IL CASO/ Trenitalia, Ntv e la sfida delle 4 classi

Trenitalia ha deciso di dotare i treni Frecciarossa di ben quattro classi, rispetto alle due precedenti. Un segno che la concorrenza si avvicina. Il commento di ANDREA BICOTTI

03.12.2011 - Andrea Bicotti
Treno_Freccia_RossaR400
Foto Imagoeconomica

Le nuovi classi di servizio di Trenitalia irrompono sul mercato. La maggior discriminazione di prezzo dovrebbe riuscire a raggiungere al meglio la clientela del Frecciarossa, anche se il prezzo medio del biglietto non dovrebbe scendere, anzi. La vecchia seconda classe, infatti, è suddivisa in standard e premium e il prezzo medio del biglietto rimarrà stabile rispetto ai 91 euro che si pagavano sul vecchio Frecciarossa tra Milano e Roma; si va infatti dagli 86 euro della standard ai 100 della premium per la tariffa base. E subito è nata la polemica con Ntv, che ha affermato che la concorrenza mette pressione a Trenitalia. Mauro Moretti, Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, ha subito ribattuto dicendo che l’azienda guarda i clienti e non i concorrenti. Tuttavia, è indubbio che l’arrivo di un competitor abbia fatto fare un salto di qualità a Trenitalia, che ha cercato di andare incontro alle esigenze dei viaggiatori.

Per le nuovi classi di servizio rimane tuttavia un grande punto interrogativo: perché il Frecciarossa ha messo una barriera impenetrabile tra la standard e gli altri livelli di servizio? È notizia della settimana, infatti, che è impossibile per i viaggiatori della standard andare verso la carrozza ristorante. C’è una porta che viene chiusa dal personale di bordo, in modo che i clienti della standard rimangano dentro la standard. Un concetto molto strano, da azienda pubblica, che sembra rispondere all’incapacità di Trenitalia di controllare eventuali cambi della clientela tra i livelli di servizio. Tanto che un comunicato ufficiale di Trenitalia afferma che tale “segregazione” è stata decisa perché molti clienti della standard andavano verso la carrozza ristorante per poter usufruire delle poltrone più comode che in questa si possono trovare. Una conferma indiretta che l’incapacità di controllo è alla base di tale decisione, che sembra anche venire meno ai più semplici criteri di sicurezza. È possibile che un cliente che si senta male nella carrozza nove deve aspettare che il personale di bordo apra la porta per fare arrivare un medico che si trova nella carrozza quattro?

Ma non è tutto. Nei primi giorni del servizio, i clienti che avevano acquistato il biglietto prima che venisse introdotta la novità delle quattro classi di servizio, non sono stati avvisati del cambio di strutturazione del treno. Così è successo il caos, con clienti che non trovavano il posto a sedere, dato che la numerazione è completamente differente. Nonostante questi errori operativi, tipici di un’azienda pubblica (Ferrovie dello Stato Italiane rimane completamente controllata dal ministero dell’Economia), è indubbio che le classi di servizio vanno incontro alle esigenze della clientela. Una maggiore segmentazione di prezzo è essenziale per catturare la disponibilità a pagare del consumatore, vista anche la crescente concorrenza del trasporto aereo low cost.

Ryanair ha aumentato il numero di voli giornalieri tra Bergamo Orio al Serio e Ciampino, mentre è fortissima la presenza di Easyjet sulla tratta tra Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Insieme offrono circa 1 milione di posti l’anno tra le due città più importanti d’Italia, quando fino a meno di un decennio fa, i due vettori low cost non erano presenti sul mercato aereo nazionale domestico. La concorrenza di un nuovo entrante crea una pressione competitiva che obbliga l’incumbent a migliorarsi, così come la liberalizzazione del trasporto aereo ha obbligato Trenitalia a cambiare la propria strategia di revenue.

Ben venga la liberalizzazione. I vantaggi saranno importanti per tutti i consumatori, come ha dimostrato l’apertura alla concorrenza del settore aereo.

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