorsi di vita. Eugenio, scomparso di recente, è stato, ed è, uno dei maggiori scrittori italiani, e lombardi, di sempre. La statura è quella di Alessandro Manzoni o Giovanni Testori, per intenderci. Il suo Cavallo rosso – solo per citare una sua opera per tutte , racconto’ senza eguali di che cosa siano la guerra ed i suoi orrori, e di quali mostruosità siano capaci gli uomini accecati dalle ideologie (vertiginose alcune sue descrizioni dello spaccato quotidiano, raccapricciante, all’interno dei lager staliniani). Rimane un romanzo immortale, affresco di vizi e virtù, meschinità e grandezze, di uomini e donne, la cui lettura, a nostro avviso, andrebbe “imposta” – e si badi bene, non lo diciamo a cuor leggero, non suggerita, ma lo ribadiamo, resa obbligatoria – a tutti gli studenti di scuole medie e superiori, soprattutto in questi nostri giorni, in cui, ahinoi, gli errori di ieri, sembrano ripetersi.

I Corti “belluschesi”, invece, Luigi e Antonio, sono imprenditori. Gestiscono l’Albergo bar caffè trattoria Valentino (tel. 039622305), che vi aspetta a due passi dal castello e davanti a una storica fermata del Gamba de Legn, il tram che dal 1890 sostituendo cavalli e carri, ha reso agevole il collegamento con Vimercate e Milano per gli abitanti dei dintorni. La fondazione è del 1934.

È un pezzo di storia di accoglienza e gusto di Lombardia. Una sosta qui è quanto di più bello, umano, vi possa capitare di vivere. Cominciamo col dire che sulle orme dei padri, al loro fianco, si muovono con passione smisurata e talento Carlo, Paolo e Valentino (i figli di Luigi) e Valentina e Maria Teresa (le figlie di Antonio), un team famigliare che copre sala, cucina e ospitalità in modo impeccabile. Detto che in qualunque ora ci arriverete sarete i benvenuti. E segnalato che hotel e trattoria sono approdi che conciliano con la vita. Il colpo di fulmine per questo luogo scoccherà non appena, superato il classico pergolato con le seggiole, dato uno sguardo fugace all’insegna, tonda, gialla, con il simbolo del telefono, memoria del servizio offerto al pubblico fino a pochi anni fa, entrerete al bar. All’interno, sulla destra, il banco caffetteria e l’angolo ricevitoria, dove generazioni hanno affidato alle schedine i loro sogni sperando nel “13” che sarebbe stato sinonimo di vita milionaria. Davanti a voi i tavolini e le porticine da cui si intravvedono le altre due salette.

Che siete in un posto dell’anima, ve lo diranno però gli scaffaletti, ordinati, distribuiti per tutta la sala, su cui fanno bella mostra di sé centinaia di bottiglie, ciascuna con il suo cartoncino al collo che ne indica il prezzo. Una selezione che a occhi attenti, risulterà subito come straordinaria, e con etichette di Italia e resto del mondo, che rivelano competenza e cuore in chi le ha scelte. 

Un bendidio che non troverete in molti ristoranti d’eccellenza e nemmeno in molte enoteche di grido. E ve lo confermeranno alcune vetrinette che se ne stanno alte, su una parete, in cui come soldatini sono ordinate migliaia di bottigliette mignon, una collezione che dice di una cura del gusto e di un attenzione al bello fuori dal comune. A rendere memorabile la vostra sosta, infine, sarà quando, ai tavoli del bar, scoprirete che nessuno discuterà della vostra volontà di farvi una gustosa scorpacciata, o di mangiare un semplice panino o una ghiotta piadina, piuttosto che un solo piatto d’autore, lasciandovi liberi di godere, che siate in compagnia o meno, una bottiglia intera o anche un solo calice, o più calici, dei tanti vini, e non di seconda fila, ma di valore, che troverete proposti a bicchiere.

Vi va pane e salame e Barolo? E perché no? Qui si può. Segnalato che in cantina riposa una schiera formidabile di altre bottiglie, con una scelta di champagne da guinness dei primati, oltre a salumi e formaggi di piccoli produttori, dalla cucina potrete avere mezzemaniche al sugo di peperoni o risotto mantecato, al Franciacorta o con zucca e fagioli, arrosto di vitello o goloso coniglio lardato al forno, piatti di pesce, come risotto alla marinara o insalata di gamberi con pistacchi, tiramisù. Questa è l’Italia che, a Golosaria a novembre, e nei mesi dell’Expo, Golosario alla mano, poi, sarà bello far scoprire al mondo!  

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