Niccolò Bettarini, aggressore scarcerato: sfogo social/ “Giustizia italiana? Schifo!”

- Dario D'Angelo

Niccolò Bettarini, duro sfogo sui social dopo la scarcerazione del suo aggressore: attacco al suo avvocato ed al giudice “giustizia italiana non esiste”

Niccolò Bettarini
Niccolò Bettarini, processo per aggressione, Tribunale Milano (LaPresse, 2018)

Anche Niccolò Bettarini ha commentato in prima persona la scarcerazione del suo aggressore affidando ai social un lungo e sentito sfogo: “Complimenti, bravi! A tutte le persone ‘giustizia al figlio di…’ spero siate contenti!”, ha esordito nelle sue Storie di Instagram. In realtà, il suo messaggio non è stato rivolto a coloro che avevano commentato il caso ma attaccando la giustizia in toto, dal suo avvocato difensore al giudice. “Quello che penso è che la giustizia italiana non esiste, è uno schifo, per tutti quanti”, ha esordito. Grande l’attacco al suo legale: “Volevo fare i complimenti al mio avvocato per il quale non ho saputo niente per mesi, ho saputo tutto attraverso  notizie e amici miei e ci ha abbandonato dopo l’ultima sentenza e vi spiego anche perchè”. Quindi ha aggiunto che il suo legale “voleva che a gennaio io andassi a parlare a Porta a Porta ed elogiarla per il lavoro che ha fatto, bel lavoro! Io ho rifiutato…”. In una successiva storia il giovane Bettarini ha spiegato che l’avvocato avrebbe chiesto alla sia famiglia “160 mila euro per 6 mesi di fancazzismo totale senza alcun preventivo! 160 mila calci in cul…”. Attacco pesantissimo anche al gip Guido Salvini: “E poi complimenti al giudice! Non studio giurisprudenza, ma se condanno qualcuno per tentato omicidio, dopo un mese li scarcero tutti. Questa è la giustizia italiana, è uno schifo”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL COMPAGNO DELLA VENTURA “UNA VERGOGNA”

Ha destato scalpore la notizia della scarcerazione di Davide Caddeo, colui che la scorsa estate accoltellò Niccolò Bettarini, figlio di Stefano e di Simona Ventura. Il giudice ha deciso di affidare l’aggressore ad una comunità per via della sua tossicodipendenza, disponendo i domiciliari. Mano leggera quindi da parte del Gip, che a pochi mesi dai fatti opta per la rieducazione. Una scelta che ha fatto indignare molti, a cominciare da Giovanni Terzi, giornalista nonché attuale compagno della Ventura, che presente negli studi di Storie Italiane di Rai Uno ha spiegato: «E’ una cosa terrificante, io vorrei ricordare cosa sia successo: 11 coltellate con un coltello di 21 centimetri nella carne di un ragazzo di soli 20 anni, senza nessun motivo, come ha dichiarato lo stesso aggressore. Niccolò è vivo per miracolo, la giustizia sta facendo un grande errore perché noi abbiamo bisogno di credere nella giustizia e che le pene vengano eseguite». Quindi Giovanni Terzi si domanda: «Al di là del fatto che si chiami Bettarini è una vergogna, perché se dovesse succedere altro chi se ne assumerà la responsabilità? Va benissimo la rieducazione ma non dopo un mese». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

NICCOLÒ BETTARINI, SCARCERATO L’AGGRESSORE

Davide Caddeo, il 30enne pregiudicato che il luglio scorso accoltellò Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini, uscirà dal carcere. L’uomo, condannato a 9 anni di reclusione, passerà agli arresti domiciliari per decisione del gip Guido Salvini, che ha stabilito per lui “l’obbligo” di frequentare un centro di cura per tossicodipendenti e una comunità dove dovrà lavorare. Come riferisce TgCom 24, nel suo provvedimento il gip precisa che Caddeo dovrà scontare in questo modo la pena a causa della sua “difficile vita”. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti sottolineato che l’aggressore di Bettarini junior è tossicodipendente fin dall’adolescenza e per questo motivo ha optato per un trasferimento in comunità che secondo i suoi intenti dovrebbe rispondere alla “funzione rieducativa” della pena, anche se non definitiva.

DAVIDE CADDEO SCARCERATO

Davide Caddeo non è quello che si definirebbe comunemente uno stinco di santo. Come riportato da Il Giorno all’indomani dell’aggressione che mise a repentaglio la vita di Niccolò Bettarini, la posizione più complicata tra quanti colpirono il figlio Stefano e Simona Ventura sembrò essere proprio la sua. Il quotidiano scriveva:”Colui che più degli altri è gravemente indiziato di aver inferto le coltellate a tronco, addome e braccio è il 29enne Davide Caddeo, che, stando a quanto risulta, ha precedenti per lesioni e rissa ed è più volte stato trovato in possesso di arma bianca durante diversi controlli effettuati tra 2010 e 2017, come si legge nel decreto di sorveglianza speciale emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale un anno fa”. Caddeo inoltre – sempre secondo Il Giorno – aveva l’abitudine di girare sempre armato: una volta gli trovarono in auto uno spadino, un’altra una mazza da baseball di ferro.

DAVIDE CADDEO, IL RUOLO NELL’AGGRESSIONE

Sul ruolo di Davide Caddeo nell’aggressione ai danni di Niccolò Bettarini andata in scena il primo luglio 2018 all’esterno della discoteca Old Fashion di Milano, le versioni erano discordanti. Caddeo, in una memoria depositata in Procura dai suoi avvocati, Robert Ranieli e Antonella Bisogno, ammise di averlo colpito con almeno una coltellata il figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura. Secondo il pm Elio Ramondini, invece, il noto ultrà dell’Inter e skinhead ne avrebbe sferrate addirittura otto. Il suo è in ogni caso un passato molto turbolento: a San Vittore si fece notare nel 2014 per il coinvolgimento in una rissa con altri detenuti. Senza dimenticare le recenti minacce alla ex fidanzata, a cui avrebbe ripetuto: «Ti ammazzo» oltre che i precedenti per truffa, ricettazione e un tentativo di estorsione ai danni di alcuni avventori della discoteca De Sade.

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